Un Lavoratore è stato condannato per il reato di falsità in atti, previsto dagli articoli 476-482 del codice penale. La sentenza di primo grado, che lo riteneva responsabile, è stata confermata dalla Corte d'Appello. Il Lavoratore ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, ma i giudici lo hanno dichiarato inammissibile. Le sue argomentazioni erano infatti una mera ripetizione di quelle già esaminate e respinte nei gradi precedenti. La Cassazione ha quindi confermato la condanna, obbligando il Lavoratore a pagare le spese processuali e una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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