La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di dichiarazione infedele nei confronti di un imprenditore che aveva presentato una dichiarazione dei redditi con valori pari a zero, nonostante avesse precedentemente comunicato al fisco ricavi per oltre 1,8 milioni di euro. La Corte ha ribadito che il reato si perfeziona con la presentazione della dichiarazione annuale e che il dolo specifico di evasione è palese quando i dati dichiarati sono macroscopicamente divergenti dal reale. Tuttavia, la sentenza è stata annullata limitatamente alla mancata valutazione delle pene sostitutive, poiché il giudice di merito aveva omesso di considerare la semidetenzione per una condanna di un anno e sei mesi.
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