Il Dipendente Comunale è stato condannato per il reato di falso ideologico in atto pubblico per aver falsamente attestato, in una determina comunale, l'ultimazione dei lavori di riqualificazione di un immobile pubblico. In realtà, le opere erano completate solo al sessanta per cento, situazione chiaramente visibile dall'esterno. La difesa ha sostenuto che il ruolo del lavoratore fosse limitato a verifiche contabili e formali, escludendo la responsabilità sulla reale esecuzione dei lavori. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna. La Suprema Corte ha chiarito che la firma su un atto amministrativo unitario comporta la condivisione del suo intero contenuto attestativo. Il Dipendente Comunale perde la causa ed è condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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