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Sospensione Del Processo

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297 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite sospesa
Una società operante nel settore dell'energia ha impugnato un avviso di pagamento dell'Agenzia delle Dogane per il recupero di accise, sanzioni e interessi. Dopo la decisione sfavorevole della Commissione Tributaria Regionale, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la contribuente ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata delle controversie fiscali: lite congelata
L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha impugnato la decisione che riduceva una sanzione per tardivo versamento dell'accisa sul gas metano dovuta da una società energetica. Durante il giudizio in Cassazione, la società contribuente ha richiesto la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle controversie fiscali, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, riscontrando la sussistenza dei presupposti di legge, ha accolto l'istanza. Di conseguenza, i giudici hanno sospeso il giudizio e rinviato la causa a nuovo ruolo, in attesa del perfezionamento della sanatoria tributaria da parte della contribuente.
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Definizione agevolata tributaria: stop sanzioni sulle accise
L'amministrazione finanziaria contestava a una società di vendita di energia il mancato versamento degli acconti sulle accise del gas naturale. La società si difendeva invocando la forza maggiore per mancanza di liquidità, causata dai ritardi nei rimborsi da parte dello stesso ente creditore. Dopo diverse pronunce contrastanti e ricorsi incrociati, la società ha richiesto la sospensione del giudizio per aderire alla definizione agevolata tributaria prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, riuniti i ricorsi pendenti, ha accolto la richiesta disponendo la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: la Cassazione blocca il giudizio
Una società di trasporti impugnava il recupero di agevolazioni fiscali sulle accise del gasolio. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente chiedeva la sospensione del processo avendo aderito alla definizione agevolata con pagamento rateale ancora in corso. La Suprema Corte ha rilevato che, in pendenza del piano di rateizzazione non ancora concluso, non è possibile dichiarare l'estinzione del giudizio né decidere nel merito. Di conseguenza, la Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa per acquisire informazioni aggiornate dall'Agenzia delle Entrate sull'esito dei pagamenti.
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Carenza di interesse: quando la vittoria rende inutile il ricorso
Un'azienda italiana è stata condannata in Danimarca a pagare due milioni di euro alle associazioni sindacali per violazioni retributive. Le associazioni hanno avviato il pignoramento in Italia, ma l'azienda ha chiesto il diniego di esecuzione della sentenza straniera e ha ottenuto la sospensione del processo esecutivo. Le associazioni hanno impugnato la sospensione. Nel frattempo, la Cassazione ha confermato in via definitiva la validità della sentenza danese in Italia. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso delle associazioni per carenza di interesse sopravvenuta: venuto meno il dubbio sulla sentenza straniera, non vi è più alcuna ragione di mantenere sospeso il giudizio di opposizione all'esecuzione.
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Definizione agevolata delle controversie fiscali: stop al fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava un accertamento IVA da oltre un milione di euro contro una società di giocattoli in liquidazione. La controversia riguardava la mancata registrazione di una nota di variazione. Durante il giudizio in Cassazione, la società contribuente ha chiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle controversie fiscali prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, riscontrando la sussistenza dei requisiti di legge, ha accolto l'istanza. Di conseguenza, i giudici hanno sospeso il giudizio e rinviato la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: stop al processo
I Contribuenti hanno impugnato un avviso di accertamento per IRES e IRAP. Dopo la decisione della Commissione tributaria regionale, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. I Contribuenti hanno depositato un'istanza chiedendo la sospensione del processo per valutare l'adesione alla definizione agevolata delle liti fiscali, come previsto dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio tributario per consentire il deposito della domanda e del pagamento.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: stop alla Cassazione
Un contribuente ha proposto ricorso in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate per contestare un accertamento relativo a imposte non versate. Nelle more del giudizio, il contribuente ha richiesto la sospensione del processo per valutare l'adesione alla definizione agevolata delle liti fiscali, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e dell'estensione dei termini previsti dalla legge, ha accolto l'istanza. Di conseguenza, i giudici hanno sospeso il giudizio fino al 10 ottobre 2023, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: stop alla Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro una società sportiva e i suoi liquidatori per una controversia su imposte IRES e IRAP. I contribuenti hanno chiesto la sospensione del giudizio per valutare l'adesione alla definizione agevolata delle liti fiscali, come previsto dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta formale e dell'estensione dei termini di legge, ha accolto l'istanza. Di conseguenza, i giudici hanno sospeso il processo e rinviato la causa a nuovo ruolo, consentendo ai contribuenti di perfezionare la sanatoria fiscale entro i termini stabiliti.
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Sospensione del processo: stop compenso se pende causa per danni
Un avvocato ha richiesto e ottenuto un decreto ingiuntivo contro un cliente per il pagamento di compensi professionali. Il cliente si è opposto, contestando la qualità del lavoro e avviando una causa autonoma per responsabilità professionale dell'avvocato. Il Tribunale ha separato le cause, confermando subito il pagamento dei compensi senza attendere l'esito della causa per danni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cliente, stabilendo che il giudizio sui compensi deve subire la sospensione del processo in attesa che si decida sulla responsabilità dell'avvocato. La decisione sui danni è infatti pregiudiziale rispetto al diritto al compenso.
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Sospensione del processo tributario: stop al fisco per la tregua
Un contribuente, in qualità di legale rappresentante di una società di persone cessata, ha impugnato un avviso di accertamento IRPEF. Dopo la decisione sfavorevole della Commissione Tributaria Regionale, il contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, ha richiesto la sospensione del giudizio avvalendosi della tregua fiscale prevista dalla legge di bilancio. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del processo tributario fino al 10 ottobre 2023 e rinviando la causa a nuovo ruolo, consentendo così al contribuente di valutare l'adesione alla definizione agevolata delle liti pendenti.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la causa sul fisco
Un contribuente ha impugnato un preavviso di fermo amministrativo basato su diverse cartelle di pagamento asseritamente mai notificate. Dopo la decisione sfavorevole nei gradi di merito, il contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, lo stesso ha presentato domanda di adesione alla definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, chiedendo la sospensione del processo e impegnandosi a rinunciare alla causa. La Corte di Cassazione, verificata la sussistenza dei presupposti di legge, ha accolto l'istanza e ha disposto la sospensione del giudizio, rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa del perfezionamento del pagamento.
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Stop al Fisco: sì alla definizione agevolata delle liti fiscali
Una banca estera, con succursale in Italia, ha impugnato un avviso di accertamento per imposte non pagate. Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la società ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle liti fiscali, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e della normativa vigente, ha accolto l'istanza disponendo la sospensione del giudizio fino al 10 ottobre 2023 e rinviando la causa a nuovo ruolo, consentendo così alla contribuente di perfezionare la sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata liti fiscali: stop alla causa col Fisco
Una società italiana ha distribuito dividendi alla controllante olandese applicando l'esenzione della Direttiva Madre-Figlia. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione, ritenendo che il beneficiario effettivo fosse una società malese e che l'operazione mirasse all'evasione fiscale. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la società ha presentato ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle liti fiscali ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Sospensione della prescrizione: condanna ferma per l’irreperibile
L'Imputato, condannato in appello per violazione di domicilio e minaccia, propone ricorso in Cassazione lamentando l'errata applicazione della sospensione della prescrizione e il mancato rinnovo dell'istruttoria dibattimentale. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che, in caso di sospensione del processo per irreperibilità dell'imputato, il termine di prescrizione si proroga calcolando l'ulteriore quarto sul termine ordinario e non su quello massimo. Poiché i motivi di ricorso sono generici e manifestamente infondati, l'inammissibilità impedisce di far valere la prescrizione maturata successivamente alla sentenza d'appello. L'Imputato viene condannato al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria.
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Sospensione del processo tributario: tregua tra fisco e società
Una società ha impugnato alcuni avvisi di accertamento relativi a costi ritenuti indeducibili dall'Amministrazione finanziaria, tra cui l'accantonamento per il trattamento di fine mandato dell'amministratore. Dopo la decisione sfavorevole in secondo grado, la contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha nominato un nuovo difensore e ha richiesto la sospensione del giudizio avvalendosi della tregua fiscale. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del processo tributario fino al 10 ottobre 2023 ai sensi della legge di bilancio 2023 per consentire la definizione agevolata della lite.
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Sospensione del processo tributario: fisco contro socio estraneo
Un contribuente, socio al 50% di una società per azioni, ha impugnato un avviso di accertamento IRPEF basato sulla presunzione di distribuzione di utili extracontabili. Dopo le decisioni favorevoli dei giudici di merito, che hanno riconosciuto l'estraneità del socio alla gestione aziendale, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente ha richiesto la tregua fiscale presentando istanza di definizione agevolata. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta e ha disposto la sospensione del processo tributario ai sensi della Legge di Bilancio 2023, rinviando la causa per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: stop alla Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole a un'azienda contribuente riguardante un vecchio diniego di condono. Durante il giudizio in Cassazione, l'azienda ha chiesto la sospensione del processo per poter usufruire della definizione agevolata delle liti fiscali, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, applicando la normativa vigente, ha accolto la richiesta della società. Di conseguenza, i giudici hanno sospeso il giudizio fino al 10 ottobre 2023, ordinando il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire all'azienda di perfezionare la sanatoria con il pagamento delle somme dovute.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: stop della Cassazione
Il Contribuente ha impugnato quattro avvisi di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate richiedeva le tasse su capitali detenuti all'estero. Dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, Il Contribuente ha chiesto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle liti fiscali, come previsto dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, sospendendo il giudizio per consentire al cittadino di presentare la domanda e pagare le somme dovute, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la lite fiscale sull’energia
L'Agenzia delle Entrate e una società in fallimento, attiva nel commercio di energia elettrica, hanno impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale riguardante avvisi di accertamento per Ires, Irap e Iva (anni 2010-2012). Le contestazioni riguardavano presunte sovrafatturazioni, consulenze inesistenti e operazioni circolari di trading energetico. Durante il giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione, il curatore fallimentare della società ha presentato istanza di sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata prevista dalla tregua fiscale (Legge di Bilancio 2023). La Suprema Corte, preso atto della richiesta, ha disposto la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo, consentendo alla contribuente di avviare la procedura di sanatoria.
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