Un politico viene accusato di scambio elettorale politico-mafioso per aver promesso posti di lavoro e un assessorato in cambio di voti. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13841/2025, stabilisce che l'utilità promessa non deve essere necessariamente monetizzabile, potendo consistere in qualsiasi vantaggio, anche non patrimoniale, purché concreto. Nel caso specifico, la Corte annulla l'ordinanza di custodia cautelare perché la promessa era troppo generica, richiedendo al Tribunale una nuova valutazione sulla sua effettiva concretezza.
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