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Trasparenza Fiscale

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73 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Raddoppio termini accertamento: basta l’obbligo di denuncia
Una Srl e i suoi soci contestavano un avviso di accertamento per redditi non dichiarati. La Cassazione chiarisce che il raddoppio dei termini di accertamento si applica quando il fatto ha rilevanza penale, a prescindere dalla tempestiva presentazione della denuncia. La sola sussistenza dell'obbligo di denuncia è sufficiente. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva annullato gli atti impositivi.
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Costi infragruppo: onere della prova e utilità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8010/2024, ha affrontato il tema della deducibilità dei costi infragruppo per l'uso di marchi e know-how. Ha stabilito che il contribuente ha l'onere di provare l'utilità effettiva e aggiuntiva di tali costi, specialmente se esistono già accordi di cost-sharing. In assenza di tale prova, i costi sono considerati una duplicazione e quindi indeducibili. La decisione ha anche confermato che, in regime di trasparenza fiscale, l'esito dell'accertamento sulla società partecipata vincola direttamente i soci.
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Accertamento soci: come contestare il reddito societario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34833/2024, chiarisce i limiti e le facoltà dei soci nell'impugnazione degli avvisi di accertamento. Sebbene i soci non possano impugnare direttamente l'atto emesso nei confronti della società di persone, possono contestarne il merito in sede di ricorso contro il proprio avviso di accertamento personale. La Corte ha accolto il ricorso incidentale dell'Agenzia delle Entrate, annullando la decisione di merito che aveva illegittimamente riconosciuto una deduzione di costi, e ha ribadito che solo il legale rappresentante della società ha la legittimazione ad agire contro l'accertamento societario.
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Litisconsorzio necessario IRAP: la guida completa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33448/2024, ha annullato un intero procedimento giudiziario relativo a un accertamento IVA e IRAP. La decisione si fonda sul principio del litisconsorzio necessario IRAP: in caso di accertamento a una società di persone, anche i soci devono obbligatoriamente partecipare al processo. La loro assenza ha causato una nullità insanabile, con rinvio della causa al giudice di primo grado.
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Reddito d’impresa: pensione ridotta per socio di sas
La Corte di Cassazione ha stabilito che gli utili derivanti dalla partecipazione in una società di persone costituiscono reddito d'impresa, legittimando la riduzione della pensione di reversibilità del socio. La Corte ha inoltre chiarito che le norme sulla limitata ripetibilità dell'indebito pensionistico, previste per l'INPS, non si estendono alle casse previdenziali professionali privatizzate, le quali possono quindi richiedere la restituzione delle somme versate in eccesso.
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Obbligo contributivo: reddito da più società
La Corte di Cassazione ha stabilito che un imprenditore iscritto alla Gestione Commercianti INPS deve versare i contributi sulla totalità dei redditi d'impresa percepiti, inclusi quelli derivanti da società di persone in cui non svolge attività lavorativa diretta. Una volta accertato l'obbligo contributivo per l'attività prevalente, la base imponibile si estende a tutti i redditi d'impresa per il principio di trasparenza fiscale delle società di persone, respingendo il ricorso dell'imprenditore.
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Accertamento socio: la Cassazione e la motivazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che l'accertamento socio è valido anche se non viene allegato l'avviso di accertamento notificato alla società. Secondo la Corte, la motivazione 'per relationem' è soddisfatta poiché il socio ha il diritto di consultare la documentazione societaria e, nel caso di specie, la società aveva già aderito all'accertamento. Questa decisione rafforza il principio secondo cui il socio non può eccepire un difetto di motivazione se può accedere alle informazioni con l'ordinaria diligenza.
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Contributi socio accomandante: la Cassazione decide
La Cassazione ha stabilito che i contributi del socio accomandante sono dovuti all'INPS anche se non svolge attività lavorativa nella società. Il reddito derivante dalla partecipazione a una società in accomandita semplice è qualificato come reddito d'impresa e, in base al principio di trasparenza fiscale, rientra pienamente nella base imponibile contributiva. La Corte ha rigettato il ricorso di una socia, confermando che la totalità dei redditi d'impresa denunciati ai fini IRPEF è soggetta a contribuzione previdenziale.
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Contraddittorio necessario e soci: l’ordinanza
Una società, ritenuta non operativa, ha impugnato un accertamento fiscale. La Corte di Cassazione, prima di decidere nel merito, ha rilevato un vizio procedurale: il ricorso non era stato notificato a tutti gli ex soci. L'ordinanza ha quindi disposto l'integrazione del contraddittorio necessario, affermando che nei contenziosi fiscali riguardanti società di persone, tutti i soci devono obbligatoriamente partecipare al giudizio in virtù del principio di trasparenza fiscale.
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Definizione agevolata: come estingue il processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario relativo a presunte fatture inesistenti. I contribuenti, durante il giudizio, avevano presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della L. 130/2022, versando gli importi dovuti. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha notificato alcun diniego entro i termini di legge, la Corte ha confermato il perfezionamento della procedura e la conseguente estinzione del giudizio.
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Definizione agevolata: processo estinto in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara estinto un processo tributario relativo a un avviso di accertamento IRPEF nei confronti di alcuni soci di un'associazione culturale. La controversia, giunta al terzo grado di giudizio dopo due decisioni favorevoli ai contribuenti, si è conclusa non con una pronuncia nel merito, ma a seguito dell'adesione dei ricorrenti alla definizione agevolata prevista dalla normativa. La Corte ha stabilito che, in questi casi, le spese legali restano a carico delle parti che le hanno anticipate e non è dovuto il pagamento del doppio contributo unificato.
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Litisconsorzio necessario: processo nullo senza soci
La Corte di Cassazione ha annullato un intero processo tributario per un vizio procedurale fondamentale: il difetto di litisconsorzio necessario. L'ordinanza stabilisce che, in caso di accertamento fiscale a una società di persone, il giudizio deve obbligatoriamente coinvolgere non solo il socio che ha presentato ricorso, ma anche la società stessa e tutti gli altri soci. La mancata partecipazione di tutte le parti necessarie rende il processo nullo, con la conseguenza che deve essere celebrato nuovamente dal primo grado di giudizio.
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Accertamenti bancari soci: quando sono legittimi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22250/2025, ha confermato la legittimità degli accertamenti bancari sui soci di una S.r.l. a ristretta base partecipativa. La Corte ha stabilito che, in presenza di indizi come la mancanza di redditi personali significativi dei soci, le ingenti somme movimentate sui loro conti correnti possono essere presuntivamente attribuite alla società come ricavi non dichiarati. L'onere di provare l'estraneità di tali somme all'attività d'impresa spetta al contribuente. Il ricorso della socia è stato quindi rigettato.
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