Un ex funzionario pubblico, accusato di abuso d'ufficio e truffa, ha impugnato la sentenza d'appello che aveva dichiarato l'estinzione dei reati. Per l'abuso d'ufficio, la Corte d'appello aveva applicato l'abolitio criminis a seguito della riforma del 2024, mentre per la truffa era scattata la prescrizione. L'imputato pretendeva un'assoluzione nel merito, sostenendo che la sua innocenza emergesse chiaramente dagli atti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che, in caso di abolitio criminis o prescrizione, il giudice non può compiere approfondimenti istruttori per assolvere nel merito, a meno che l'innocenza non sia evidente in modo immediato e indiscutibile. L'imputato perde il ricorso e deve pagare le spese processuali.
Continua »