LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Supplenza

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Incarico temporaneo finalizzato a sostituire un segretario comunale titolare che è assente o impossibilitato a svolgere le sue funzioni per un limitato periodo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Diritto al Completamento Orario: La Cassazione Tutela i Docenti Precari
Una docente, pur avendo la possibilità di una cattedra intera, scelse una supplenza di nove ore. Successivamente, chiese il suo diritto al completamento orario con altre ore disponibili, ma la sua richiesta fu negata. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto al completamento orario spetta anche a chi ha inizialmente rinunciato a un incarico a tempo pieno. La Corte ha rigettato il ricorso del Ministero, confermando la condanna al risarcimento per la docente. Questo principio tutela i lavoratori precari, garantendo loro la possibilità di aumentare le ore lavorative in presenza di disponibilità, indipendentemente dalle scelte iniziali.
Continua »
Assegno di sede per docenti precari: parità con il ruolo
Un docente precario, impiegato presso una scuola statale italiana all'estero con contratto a tempo determinato, riceveva l'indennità per il servizio estero in misura ridotta rispetto ai colleghi di ruolo. Il Lavoratore chiedeva quindi il ricalcolo e il versamento delle differenze retributive spettanti. L'Amministrazione ricorreva in Cassazione sostenendo che la diversità di reclutamento tramite concorso pubblico giustificasse il minor compenso erogato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso statuendo che l'assegno di sede per docenti precari deve essere pari a quello del personale a tempo indeterminato. Il disagio del trasferimento e i costi di soggiorno all'estero sono identici per entrambe le categorie. Di conseguenza, il mancato superamento del concorso non giustifica alcuna disparità di trattamento su questa voce indennitaria.
Continua »
Precariato scolastico: confermati i risarcimenti
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Ministero dell'Istruzione contro la decisione che riconosceva risarcimenti e progressioni stipendiali a diversi docenti. Il caso riguarda il precariato scolastico e l'abuso di contratti a termine per esigenze non transitorie. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili le contestazioni sui fatti non sollevate nei gradi precedenti e ha ribadito il principio di autosufficienza del ricorso, confermando le tutele per i lavoratori della scuola.
Continua »
Abuso contratti a termine: risarcimento anche per docenti
Un insegnante, impiegato per anni con contratti a tempo determinato, anche come docente di sostegno, ha citato in giudizio il Ministero per l'illegittimità di tale precarietà. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero, confermando il diritto del docente al risarcimento del danno per l'abuso dei contratti a termine. La Corte ha stabilito che la continua reiterazione di incarichi sulla stessa cattedra e nello stesso istituto, anche se su posti in 'organico di fatto', costituisce un abuso che va risarcito, principio applicabile anche ai docenti di sostegno.
Continua »
Incarichi segretari comunali: priorità e risarcimento
Un segretario comunale in disponibilità è stato ripetutamente ignorato per incarichi temporanei, assegnati invece a colleghi già titolari di sede. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del Ministero dell'Interno, stabilendo che la normativa sugli incarichi segretari comunali temporanei (reggenza/supplenza) dà priorità assoluta a chi è in disponibilità, derogando al normale rapporto fiduciario col Sindaco. La Corte ha quindi validato il diritto del lavoratore al risarcimento del danno, liquidato in via equitativa.
Continua »
Mancata indicazione sedi: il docente ha diritto nomina
Un docente è stato illegittimamente escluso da una nomina a tempo determinato a causa della mancata indicazione di tutte le sedi disponibili nella domanda telematica. Il Tribunale ha stabilito che tale omissione non costituisce una rinuncia totale al diritto di nomina, ma solo una scelta limitata a specifiche sedi. Di conseguenza, ha riconosciuto il diritto del docente all'incarico e al risarcimento del danno per la mancata indicazione sedi.
Continua »