Il Tribunale di Sorveglianza ha disposto la revoca dell'affidamento in prova nei confronti di un lavoratore a causa di gravi violazioni. L'uomo, mentre era sottoposto alla misura alternativa, ha prima esibito un certificato di tampone Covid falso per continuare a lavorare senza Green Pass, inducendo in errore la farmacista. Successivamente, ha commesso un furto di energia elettrica per alimentare il locale in cui lavorava. La Corte di Cassazione ha confermato il provvedimento, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la revoca dell'affidamento in prova non è automatica, ma richiede una valutazione complessiva del giudice. In questo caso, la commissione di due reati in soli tre mesi e la palese mala fede del condannato dimostrano l'incompatibilità assoluta con la prosecuzione del beneficio.
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