Un uomo è stato condannato per il reato di furto in abitazione aggravato per essersi introdotto in una casa forzando una finestra, rubando un televisore e un iPad, e fuggendo in bicicletta con la refurtiva avvolta in un lenzuolo. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando la ricostruzione dei fatti e l'identificazione, sostenendo che non vi fosse prova che l'oggetto sotto il lenzuolo fosse la refurtiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la ricostruzione dei fatti operata nei gradi precedenti è logica e fondata sulle riprese delle telecamere di videosorveglianza, che mostrano l'uomo scavalcare la recinzione ed allontanarsi con la refurtiva. La Cassazione non può riesaminare il merito delle prove. Di conseguenza, il ricorrente perde la causa ed è condannato a pagare le spese e tremila euro alla cassa delle ammende.
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