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Titolo Esecutivo — Anno 2023

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307 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Rimborso forfettario spese generali tra avvocati
La Corte di Cassazione chiarisce la disciplina del rimborso forfettario spese generali. In una controversia tra due avvocati per il pagamento di compensi professionali, la Corte ha stabilito che tale rimborso, non essendo una conseguenza automatica della soccombenza ma una componente del compenso, deve essere oggetto di una domanda esplicita. In assenza di tale richiesta, il creditore non può pretenderlo in fase esecutiva, anche se il titolo giudiziale non ne fa menzione.
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Prescrizione pena: la notifica del cumulo è decisiva
Una persona condannata ha sollevato la questione della prescrizione pena per una condanna, sostenendo che l'atto di cumulo pene, che avrebbe dovuto interrompere i termini, non le era mai stato notificato. La Corte di Cassazione ha accolto questo specifico motivo di ricorso. Ha stabilito che, ai fini dell'interruzione della prescrizione, è necessario verificare l'effettiva e rituale notificazione del provvedimento di cumulo all'interessato. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, rinviando il caso alla Corte d'Appello per effettuare tale accertamento.
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Pagamenti in corso di causa: la Cassazione chiarisce
Un committente, condannato in appello al pagamento dell'intero compenso a un architetto, ha ottenuto ragione in Cassazione. Durante la causa aveva già versato una somma cospicua, ma la Corte d'Appello non ne aveva tenuto conto nel dispositivo. La Suprema Corte ha stabilito un principio fondamentale: i pagamenti in corso di causa devono essere detratti e il titolo esecutivo può essere emesso solo per il debito residuo, correggendo la precedente decisione.
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Compenso CTU arbitrato: calcolo e contestazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28227/2023, ha stabilito che il compenso CTU in arbitrato deve essere calcolato analizzando la natura dei quesiti. Se le indagini sono autonome e distinte, va liquidato un compenso per ciascuna. La Corte ha inoltre chiarito che l'ordinanza di liquidazione degli arbitri, pur essendo titolo esecutivo, può sempre essere contestata in un successivo giudizio, non essendo vincolante per le parti l'autoliquidazione decisa dagli stessi arbitri.
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Giudicato e appello tardivo: prevale la decisione?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26994/2023, ha affrontato un importante caso di giudicato e appello tardivo. Ha stabilito che una sentenza d'appello, anche se emessa su un'impugnazione presentata fuori termine, sostituisce integralmente e con effetto retroattivo la sentenza di primo grado. Di conseguenza, la pronuncia di primo grado perde la sua efficacia di titolo esecutivo, anche se formalmente passata in giudicato. La Corte ha chiarito che questo meccanismo, proprio dei rapporti 'verticali' tra gradi di giudizio, prevale sempre, rendendo la decisione del giudice superiore definitiva e intangibile se non ulteriormente impugnata.
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Precetto su decreto ingiuntivo: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un debitore che si opponeva a un precetto su decreto ingiuntivo. Il debitore sosteneva che il precetto fosse illegittimo perché basato sulla sentenza di rigetto dell'opposizione e non sul decreto originario. La Corte ha stabilito che la Corte d'Appello aveva correttamente interpretato il precetto come fondato su entrambi gli atti, e che il ricorrente non aveva contestato adeguatamente questa interpretazione, rendendo il ricorso inammissibile.
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Opposizione all’esecuzione: comproprietà e casa coniugale
La Corte di Cassazione chiarisce che il coniuge comproprietario può presentare opposizione all'esecuzione per il rilascio dell'ex casa coniugale, anche se il provvedimento di assegnazione è stato revocato con sentenza definitiva. Il diritto di comproprietà è infatti un titolo di godimento autonomo e poziore, non precluso dal giudicato formatosi sulla revoca dell'assegnazione, la quale si basa su presupposti diversi (l'interesse dei figli).
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