La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale, ai soli fini civili, del legale rappresentante di una società per il reato di Truffa. La condotta consisteva nel transito sistematico di automezzi aziendali attraverso i varchi autostradali riservati ai sistemi di pagamento elettronico senza possedere il relativo titolo. Tale comportamento è stato qualificato come truffa e non come insolvenza fraudolenta, poiché l'uso del varco riservato costituisce un raggiro idoneo a indurre in errore il sistema automatizzato per ottenere l'apertura della sbarra. Nonostante la prescrizione del reato, la condanna al risarcimento dei danni in favore della società autostradale è stata mantenuta.
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