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Tolleranza

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34 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Clausola risolutiva espressa: guida alla tolleranza
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una società concessionaria che ha attivato una clausola risolutiva espressa dopo aver tollerato per due anni l'inadempimento di un partner commerciale. I giudici di merito avevano inizialmente ritenuto che tale attesa costituisse una rinuncia tacita al diritto di risoluzione. La Suprema Corte ha invece stabilito che la tolleranza non elimina la clausola risolutiva espressa se il creditore manifesta, anche per fatti concludenti, la volontà di avvalersene. Inoltre, la Corte ha censurato l'errata interpretazione di alcune clausole relative ai costi di manutenzione, ribadendo l'obbligo di una lettura sistematica del contratto.
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Usucapione e servitù di passaggio tra parenti
La Corte di Cassazione ha affrontato una complessa disputa riguardante l'acquisto per Usucapione di una servitù di passaggio tra fondi confinanti appartenenti a membri della stessa famiglia. I giudici hanno stabilito che, in presenza di stretti vincoli di parentela, l'uso prolungato di un terreno altrui si presume derivante da mera tolleranza e non da un possesso utile all'acquisto del diritto. La Suprema Corte ha inoltre accolto il ricorso dei proprietari del fondo servente, rilevando un'omessa pronuncia della Corte d'Appello sulla richiesta di inibitoria, disponendo così il divieto definitivo di passaggio per i vicini.
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Usucapione tra parenti: quando scatta la tolleranza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che rivendicava l'acquisto per usucapione di un immobile di proprietà del fratello. La Corte d'Appello aveva già negato tale diritto, rilevando che la disponibilità del bene era frutto di mera tolleranza familiare. Inoltre, il ricorrente aveva precedentemente agito in giudizio per l'esecuzione di un contratto di permuta riguardante lo stesso immobile, atto che di fatto riconosceva la proprietà altrui. La Suprema Corte ha confermato che il riesame dei fatti è precluso in sede di legittimità e ha condannato il ricorrente per lite temeraria, sottolineando il carattere defatigatorio del ricorso.
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Usucapione tolleranza: quando la coltivazione non basta
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto che chiedeva l'usucapione di un terreno coltivato per oltre vent'anni. La decisione si fonda sul concetto di usucapione tolleranza: la consegna delle chiavi del cancello da parte dei proprietari ha configurato un atto di cortesia, escludendo l' 'animus possidendi' necessario per l'acquisto della proprietà e qualificando il rapporto come mera detenzione.
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Motivazione contraddittoria e usucapione: la Cassazione
Un soggetto ricorre in Cassazione dopo che la sua domanda di usucapione su un immobile è stata respinta. La Corte d'Appello aveva fornito una motivazione contraddittoria, non chiarendo se l'occupazione fosse basata su tolleranza, comodato o locazione. La Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la sentenza per vizio di motivazione e rinviando il caso a un nuovo esame, sottolineando l'importanza di una motivazione chiara e coerente.
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Usucapione familiare: quando la tolleranza esclude
Una figlia, dopo aver occupato per decenni l'appartamento della madre, averlo ristrutturato e unito a un'altra sua proprietà, ne rivendica l'acquisto per usucapione familiare. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17466/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'utilizzo del bene era basato sulla mera tolleranza dei genitori e non su un possesso utile a usucapire. La richiesta di permesso per unire gli immobili è stata un elemento chiave per escludere l'intenzione di possedere come proprietario.
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Usucapione tra parenti: quando è solo tolleranza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11201/2024, ha rigettato il ricorso degli eredi di un uomo che chiedevano l'usucapione di un locale appartenente al fratello. La Corte ha stabilito che nell'ambito dell'usucapione tra parenti, una lunga durata del godimento di un bene non è sufficiente a provare il possesso, potendosi configurare come mera tolleranza. Inoltre, ha ribadito che l'onere della prova per chi agisce in rivendica è attenuato se la controparte non contesta il titolo di proprietà originario.
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Usucapione servitù passaggio: tolleranza e parentela
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che ha riconosciuto l'usucapione di una servitù di passaggio tra parenti. La Corte ha stabilito che, sebbene l'uso del passaggio fosse inizialmente tollerato per via dei legami familiari, la situazione è cambiata quando sono sorti dei dissidi. Da quel momento, il possesso è diventato avverso e idoneo a far maturare l'usucapione, poiché esercitato per oltre vent'anni. La pronuncia chiarisce che l'opposizione del proprietario, anziché interrompere il possesso, può in realtà qualificarlo come utile all'usucapione, trasformando la mera tolleranza in possesso pieno. Viene inoltre confermata la natura 'apparente' della servitù, data la presenza di una corte e una scala esterna, opere visibili e permanenti destinate al suo esercizio.
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Usucapione e tolleranza: il conflitto tra parenti
In una controversia tra fratelli per l'usucapione di un immobile, la Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice esistenza di un rapporto di parentela non è sufficiente a presumere la tolleranza che impedisce l'usucapione. Se tra le parti esiste una comprovata e pregressa conflittualità, il giudice deve valutarla attentamente, poiché tale conflitto può indicare che la permanenza sull'immobile non era tollerata, ma costituiva un vero e proprio possesso utile ai fini dell'usucapione. La Corte ha quindi cassato con rinvio la decisione d'appello che aveva respinto la domanda basandosi unicamente sul legame familiare.
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Usucapione Immobile Familiare: No a Detenzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva l'usucapione di un immobile familiare in cui viveva da decenni. La decisione si fonda sulla distinzione tra detenzione e possesso: l'originario rapporto con il bene era di detenzione qualificata, e non sono stati provati atti di interversione del possesso. L'uso prolungato è stato interpretato come tolleranza dovuta a vincoli familiari, e un acquisto congiunto del terreno da parte di tutti i coeredi ha ulteriormente negato l'esistenza di un possesso esclusivo. Il ricorso sull'usucapione immobile familiare è stato quindi respinto.
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Usucapione tra soci: quando la tolleranza esclude?
Una società a responsabilità limitata, i cui soci erano anche comproprietari di un immobile adiacente, ha agito in giudizio per vedersi riconoscere l'acquisto della proprietà per usucapione. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha respinto la domanda. Il principio chiave affermato è che, in presenza di vincoli societari o di parentela, l'uso prolungato di un bene non configura automaticamente un possesso 'uti dominus', ma può essere considerato semplice detenzione basata sulla tolleranza degli altri soci-proprietari. Di conseguenza, l'usucapione tra soci è stata esclusa.
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Usucapione immobile familiare: prova rigorosa richiesta
Un padre rivendica l'usucapione di un immobile intestato alla figlia, sostenendo di averlo sempre gestito come proprietario. La Corte d'Appello respinge la richiesta, confermando la decisione di primo grado. Il tribunale stabilisce che, nel contesto di un usucapione immobile familiare, atti come il pagamento delle spese non sono sufficienti. A causa del legame familiare, si presume che tali azioni derivino dalla tolleranza del proprietario e non da un possesso finalizzato all'acquisizione della proprietà.
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Clausola risolutiva: la tolleranza annulla l’effetto
Una Corte d'Appello ha respinto la richiesta di un locatore di terminare un contratto di locazione basata su una clausola risolutiva espressa. La corte ha stabilito che la continua accettazione di pagamenti tardivi da parte del locatore costituisce tolleranza, un comportamento incompatibile con la volontà di risolvere il contratto, rendendo inefficace la clausola.
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Servitù di passaggio: quando la cortesia non basta
Un avvocato agisce in giudizio per vedersi riconoscere il possesso di una servitù di passaggio su una rampa privata, negata dai nuovi proprietari che hanno cambiato la serratura di un cancello. Il Tribunale di Napoli rigetta la domanda, stabilendo che l'uso del passaggio era basato sulla mera tolleranza e amicizia con il precedente proprietario, non su un possesso effettivo tutelabile ai sensi di legge.
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