Una donna viene condannata per minaccia grave nei confronti della vicina. L'atto non si è limitato a parole, ma è consistito nel posizionare realmente una bombola di gas vicino al muro di confine. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, respingendo la richiesta di applicare la non punibilità per **particolare tenuità del fatto**. Secondo i giudici, il gesto di collocare la bombola ha reso la condotta particolarmente grave, superando la soglia della lieve entità. L'azione concreta, infatti, ha trasformato una semplice minaccia verbale in un pericolo potenziale, escludendo così ogni possibilità di considerare il fatto di lieve entità. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la condanna è diventata definitiva.
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