La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a un anno di reclusione per un imputato responsabile di omessa dichiarazione dei proventi illeciti. L'uomo aveva architettato diverse truffe bancarie per ottenere finanziamenti indebiti tramite prestanome, con la complicità di un funzionario bancario. I guadagni illeciti ottenuti non erano stati dichiarati al Fisco negli anni d'imposta 2011 e 2012, superando ampiamente le soglie di punibilità penale previste dalla legge. La difesa sosteneva che i guadagni fossero stati divisi tra più complici e che il reato di truffa fosse prescritto. I giudici di legittimità hanno respinto le doglianze, stabilendo che i proventi da reato sono imponibili e che l'imputato, quale beneficiario effettivo di tutte le somme ottenute, risponde integralmente dell'evasione.
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