Una società di costruzioni ha contestato la tempestività dell'appello proposto da una banca, sostenendo che fosse scaduto il termine lungo di impugnazione. La sentenza di primo grado era stata pubblicata il 12 luglio 2011, quando il termine di decadenza era ancora annuale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, rilevando che, calcolando la doppia sospensione feriale applicabile all'epoca (pari a 92 giorni complessivi), il termine ultimo per impugnare scadeva il 12 ottobre 2012. Poiché la banca aveva notificato l'appello solo il 16 ottobre 2012, l'impugnazione è stata dichiarata tardiva e quindi inammissibile. Di conseguenza, la Suprema Corte ha cassato senza rinvio la decisione d'appello favorevole alla banca, ripristinando gli effetti della sentenza di primo grado e condannando l'istituto di credito al pagamento delle spese di lite.
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