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Successione Mortis Causa

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il trasferimento di diritti e obblighi da una persona deceduta ai suoi eredi. In questo contesto, significa che gli obblighi fiscali del professionista passano ai suoi eredi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Falso rappresentante ed erede: la vendita della quota vale
Una comproprietaria acquista una quota di immobile tramite scrittura privata firmata dal figlio della titolare, presentatosi come delegato senza reale procura. Alla morte della madre, il figlio diventa erede universale e chiede la quota dei canoni di locazione, eccependo l'invalidità della vendita per mancanza della procura che egli stesso avrebbe dovuto avere. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della comproprietaria: la figura del falso rappresentante ed erede non può beneficiare del proprio difetto di potere per annullare l'atto. Chi vende una quota senza delega e poi eredita i diritti del rappresentato rimane automaticamente vincolato al contratto stipulato, secondo i principi di correttezza e buona fede.
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Impugnazione dell’accettazione dell’eredità: erede o creditore
Una chiamata all'eredità ha promosso l'impugnazione dell'accettazione dell'eredità per dolo (inganno) contro un professionista, ritenuto l'autore del raggiro e creditore dei defunti. I giudici di merito hanno dichiarato il difetto di legittimazione passiva del professionista. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che l'azione diretta ad annullare l'accettazione dell'eredità deve essere proposta esclusivamente contro i chiamati successivi o, in mancanza di altri parenti, contro lo Stato (che succede come erede di diritto privato). Il terzo autore del dolo o il creditore non possono essere convenuti in giudizio per questa azione, fatti salvi eventuali risarcimenti dei danni.
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Indennità di avviamento commerciale: no ai canoni se non pagata
Una coerede, subentrata nel contratto di locazione commerciale dopo la morte dell'originaria proprietaria, pretendeva il pagamento dei canoni per il periodo successivo alla scadenza del contratto. La società conduttrice aveva trattenuto l'immobile poiché non aveva ricevuto l'indennità di avviamento commerciale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della locatrice. I giudici hanno stabilito che, in caso di successione nel contratto, ogni coerede può agire autonomamente in giudizio senza dover coinvolgere tutti gli altri eredi. Inoltre, la ritenzione dell'immobile da parte dell'inquilino è pienamente legittima finché il proprietario non versa l'indennità di avviamento commerciale dovuta per legge. Di conseguenza, l'inquilino non deve risarcire alcun danno per il ritardo nella riconsegna dei locali né pagare i canoni per quel periodo, salvo prova di un effettivo utilizzo del bene.
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Legittimazione eredi azione responsabilità: causa sospesa
Un socio avvia un'azione di responsabilità contro l'amministratore di una S.r.l. ma muore durante la causa. I suoi eredi, non ancora formalmente soci, decidono di proseguire il giudizio. L'amministratore contesta il loro diritto, sostenendo che solo i soci possono agire. La Corte di Cassazione, riconoscendo la complessità della questione, non emette una decisione finale. Invece, rinvia il caso a una pubblica udienza per definire un principio di diritto cruciale: la 'Legittimazione eredi azione responsabilità', ovvero se gli eredi possano continuare la causa anche senza essere ancora iscritti come soci nel registro delle imprese. La questione rimane aperta.
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Eredità e fucili: l’omessa denuncia di armi è un reato grave
Un cittadino ha ereditato tre fucili dal padre defunto ma ha omesso di comunicarne il possesso alle autorità competenti. Nonostante l'uomo fosse già titolare di un porto d'armi per uso caccia e detenesse regolarmente altre armi, la Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa denuncia di armi acquisite per eredità non è una semplice irregolarità amministrativa. La Suprema Corte ha chiarito che chiunque entri in possesso di armi comuni da sparo deve presentare una nuova denuncia immediata, indipendentemente dal fatto che il precedente proprietario le avesse registrate. Il possesso di una licenza di caccia non esonera da questo obbligo. La sentenza impugnata, che aveva derubricato il fatto a reato minore, è stata annullata, confermando la natura delittuosa della condotta secondo la legge speciale del 1967.
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Rivalutazione partecipazioni: no al rimborso per eredi
La Corte di Cassazione ha stabilito che gli eredi non hanno diritto al rimborso dell'imposta sostitutiva versata dal defunto per la rivalutazione partecipazioni. Nel caso in esame, i successori avevano effettuato una nuova rivalutazione sulle medesime quote societarie, pretendendo la restituzione di quanto pagato dalla dante causa. La Suprema Corte ha chiarito che l'opzione fiscale è un atto di volontà personale e irretrattabile. Il diritto al rimborso sorge esclusivamente se lo stesso contribuente effettua una seconda rivalutazione rimanendo in possesso del bene. Per gli eredi, la nuova procedura costituisce un presupposto impositivo autonomo e distinto, privo di collegamenti rimborsabili con i versamenti del defunto.
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Legittimazione ad causam e onere della prova eredi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da alcuni eredi in una causa relativa alle distanze tra costruzioni. La decisione si fonda sulla mancata prova della loro "legittimazione ad causam", ovvero della loro qualità di eredi effettivi. La Corte ha ribadito che non è sufficiente dichiararsi eredi, ma è necessario fornire la prova documentale dell'avvenuta successione per poter proseguire un'azione legale iniziata dal defunto.
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Eredi avvocato: IVA e CPA sempre dovuti, la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28796/2025, ha stabilito che gli obblighi fiscali eredi includono il dovere di fatturare e versare IVA e CPA per le prestazioni professionali eseguite dal defunto, anche se gli eredi non sono professionisti. La Corte ha chiarito che tali oneri si trasferiscono per successione 'mortis causa' e sono dovuti per legge. L'ordinanza ha rigettato sia il ricorso principale dei clienti, che contestavano il pagamento di tali accessori, sia quello incidentale degli eredi del professionista, che mirava a un ricalcolo dei compensi sulla base di un maggior valore della causa.
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Notifica agli eredi: valida senza nuovo accertamento
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità della notifica agli eredi di una cartella di pagamento per debiti tributari del defunto, anche se l'avviso di accertamento originario era stato notificato solo a quest'ultimo. Secondo la Corte, l'amministrazione finanziaria non deve ricominciare la procedura, ma può proseguirla notificando agli eredi gli atti successivi. È sufficiente che la cartella indichi chiaramente che la pretesa deriva dalla successione, permettendo agli eredi di esercitare il proprio diritto di difesa. Il ricorso dell'agente della riscossione è stato quindi accolto, cassando la precedente decisione di merito.
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Legittimazione degli eredi: l’azione di responsabilità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2624/2024, chiarisce le condizioni per la legittimazione degli eredi di un socio di S.r.l. a proseguire un'azione di responsabilità contro gli amministratori. La Corte stabilisce che la sola accettazione dell'eredità non è sufficiente. Per esercitare i diritti sociali, inclusa la prosecuzione del giudizio, è necessario che il trasferimento della quota per successione sia reso opponibile alla società mediante il deposito presso il registro delle imprese, come previsto dall'art. 2470 c.c. Nel caso di specie, il ricorso è stato rigettato perché gli eredi, dopo un'iniziale costituzione in giudizio inefficace, avevano regolarizzato la loro posizione, acquisendo la qualità di soci opponibile alla società prima che il processo fosse interrotto.
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Legittimazione attiva eredi: la Cassazione decide
La Cassazione riconosce la legittimazione attiva eredi per agire contro un intermediario finanziario per violazione degli obblighi informativi. La qualità di erede, e non di semplice beneficiario di una polizza, fonda il diritto al risarcimento. La Corte di Appello aveva erroneamente negato tale diritto, ma la Suprema Corte ha cassato la sentenza, affermando che gli eredi subentrano nei diritti contrattuali del defunto verso l'intermediario, potendo quindi lamentare gli inadempimenti subiti dal loro genitore.
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