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Tantum Devolutum Quantum Appellatum

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89 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Stato di necessità: non vale per problemi economici
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una persona condannata per occupazione abusiva di un immobile. La Corte ha ribadito che lo stato di necessità non può essere invocato per risolvere problemi abitativi derivanti da difficoltà economiche, in quanto tale condizione non integra il requisito del 'pericolo imminente' richiesto dalla legge.
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Ricorso inammissibile: i limiti del giudizio di Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per truffa. La decisione si fonda su due principi cardine: il divieto per la Corte di rivalutare i fatti già accertati e l'impossibilità di presentare per la prima volta in Cassazione motivi non sollevati nel precedente grado di appello. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Stima catastale: i poteri del giudice di merito
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente contro la rideterminazione della rendita di un immobile commerciale. L'ordinanza chiarisce che la valutazione dei fatti e delle prove relative alla stima catastale è di competenza esclusiva dei giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità, se non per vizi di legge specifici. La Corte ha ritenuto infondati tutti i sette motivi di ricorso, confermando che la decisione impugnata, sebbene con argomentazioni non sempre lineari, era sufficientemente motivata e non violava i principi procedurali.
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Precedenza ciclista: chi ha ragione all’incrocio?
Un ciclista multato per non aver rispettato la precedenza si oppone, sostenendo che un'altra sanzione annullata avesse già definito i fatti a suo favore. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la regola della precedenza ciclista impone di fermarsi e dare la precedenza quando ci si immette nel flusso di circolazione da un percorso laterale. La Corte ha inoltre chiarito che il giudice d'appello può riesaminare i fatti relativi alla violazione impugnata, senza essere vincolato da decisioni su altre violazioni non appellate.
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Motivi di appello: quando non si possono sollevare
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per truffa, stabilendo che i motivi di appello non possono consistere in una mera rilettura dei fatti già valutati nei gradi di merito. Inoltre, la Corte ribadisce che non è possibile introdurre per la prima volta in sede di legittimità questioni nuove, come la presunta illegittimità del querelante, se non sono state sollevate precedentemente.
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Motivazione apparente: sentenza nulla se decide ultra petita
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per motivazione apparente. Il caso riguardava una servitù di passaggio, dove la Corte d'Appello aveva individuato un percorso per l'esercizio del diritto che nessuna delle parti aveva richiesto, violando il principio della corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato. Secondo la Cassazione, una decisione che si discosta dalle domande e dai motivi d'appello, fornendo una soluzione autonoma e non richiesta, è viziata da motivazione apparente, poiché non rende percepibile l'iter logico-giuridico seguito.
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Motivazione apparente: danno da costruzione e risarcimento
Una società immobiliare è stata condannata a risarcire i danni per una costruzione violante le distanze legali. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, non per l'accertamento della violazione, ma a causa della motivazione apparente utilizzata per quantificare il danno. I giudici avevano equiparato il danno da ridotto godimento dell'immobile al costo di demolizione dell'opera, senza fornire una spiegazione logica e concreta, rendendo la decisione arbitraria e non verificabile.
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Specificità motivi appello: la Cassazione chiarisce
Una società si opponeva a un avviso di accertamento per l'imposta di pubblicità. In secondo grado, l'appello dell'ente concessionario veniva accolto. La società ricorreva in Cassazione lamentando la mancanza di specificità dei motivi di appello della controparte e il difetto di motivazione dell'atto impositivo. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che il requisito della specificità dei motivi di appello è soddisfatto quando l'atto, anche riproponendo difese di primo grado, critica puntualmente la decisione impugnata. Ha inoltre ritenuto l'avviso di accertamento sufficientemente motivato in quanto contenente tutti gli elementi essenziali per permettere l'esercizio del diritto di difesa.
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Inammissibilità appello tributario: quando è generico
Un contribuente ha impugnato un avviso di intimazione per oltre un milione di euro. La Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, dichiarando il ricorso inammissibile a causa della genericità dei motivi. La sentenza sottolinea che l'inammissibilità dell'appello tributario scatta quando le censure non sono specifiche e non rispettano il principio di autosufficienza, impedendo alla Corte di valutare il merito della questione.
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