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Thema Probandum

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112 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Cessione del credito: prova e termini per contestarla
Una società ha impugnato in Cassazione la decisione della Corte d'Appello che aveva respinto le sue domande relative a un contratto di mutuo, incluse contestazioni sul superamento del tasso soglia e sulla legittimazione della società cessionaria del credito. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che la contestazione sulla cessione del credito era stata sollevata tardivamente (solo in comparsa conclusionale) e che gli altri motivi erano proceduralmente viziati o infondati.
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Produzione documenti in appello tributario: la Cassazione
Un consorzio di bonifica ha impugnato una sentenza che annullava le sue richieste di pagamento a una società agricola. Il nodo centrale era l'ammissibilità di una nuova perizia tecnica in secondo grado. La Corte di Cassazione ha stabilito che la produzione documenti in appello tributario è permessa dall'art. 58 del D.Lgs. 546/1992, annullando la decisione precedente e rinviando il caso alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo esame.
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Termine procedimento disciplinare: decorrenza e prova
Un dipendente del Ministero della Difesa, licenziato per giusta causa a seguito di un arresto per reati gravi, ha impugnato il licenziamento sostenendo la tardività del procedimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che il termine procedimento disciplinare decorre dalla piena conoscenza dei fatti da parte dell'ufficio competente. La Corte ha ribadito che la valutazione di tale momento è un accertamento di fatto riservato ai giudici di merito e non sindacabile in sede di legittimità.
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Tentato furto in abitazione: quando è inammissibile?
Un individuo, condannato per tentato furto in abitazione per essersi introdotto nel giardino di una casa ed essere stato sorpreso vicino a una finestra, ha presentato ricorso in Cassazione. Sosteneva che i suoi atti costituissero solo una violazione di domicilio, non essendo idonei e univoci per configurare un tentativo di furto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti, ma di valutare la legittimità e la logica della motivazione delle sentenze precedenti. Poiché il ricorso chiedeva una nuova valutazione delle prove, è stato respinto.
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Responsabilità direttore lavori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un direttore dei lavori per gravi vizi in un'opera di ristrutturazione. L'ordinanza chiarisce che la responsabilità del direttore lavori, in quanto prestazione d'opera intellettuale, è soggetta alla prescrizione ordinaria decennale e non ai brevi termini di decadenza e prescrizione previsti per l'appalto. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, inclusi quelli procedurali sulla nullità degli atti e sulla prova della qualità di eredi dei committenti originari, e ha confermato il diniego della manleva assicurativa a causa di specifiche clausole di esclusione.
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Danni da fauna selvatica: la scelta della norma
Un'automobilista cita in giudizio Regione e Provincia per i danni causati da un capriolo, fondando la richiesta sull'art. 2043 c.c. (responsabilità per colpa). Dopo il rigetto in appello, la Corte di Cassazione dichiara inammissibile il tentativo di modificare la base giuridica della domanda in art. 2052 c.c. (responsabilità oggettiva) in sede di legittimità. La sentenza chiarisce che la qualificazione giuridica della domanda, se non contestata, passa in giudicato e non può essere alterata, cristallizzando l'onere della prova e il tema del contendere. Questo principio si applica anche ai casi di danni da fauna selvatica.
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Conversione contratto pubblica amministrazione: no
Una lavoratrice ha richiesto la conversione dei suoi contratti di collaborazione pluriennali con un ente pubblico in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ribadendo il principio secondo cui la conversione contratto pubblica amministrazione è vietata. Anche in caso di abuso, il lavoratore non ottiene la stabilizzazione, ma ha diritto solo a tutele di tipo economico e contributivo per il lavoro effettivamente svolto.
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Poteri istruttori del giudice: la Cassazione decide
Una società contesta accertamenti contributivi. La Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo i limiti dei poteri istruttori del giudice e l'onere della parte di richiedere termini per controdeduzioni probatorie. La mancata richiesta equivale a una rinuncia.
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Titolo di specializzazione: durata biennale requisito
Un'insegnante si è vista negare la validità del suo titolo di specializzazione per il sostegno poiché non conseguito al termine di un corso di durata biennale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo due punti fondamentali: primo, la parte rimasta contumace in primo grado può contestare in appello i fatti costitutivi della domanda; secondo, il requisito della durata biennale del corso, previsto dalla legge, è inderogabile e non può essere soddisfatto sommando le ore di diversi percorsi formativi.
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Prove nuove in appello: quando sono ammissibili?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22521/2025, ha chiarito i presupposti per l'ammissibilità di prove nuove in appello. Nel caso specifico, i creditori avevano prodotto in secondo grado un documento attestante l'estinzione anticipata di un mutuo, la cui durata era stata usata dal giudice di primo grado come riferimento per fissare un termine di adempimento molto lungo. La Suprema Corte ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che le prove nuove in appello sono ammissibili se la loro rilevanza emerge in modo imprevedibile solo dalla sentenza di primo grado. In tale situazione, l'omessa produzione precedente non è considerata imputabile alla parte, giustificando la produzione documentale nel giudizio di gravame.
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Onere probatorio bancario: la decisione della Corte
Una società finanziaria ha impugnato una sentenza che aveva ridotto un credito bancario da circa 414.000 a 222.000 euro, contestando le conclusioni di una perizia tecnica (CTU). La Corte d'Appello ha respinto l'appello, confermando che l'onere probatorio bancario impone alla banca di dimostrare analiticamente ogni voce del credito. La mancata produzione degli estratti conto di un rapporto di anticipazione ha legittimamente portato all'eliminazione delle relative competenze, riducendo il debito. La decisione ribadisce che la banca, agendo per il recupero del credito, deve fornire prova completa e non può supplire con documentazione parziale.
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Risoluzione contratto scaduto: quando è inammissibile
Una società di logistica ottiene un'ingiunzione di pagamento per servizi non saldati. La società cliente si oppone, lamentando gravi inadempimenti e chiedendo in via riconvenzionale la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni. Il Tribunale di Milano dichiara inammissibile la domanda di risoluzione, poiché il contratto era già scaduto per decorso del termine. Accoglie invece la domanda di risarcimento danni e, operando una compensazione, condanna la cliente al pagamento di una somma inferiore a quella inizialmente richiesta.
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