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Subingresso

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Istituto giuridico con cui un soggetto, come un assicuratore, si sostituisce nei diritti del proprio assicurato verso il terzo responsabile del danno, dopo aver risarcito l'assicurato stesso. È anche noto come surrogazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Imposta di registro cessione credito: fissa per la sentenza
Una società cessionaria subentra nella titolarità di crediti già ammessi allo stato passivo di una procedura concorsuale. Il tribunale emette una sentenza che prende atto del subentro senza rideterminare valore o titolo del debito originario. L'Agenzia delle Entrate applica l'aliquota proporzionale dell'un per cento a titolo di imposta di registro cessione credito. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso delle banche ex socie della società cessionaria e stabilisce un principio fondamentale. La sentenza che si limita a riconoscere la mera sostituzione soggettiva del creditore non ha natura costitutiva né accerta nuovi diritti patrimoniali. Di conseguenza, l'atto sconta unicamente l'imposta di registro in misura fissa. La Suprema Corte cassa la decisione d'appello e rinvia la causa per la rideterminazione del tributo dovuto.
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Contratto di avvalimento: appalto perso e ricorso respinto
Una cooperativa, originaria aggiudicataria di un appalto per servizi sanitari, ha impugnato la sentenza del Consiglio di Stato che aveva annullato l'affidamento a causa di un conflitto di interessi e dell'invalidità del contratto di avvalimento di un'altra concorrente. La ricorrente lamentava un eccesso di potere giurisdizionale, sostenendo che il giudice amministrativo avesse interpretato in modo errato le norme europee e invaso la sfera della pubblica amministrazione disponendo il subentro di un raggruppamento concorrente. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha chiarito che l'eventuale errore nell'applicazione del diritto nazionale o europeo costituisce un semplice errore di giudizio e non un superamento dei limiti della giurisdizione. Inoltre, la decisione sul subentro rientra nei poteri legittimi del giudice amministrativo.
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Efficacia del giudicato: una sorella vince il terreno, le altre no
Una controversia tra eredi per un terreno agricolo finisce in Cassazione. Anni prima, una sorella aveva ottenuto una sentenza definitiva che le riconosceva il diritto esclusivo di subentrare nell'assegnazione del fondo del padre. Le altre sorelle hanno tentato di rimettere in discussione quella decisione, sostenendo che il terreno fosse ormai di proprietà comune perché interamente pagato. La Corte Suprema ha respinto il loro ricorso, stabilendo un principio fondamentale: l'efficacia del giudicato di una sentenza precedente è assoluta. Una volta che una decisione è definitiva, non si possono più sollevare questioni che sono state, o che avrebbero potuto essere, esaminate in quel processo. Vince la sorella a cui la prima sentenza aveva dato ragione.
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Occupazione abusiva: accordo privato non basta, condanna penale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un individuo che aveva preso possesso di un alloggio popolare tramite un accordo economico privato con il precedente assegnatario. Secondo i giudici, questa condotta integra il reato di occupazione abusiva di immobile pubblico. L'accordo tra privati è considerato illecito e non può giustificare l'invasione della proprietà altrui. Il fine di profitto, necessario per il reato, consiste nel semplice fatto di occupare l'alloggio senza averne titolo, risparmiando così il costo di un affitto sul mercato. La successiva corresponsione di un canone all'ente proprietario non cancella il reato. L'imputato ha perso il ricorso e la sua condanna è diventata definitiva.
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Indennità di esproprio: chi paga nel subingresso?
Un Consorzio Concessionario ha agito per ottenere il rimborso di somme anticipate a titolo di indennità di esproprio per opere pubbliche post-sisma. La Corte d'Appello ha revocato il decreto ingiuntivo emesso contro l'Ente Regionale, ritenendo che la legittimazione passiva spettasse al nuovo Ente Gestore Nazionale subentrato nelle funzioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'interpretazione normativa adottata è coerente con i precedenti consolidati e che la parola_chiave rimane centrale nella definizione delle responsabilità tra enti pubblici.
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Contratto di listing: inammissibile il ricorso generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda produttrice relativo a un presunto inadempimento di un contratto di listing. La Corte ha stabilito che la ricorrente non ha adeguatamente provato di essere subentrata nel contratto originario, né ha specificato le clausole contrattuali violate, tentando impropriamente di ottenere una nuova interpretazione del contratto in sede di legittimità.
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Subentro socio cooperativa: il diniego non impugnato
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una vedova che richiedeva il subentro nella posizione del defunto marito, socio di una cooperativa edilizia. La sua richiesta fu respinta dalla cooperativa tramite una lettera che lei non ha mai impugnato. La Corte ha stabilito che la mancata impugnazione ha reso il diniego definitivo, legittimando la richiesta di rilascio dell'immobile. Questo caso sottolinea l'importanza di contestare tempestivamente le decisioni avverse per non perdere i propri diritti.
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Subingresso alloggio popolare: i requisiti richiesti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una nipote che chiedeva il subingresso nell'alloggio popolare precedentemente assegnato alla zia defunta. La decisione si fonda sulla mancata inclusione formale della ricorrente nel nucleo familiare dell'assegnataria, che secondo la legge regionale richiede una richiesta tempestiva e un provvedimento positivo da parte dell'ente gestore. La mera coabitazione, anche se provata, non è stata ritenuta sufficiente per il subingresso alloggio popolare.
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Trasporto internazionale CMR: la prescrizione sospesa
In un caso di furto di merci durante un trasporto internazionale CMR, una compagnia di assicurazioni ha contestato il proprio obbligo di manleva sostenendo la prescrizione del diritto al risarcimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il reclamo scritto inviato al vettore sospende il termine di prescrizione annuale previsto dalla Convenzione CMR, fino al rigetto esplicito da parte del vettore stesso. La decisione chiarisce la distinzione tra sospensione e interruzione della prescrizione in questo specifico contesto.
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