Due persone sono state condannate in via definitiva per aver organizzato e diretto un'associazione per lo spaccio di droga, operante grazie a un accordo con un clan mafioso locale. In cambio di un pagamento settimanale, il clan garantiva all'associazione il monopolio sulla piazza di spaccio, eliminando la concorrenza. La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi degli imputati, confermando la condanna per traffico di stupefacenti con aggravante mafiosa. La decisione si fonda sulla piena attendibilità delle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, ritenute logiche, coerenti e supportate da riscontri esterni, che hanno provato sia l'operatività del gruppo sia il suo legame funzionale con l'organizzazione mafiosa.
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