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Stato Passivo

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1040 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ammissione al passivo: prova del credito bancario
Una banca si oppone al rigetto di due sue pretese creditorie nell'ambito di un fallimento: la prima relativa a un'ipoteca a garanzia di un debito di terzi, la seconda per il saldo di un conto corrente. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. Ribadisce che l'ammissione al passivo non è la sede per far valere un'ipoteca a garanzia di un debito altrui e che la prova del credito da conto corrente richiede il contratto scritto con data certa, non essendo sufficienti i soli estratti conto.
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Crediti prededucibili: no senza subentro espresso
La Cassazione ha negato la natura di crediti prededucibili a una società fornitrice verso un'impresa in amministrazione straordinaria. Anche se il contratto è proseguito dopo l'apertura della procedura, mancava una dichiarazione espressa di subentro del commissario, requisito indispensabile per estendere la prededucibilità ai crediti anteriori.
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Crediti prededucibili: termini e ammissione al passivo
Un ex dirigente, licenziato dal curatore fallimentare, ha ottenuto un'indennità con sentenza definitiva. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sua richiesta di ammissione al passivo, pur presentata oltre il termine di un anno, è ammissibile. La Corte ha chiarito che i crediti prededucibili, come quello in questione, non sono soggetti ai rigidi termini di decadenza previsti per i crediti sorti prima del fallimento, ma richiedono una valutazione flessibile del ritardo.
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Domanda di insinuazione: quando è determinata?
Un istituto di credito ha presentato una domanda di insinuazione al passivo in una procedura fallimentare, rigettata dal Tribunale perché ritenuta indeterminata non avendo distinto capitale e interessi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che se il credito totale è indicato e le sue componenti sono determinabili, la domanda è valida e il giudice deve esaminarla nel merito, non potendo fermarsi a un vizio puramente formale.
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Fideiussione confidi minori: valida anche per debiti
La Cassazione chiarisce la validità della fideiussione confidi minori. Annullato il decreto che negava un credito all'Ente di Riscossione, stabilendo che anche i confidi non vigilati possono prestare garanzie per debiti tributari, poiché tale attività non è riservata in via esclusiva agli intermediari finanziari vigilati.
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Fideiussione confidi minori: valida per debiti fiscali
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità della fideiussione confidi minori emessa a garanzia di debiti fiscali. L'ordinanza ribalta la decisione di un tribunale territoriale che aveva dichiarato nulla la garanzia, affermando che tale attività non è riservata ai soli intermediari finanziari vigilati. La pronuncia si allinea a un precedente fondamentale delle Sezioni Unite, chiarendo che i consorzi di garanzia fidi minori possono legittimamente rilasciare fideiussioni per crediti non bancari.
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Impugnazione stato passivo: Cassazione e nuove norme
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che le nuove norme sull'impugnazione dello stato passivo, introdotte dal D.Lgs. 181/2015, si applicano anche alle procedure di liquidazione coatta amministrativa già in corso. In particolare, una sentenza del Tribunale su un'opposizione, se pubblicata dopo l'entrata in vigore della nuova legge, non è più appellabile in secondo grado ma è impugnabile esclusivamente con ricorso per Cassazione. La Corte ha basato la sua decisione su un'interpretazione letterale della norma transitoria, respingendo l'istanza del creditore che riteneva di poter ancora beneficiare del precedente regime processuale.
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Credito fittizio: parcella revocata se copre terzi
La Corte di Cassazione conferma la revoca di un'ammissione al passivo fallimentare. Un credito di un professionista, inizialmente approvato, è stato escluso dopo la scoperta che si trattava di un credito fittizio, destinato a remunerare l'attività di mediazione creditizia abusiva svolta da un terzo soggetto. La Corte ha stabilito che, una volta accertata la causa illecita dell'intera pretesa, il credito deve essere interamente revocato, senza che si possa ravvisare una contraddizione nella motivazione.
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Compenso professionista fallimento: quando è negato?
Un professionista ha richiesto il pagamento per aver attestato un piano di concordato preventivo per una società poi fallita. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego del suo credito, stabilendo che il compenso professionista fallimento non è dovuto se la prestazione risulta inadeguata e inutile per i creditori. La Corte ha validato l'eccezione di inadempimento sollevata dal curatore, sottolineando che l'onere di provare la diligenza professionale spetta al creditore stesso.
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Prescrizione e amministrazione straordinaria: la Corte
Una società creditrice si è vista negare l'ammissione al passivo di un fallimento per prescrizione del credito. Il credito era sorto durante una precedente procedura di amministrazione straordinaria, seguita senza interruzioni dal fallimento. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la domanda di ammissione al passivo presentata nella procedura di amministrazione straordinaria produce un effetto interruttivo permanente della prescrizione, che dura per tutta la procedura concorsuale, compreso il successivo fallimento.
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Crediti prededucibili: quando le spese legali?
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei suoi onorari come crediti prededucibili dal fallimento di una società cliente, per prestazioni svolte prima e durante un concordato preventivo poi fallito. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che per la prededuzione è necessario che la prestazione professionale sia funzionale agli interessi della massa dei creditori, requisito non soddisfatto nel caso di specie.
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Ricorso straordinario inammissibile: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso straordinario inammissibile poiché l'atto impugnato, un'ordinanza del tribunale, confermava la natura non decisoria di un precedente 'visto' del giudice. La Corte ribadisce che solo i provvedimenti che incidono su diritti soggettivi con efficacia di giudicato possono essere oggetto di ricorso straordinario, delineando i confini dell'appellabilità degli atti giudiziari nelle procedure di sovraindebitamento.
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Domande tardive nel sovraindebitamento: la Cassazione
Una banca ha presentato una domanda di ammissione al passivo oltre i termini in una procedura di sovraindebitamento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che le domande tardive sono inammissibili secondo la Legge 3/2012. La Corte ha chiarito che il termine fissato dal liquidatore è perentorio per garantire la celerità della procedura e che l'assenza di una norma per i ritardatari è una scelta legislativa deliberata, non una lacuna da colmare con l'analogia.
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Credito professionale: la fattura non basta in prevenzione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un avvocato che chiedeva l'ammissione del proprio credito professionale allo stato passivo di un procedimento di prevenzione. La Corte ha stabilito che le sole fatture, emesse dopo il sequestro dei beni, non costituiscono prova sufficiente del credito, sottolineando la necessità di dimostrare l'effettiva prestazione e la sua consistenza per evitare manovre collusive ai danni dello Stato.
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Fideiussione confidi minore: valida anche per debiti fiscali
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato con successo la decisione di un tribunale che aveva negato l'ammissione di un credito al passivo di un fallimento. Il credito era garantito da una fideiussione emessa da un consorzio di garanzia fidi. La Corte di Cassazione, citando una precedente sentenza delle Sezioni Unite, ha stabilito che la fideiussione confidi minore non è nulla se prestata per crediti non bancari. Di conseguenza, ha annullato la decisione del tribunale e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
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Privilegio Fondo di Garanzia: la Cassazione decide
L'Agente della Riscossione ha richiesto l'ammissione con privilegio di un credito nel fallimento di una società. Il credito derivava da una garanzia pubblica per un finanziamento bancario. Il tribunale di merito aveva negato il privilegio, considerandolo una semplice surroga. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che il credito per la restituzione delle somme erogate dal fondo ha natura autonoma e gode del privilegio del Fondo di Garanzia, data la sua finalità pubblica di sostegno alle imprese.
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Legittimazione attiva Confidi: la Cassazione decide
Un consorzio di garanzia fidi si è visto negare dal tribunale la possibilità di recuperare un credito riassicurato dal Fondo Pubblico di Garanzia nell'ambito di un fallimento. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando la piena legittimazione attiva Confidi ad agire in nome e per conto del Fondo, in virtù della normativa speciale che prevale sulle regole generali di rappresentanza processuale.
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Attendibilità dei bilanci: Cassazione e fallimento
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società contro la propria dichiarazione di fallimento, sottolineando la scarsa attendibilità dei bilanci presentati. La decisione si fonda sulla mancata contabilizzazione degli interessi passivi sui debiti, un'omissione che ha reso i documenti contabili inaffidabili e non idonei a dimostrare il possesso dei requisiti di non fallibilità. Il caso ribadisce che i bilanci non costituiscono prova legale e sono soggetti al prudente apprezzamento del giudice.
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Credito prededucibile: quando è ammesso nel fallimento?
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per il riconoscimento di un credito prededucibile a favore del professionista che ha assistito un'impresa in una procedura di concordato preventivo, poi sfociata in fallimento. L'ordinanza sottolinea che la prededucibilità non è automatica, ma richiede una valutazione 'ex ante' della funzionalità della prestazione rispetto agli obiettivi della procedura concorsuale, come la conservazione del valore aziendale. La Corte ha cassato la decisione del tribunale di merito per motivazione contraddittoria, rinviando la causa per un nuovo esame basato su questi principi.
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Compenso professionista concordato: quando è negato?
La richiesta di compenso di un professionista per l'assistenza in un concordato preventivo è stata respinta a causa di una prestazione negligente. La Corte di Cassazione ha confermato che gravi mancanze, come non rilevare ammanchi di magazzino o rapporti con parti correlate, rendono la prestazione inutile e giustificano il mancato pagamento del compenso al professionista del concordato, accogliendo l'eccezione di inadempimento sollevata dalla curatela fallimentare.
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