Un gruppo di medici ha fatto causa allo Stato italiano chiedendo il risarcimento dei danni per la tardiva attuazione delle direttive europee e differenze retributive per i corsi di specializzazione svolti tra il 1991 e il 2009. I medici chiedevano l'adeguamento delle somme e l'applicazione del più favorevole contratto introdotto nel 1999. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che le borse di studio medici specializzandi previste dalla legge del 1991 costituivano già un'attuazione adeguata delle direttive europee. Inoltre, l'attività di specializzazione non è un lavoro subordinato, ma un percorso di formazione, escludendo così il diritto a un trattamento economico pari a quello dei medici già assunti. Di conseguenza, i medici hanno perso la causa e dovranno pagare le spese legali.
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