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Termine Lungo Per Impugnare

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56 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Termine lungo impugnazione: Cassazione e tardività
Un contribuente ha impugnato una sentenza relativa a una cartella di pagamento per multe stradali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché depositato oltre il termine lungo impugnazione di sei mesi. La Corte ha ribadito che la sospensione feriale dei termini non si applica ai giudizi di opposizione all'esecuzione.
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Sospensione feriale opposizione esecuzione: no, mai
Una recente sentenza della Corte di Appello di Bari ha dichiarato inammissibile un appello in un caso di opposizione all'esecuzione, poiché notificato oltre il termine di sei mesi. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: la sospensione feriale opposizione esecuzione non opera mai. Di conseguenza, i termini processuali per impugnare continuano a decorrere anche durante il mese di agosto. La decisione conferma che questa regola si applica all'intero giudizio, senza distinzioni tra fase sommaria e fase di merito, e non è influenzata dalla proposizione di domande riconvenzionali.
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Successione nel munus: niente proroga per l’appello
La Corte di Cassazione ha stabilito che la riorganizzazione amministrativa che porta alla soppressione di un ente pubblico e al trasferimento delle sue funzioni a un altro (c.d. successione nel munus) non costituisce un evento interruttivo del processo. Di conseguenza, non giustifica una proroga dei termini per impugnare una sentenza. Nel caso specifico, l'appello di un ente pubblico, subentrato a un altro soppresso, è stato dichiarato inammissibile perché presentato oltre il termine annuale, respingendo la tesi che la soppressione avesse prorogato la scadenza.
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Rinnovazione notifica tardiva: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso a causa della rinnovazione notifica tardiva dell'atto. L'errore iniziale, consistente nella notifica all'indirizzo sbagliato del difensore avversario, è stato ritenuto imputabile alla parte ricorrente. Secondo la Corte, sarebbe bastata l'ordinaria diligenza, come la consultazione dell'albo professionale, per reperire il domicilio corretto, rendendo così ingiustificabile il ritardo nel perfezionamento della notifica oltre i termini di legge.
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Termine lungo impugnazione: quando non si applica
Un'imprenditrice ha perso il diritto di ricorrere in Cassazione perché il suo appello è stato depositato oltre il termine lungo impugnazione di sei mesi. La Corte ha chiarito che nelle cause di opposizione all'esecuzione non si applica la sospensione feriale dei termini, rendendo il ricorso tardivo e inammissibile.
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Termine lungo per impugnare: quando decorre?
Una contribuente proponeva appello tardivamente, attribuendo la colpa al ritardo del giudice nel depositare la sentenza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il termine lungo per impugnare decorre dalla data di pubblicazione della sentenza (deposito in cancelleria) e non dalla sua comunicazione. Il ritardo del giudice non costituisce una causa di forza maggiore che giustifichi la rimessione in termini, essendo un ostacolo superabile con la dovuta diligenza.
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Termine lungo per impugnare: la data del giudizio conta
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce l'applicazione del termine lungo per impugnare. Per i giudizi iniziati prima del 4 luglio 2009, si applica il vecchio termine annuale e non quello semestrale introdotto dalla riforma. La Corte ha accolto il ricorso di un automobilista, il cui appello era stato erroneamente dichiarato inammissibile per tardività, cassando la sentenza e rinviando il caso al Tribunale per un nuovo esame nel merito.
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Termine lungo appello: la legge applicabile è decisiva
L'ordinanza in esame affronta il tema del termine lungo appello per un'azione risarcitoria di medici specializzandi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di alcuni medici, il cui appello era stato erroneamente dichiarato inammissibile dalla Corte d'Appello per tardività. La Cassazione ha chiarito che, essendo la causa iniziata prima dell'entrata in vigore della L. 69/2009, si applica il previgente termine di un anno e non quello di sei mesi, cassando la sentenza e rinviando il caso per un nuovo esame nel merito.
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Sospensione termini processuali Covid: appello valido
Un ente previdenziale si oppone a un precetto. L'appello contro la decisione di primo grado viene dichiarato inammissibile perché tardivo. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, affermando che il tribunale ha errato nel non considerare la sospensione termini processuali introdotta per l'emergenza Covid-19, che ha di fatto prolungato la scadenza per l'impugnazione. L'appello era quindi tempestivo e il caso viene rinviato per essere esaminato nel merito.
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Ricorso: il termine breve per impugnare e i rischi
La Corte di Cassazione ha dichiarato improcedibile un ricorso a causa di un errore formale del ricorrente. Quest'ultimo, pur avendo menzionato nel suo atto di aver ricevuto la notifica della sentenza d'appello, non ha poi depositato la copia notificata nei termini di legge. La Corte ha ribadito che la dichiarazione di avvenuta notifica fa scattare il termine breve per impugnare e impone al ricorrente l'onere di produrre la relativa prova, pena l'improcedibilità del ricorso. La decisione sottolinea il principio di autoresponsabilità delle parti nel processo civile.
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Termine lungo impugnazione: ricorso tardivo è K.O.
Un datore di lavoro ricorre contro la sentenza d'appello che riconosceva maggiori diritti a una dipendente. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile perché notificato oltre il termine lungo impugnazione di sei mesi, decorrente dal deposito della sentenza.
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Comunicazione sentenza: l’omissione non ferma i termini
Un contribuente ha presentato appello oltre il termine lungo di sei mesi, sostenendo di non aver ricevuto la comunicazione della sentenza di primo grado dalla cancelleria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la mancata comunicazione della sentenza non sospende la decorrenza del termine. Spetta alla parte diligente informarsi sull'avvenuto deposito della sentenza, poiché tale omissione non costituisce una causa non imputabile per la rimessione in termini.
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Improcedibilità ricorso Cassazione: errore fatale
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale della procedura civile: l'improcedibilità del ricorso in Cassazione per mancato deposito della copia autentica notificata della sentenza impugnata. Il caso riguardava una cittadina il cui ricorso è stato dichiarato inammissibile perché, pur avendo ricevuto notifica della sentenza d'appello, non ha depositato la relativa prova di notificazione insieme al ricorso. La Corte ha sottolineato che questo adempimento è inderogabile per consentire la verifica del rispetto del termine breve per l'impugnazione, a prescindere dal fatto che il ricorso sia stato presentato entro il termine lungo di sei mesi.
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Opposizione terzo esecuzione: termini e sospensione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per tardività nell'ambito di un'opposizione di terzo all'esecuzione. Il caso riguardava un terzo che rivendicava la proprietà per usucapione di un immobile pignorato. La Corte ha ribadito che ai giudizi di opposizione all'esecuzione forzata non si applica la sospensione feriale dei termini processuali, a causa delle esigenze di speditezza che caratterizzano tali procedure. Di conseguenza, il termine di sei mesi per l'impugnazione non è stato sospeso, rendendo il ricorso depositato oltre la scadenza inammissibile.
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Tardività appello: Cassazione e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un agente della riscossione a causa della tardività dell'appello. La notifica era avvenuta oltre il termine lungo di sei mesi dal deposito della sentenza di primo grado, come eccepito dal contribuente nel suo ricorso incidentale. La Corte ha accolto questa eccezione, cassando la sentenza impugnata senza rinvio e condannando l'agente al pagamento delle spese legali.
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Termine lungo impugnazione: la data di deposito decide
Un professionista ha presentato ricorso in Cassazione contro un'ordinanza che respingeva la sua richiesta di compenso. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività, chiarendo che il termine lungo impugnazione di sei mesi decorre dalla data di deposito del provvedimento in cancelleria e non dalla successiva data di iscrizione a repertorio. La decisione sottolinea l'importanza del rispetto rigoroso dei termini processuali.
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