LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Speciale Tenuità Del Fatto

24 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Circostanza attenuante che si applica quando il danno o il pericolo cagionato alla persona offesa dal reato è di minima entità, tenuto conto della natura, della specie, dei mezzi, dell'oggetto, del tempo, del luogo e di ogni altra modalità dell'azione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Speciale tenuità del fatto negata a chi evade per futili motivi
Un uomo sottoposto a detenzione ha abbandonato il luogo di reclusione senza autorizzazione per ragioni futili. La difesa ha chiesto l'assoluzione invocando la speciale tenuità del fatto. I giudici di merito hanno respinto la richiesta a causa della gravità della condotta e dell'intenzione evidente del reo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione precedente e ha dichiarato il ricorso inammissibile. L'allontanamento ingiustificato evidenzia una forte intensità del dolo e una condotta offensiva che impediscono qualsiasi beneficio. Di conseguenza, l'imputato deve pagare le spese legali e versare tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Ricorso inammissibile: Guida in stato di ebbrezza, la Cassazione conferma
Un Lavoratore ha presentato un ricorso contro la condanna per guida in stato di ebbrezza, chiedendo l'applicazione della speciale tenuità del fatto. La Corte d'Appello ha confermato la condanna, evidenziando il grave stato di ebbrezza e la serietà della condotta. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il Lavoratore aveva infatti solo ripetuto argomenti già respinti. La Suprema Corte ha quindi condannato il Lavoratore al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende. Questo caso sottolinea l'importanza di presentare un ricorso inammissibile con argomentazioni nuove e specifiche.
Continua »
Guida in stato di ebbrezza: la speciale tenuità del fatto negata
Un Lavoratore è stato condannato per guida in stato di ebbrezza. Ha presentato ricorso chiedendo l'applicazione della speciale tenuità del fatto e delle attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno ritenuto che la guida in orario serale in centro abitato rendesse il fatto non lieve, escludendo la speciale tenuità del fatto. Le motivazioni del ricorso erano generiche e non affrontavano le argomentazioni della sentenza precedente.
Continua »
Occupazione Abusiva: La ‘Speciale Tenuità del Fatto’ Non Salva i Danni
Due individui sono stati condannati per aver invaso un immobile e danneggiato una struttura, abbattendo una muratura. Hanno presentato ricorso, sostenendo che il loro comportamento rientrasse nella "speciale tenuità del fatto", una causa di non punibilità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha chiarito che la "speciale tenuità del fatto" non si applica quando l'invasione comporta danni significativi e si protrae nel tempo, configurando un reato permanente. La gravità oggettiva delle azioni ha impedito di considerare il fatto come lieve.
Continua »
Speciale tenuità del fatto: coltello pericoloso o reato lieve?
Un cittadino è stato trovato in possesso di un coltello a scatto di 16 cm. Il Tribunale lo ha dichiarato non punibile per la "speciale tenuità del fatto". Il Pubblico Ministero ha impugnato la decisione per difetto di motivazione, sostenendo l'illogicità di considerare un'arma così pericolosa come un fatto lieve. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza limitatamente all'applicazione della "speciale tenuità del fatto", rinviando il caso al Tribunale per un nuovo giudizio con una motivazione adeguata.
Continua »
Ricorso per cassazione tardivo: quando il ritardo costa caro
Una donna, precedentemente assolta per violenza privata grazie alla speciale tenuità del fatto e per minaccia a seguito di remissione della querela, ha presentato ricorso alla Suprema Corte. La difesa lamentava violazioni procedurali nell'acquisizione delle prove e nel controesame della persona offesa. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso senza esaminare i motivi sollevati. La decisione si fonda sulla scadenza dei termini legali per l'impugnazione. Essendo il deposito della sentenza d'appello avvenuto il 5 settembre 2022, il termine di quarantacinque giorni era ampiamente scaduto al momento del deposito del ricorso, avvenuto il 18 novembre 2022. Di conseguenza, la Corte ha sancito l'inammissibilità del ricorso per tardività, configurando un caso di ricorso per cassazione tardivo, e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Omessa custodia di armi: fucile confiscato anche senza condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca di un fucile lasciato all'interno di un'auto parcheggiata in garage, successivamente prelevata dal nipote del proprietario. Nonostante il giudice di merito avesse applicato la causa di non punibilità per speciale tenuità del fatto, il proprietario ha impugnato la decisione contestando la misura della confisca. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ribadendo che l'auto non costituisce un luogo idoneo per la conservazione delle armi, configurando così l'ipotesi di omessa custodia di armi. Inoltre, i giudici hanno chiarito che la confisca delle armi è sempre obbligatoria, salvo il caso di assoluzione nel merito o di appartenenza del bene a terzi estranei al reato, circostanze non ricorrenti nel caso di specie.
Continua »
Speciale tenuità del fatto: negata se c’è l’intento di offendere
Un uomo, condannato al pagamento di un'ammenda per aver portato un oggetto atto a offendere, ha presentato ricorso in Cassazione. L'imputato sosteneva che il suo gesto fosse di lieve entità e che dovesse essere applicata la causa di non punibilità per speciale tenuità del fatto. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che la volontà di offendere una persona, accertata nel giudizio precedente, è un elemento che impedisce di considerare il fatto come 'tenue'. L'appello è stato quindi giudicato un semplice dissenso sulla valutazione dei fatti, non un valido motivo legale. L'uomo è stato condannato a pagare le spese processuali e un'ulteriore somma allo Stato.
Continua »
Inammissibilità ricorso Cassazione: furto lieve, appello caro
Un imputato, dichiarato non punibile per un tentato furto di lieve entità, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte ha stabilito l'inammissibilità del ricorso per cassazione. Il motivo è che l'imputato non contestava un errore di diritto, ma chiedeva una nuova valutazione dei fatti e delle prove. La sentenza chiarisce che la Cassazione è un giudice di legittimità, non di merito: il suo compito è verificare la corretta applicazione delle norme, non ricostruire la vicenda. L'appello è stato quindi respinto, con condanna dell'imputato al pagamento delle spese e di una sanzione.
Continua »
Speciale tenuità del fatto: no al beneficio se il reato è abituale
Un imputato, condannato per tentato furto, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione chiedendo l'applicazione della non punibilità per speciale tenuità del fatto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici precedenti. Il motivo del rigetto risiede nel fatto che l'appello era una semplice ripetizione di argomenti già respinti. Inoltre, la Corte ha ribadito che la condotta abituale dell'imputato e i suoi precedenti penali impedivano a priori la concessione del beneficio della speciale tenuità del fatto. L'imputato è stato quindi condannato a pagare le spese processuali e un'ulteriore sanzione pecuniaria.
Continua »
Morte dell’imputato dopo l’assoluzione: l’appello del PM è nullo
Un uomo, inizialmente assolto dall'accusa di furto aggravato di energia elettrica per la particolare tenuità del fatto, è deceduto durante il ricorso presentato dal Pubblico Ministero contro la sua assoluzione. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: la morte dell'imputato dopo l'assoluzione impedisce la prosecuzione del processo d'appello. Questo avviene perché viene a mancare la possibilità di un corretto dibattimento tra le parti. Di conseguenza, il ricorso del Pubblico Ministero è stato respinto, rendendo l'assoluzione originaria definitiva e non più modificabile.
Continua »
Vendita prodotti segni mendaci: la decisione Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per la vendita di prodotti con segni mendaci (art. 517 c.p.). Il caso riguardava giacche che imitavano un noto marchio attraverso una specifica sequenza di colori. La Corte ha stabilito che anche l'uso di colori distintivi, se idoneo a ingannare il pubblico sull'origine del prodotto, costituisce reato. Inoltre, ha chiarito che l'inammissibilità del ricorso impedisce di dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione, anche se maturata dopo la sentenza d'appello.
Continua »
Disturbo quiete pubblica: locale notturno condannato
Il gestore di un locale notturno è stato condannato per il reato di disturbo della quiete pubblica a causa di rumori molesti protrattisi per anni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, confermando la condanna. La sentenza chiarisce che il gestore è responsabile non solo dei rumori prodotti dall'attività, ma anche degli schiamazzi dei clienti, quando questi superano la normale tollerabilità e ledono la tranquillità pubblica. La gravità e la persistenza della condotta hanno escluso l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto.
Continua »
Obbligo di presentazione: quando è reato ometterlo
Un tifoso sanzionato con DASPO e obbligo di presentazione alla polizia omette di presentarsi. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, affermando che la violazione dell'obbligo di presentazione è un reato omissivo che si perfeziona con la sola mancata comparizione, a prescindere dal rispetto del divieto di accesso allo stadio.
Continua »
Specificità dei motivi di appello: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una condanna per truffa, sottolineando il principio della specificità dei motivi di appello. Il ricorso è stato respinto perché le doglianze, sia procedurali che di merito, erano formulate in modo generico, senza un'analisi critica puntuale della sentenza impugnata, violando così i requisiti imposti dal codice di procedura penale.
Continua »
Speciale tenuità del fatto: quando va chiesta?
Un imputato, condannato per un reato minore legato agli stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata applicazione della causa di non punibilità per speciale tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La Corte Suprema ha respinto il ricorso, stabilendo un principio procedurale fondamentale: questa causa di non punibilità non può essere sollevata per la prima volta in sede di legittimità. La sua applicazione richiede una valutazione complessa dei fatti (condotta, conseguenze, colpevolezza) che spetta esclusivamente ai giudici di merito e deve essere specificamente richiesta nei gradi di giudizio precedenti.
Continua »
Speciale tenuità: Cassazione annulla condanna spaccio
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per spaccio di lieve entità, chiarendo due importanti principi sulla speciale tenuità. Primo, la non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) non può essere negata sulla base di messaggi che suggeriscono un'attività abituale non accertata. Secondo, l'attenuante del lucro di speciale tenuità (art. 62 n. 4 c.p.) è pienamente compatibile con il reato di spaccio di lieve entità. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
False dichiarazioni e dolo eventuale: Cassazione
Un soggetto ha presentato ricorso contro una condanna per false dichiarazioni finalizzate all'ottenimento del gratuito patrocinio, sostenendo di non essere a conoscenza dei redditi dei familiari. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che per integrare il reato di false dichiarazioni è sufficiente il dolo eventuale, ovvero l'accettazione del rischio che la dichiarazione non veritiera possa portare a un'ammissione indebita al beneficio. È stata inoltre negata l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa della notevole differenza tra i redditi dichiarati (zero) e quelli accertati (oltre 16.000 euro).
Continua »
Ricorso inammissibile: Cassazione e abusi edilizi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputate condannate per un abuso edilizio consistente in una sopraelevazione non autorizzata. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso si basavano su valutazioni di fatto, non consentite in sede di legittimità, e che alcune censure, come quella sulla speciale tenuità del fatto, erano state proposte per la prima volta in Cassazione, risultando quindi tardive. Di conseguenza, il ricorso inammissibile ha comportato la condanna delle ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Speciale tenuità del fatto: quando non si applica?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza del 19/01/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando la decisione di merito che negava l'applicazione della causa di non punibilità per speciale tenuità del fatto. Secondo i giudici, la condotta dell'imputato non presentava i requisiti richiesti dall'art. 131-bis c.p., mancando di quelle caratteristiche di particolare irrilevanza penale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »