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Simulazione Assoluta

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142 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Simulazione assoluta: prova con presunzioni
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di una vendita immobiliare, ritenendola una simulazione assoluta finalizzata a frodare i creditori. L'ordinanza sottolinea che la prova della simulazione può basarsi su presunzioni gravi, precise e concordanti, come il prezzo irrisorio, il rapporto tra le parti e la tempistica dell'atto. Il ricorso dei soccombenti è stato dichiarato inammissibile per violazione del principio di autosufficienza, non avendo adeguatamente documentato le proprie argomentazioni, in particolare riguardo a un contratto preliminare privo di data certa e quindi inopponibile ai terzi.
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Litisconsorzio necessario: appello e sanzioni
La Corte di Cassazione chiarisce le dinamiche del litisconsorzio necessario in un caso di simulazione assoluta. Una madre e una figlia ricorrono contro la nullità di una vendita immobiliare. Solo la madre chiede la decisione dopo una proposta di inammissibilità. La Corte stabilisce che il processo deve proseguire per entrambe, data l'inscindibilità della causa, ma le sanzioni per lite temeraria colpiscono solo la parte attiva. Il ricorso viene dichiarato inammissibile perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Discussione orale appello: quando va richiesta?
Una società immobiliare ha visto il proprio ricorso respinto a causa di un vizio procedurale nella richiesta di discussione orale in appello. La Cassazione ha ribadito che tale richiesta, formulata nelle conclusioni, deve essere reiterata nelle memorie di replica. Inoltre, ha dichiarato inammissibile il motivo relativo alla valutazione dei fatti per il principio della 'doppia conforme', poiché le decisioni di primo e secondo grado erano basate sulle medesime ragioni fattuali.
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Simulazione cessione quote: la prova della controdichiarazione
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito sulla simulazione cessione quote societarie tra un padre e i suoi figli. La prova decisiva è stata una scrittura privata (controdichiarazione) che attestava la natura fittizia dell'atto, rendendolo inefficace. L'appello di una delle figlie è stato dichiarato inammissibile perché mirava a un riesame dei fatti e introduceva questioni nuove, non consentite in sede di legittimità.
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Ricorso incidentale tardivo: inammissibilità in Cassazione
Un creditore contesta due compravendite immobiliari ritenendole simulate. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso principale per vizi procedurali e, di conseguenza, dichiara tardivi due ricorsi incidentali. La decisione si fonda sul principio del ricorso incidentale tardivo, che deve essere proposto entro 40 giorni dalla notifica del ricorso principale, a pena di decadenza, indipendentemente dal termine lungo per impugnare.
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Simulazione assoluta: contratti di locazione nulli
La Corte di Cassazione conferma la nullità di alcuni contratti di locazione, ritenendoli una simulazione assoluta orchestrata per sottrarre beni immobili a un'azione esecutiva. La decisione si basa su presunzioni gravi, precise e concordanti, come i vincoli di parentela tra le parti e la permanenza dei locatori negli immobili, evidenziando la frode ai danni del creditore.
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Simulazione del mutuo: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un contratto di mutuo e di una ipoteca, riconoscendoli come frutto di una simulazione del mutuo tra fratelli, finalizzata a danneggiare i creditori. La sentenza chiarisce importanti principi processuali: la morte di una parte dopo la sentenza di primo grado non causa l'interruzione del processo d'appello. Inoltre, viene ribadito che i terzi possono provare la simulazione anche tramite presunzioni.
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Negozio fiduciario: la guida alla sentenza della Corte
La Corte d'Appello conferma la condanna di una zia a pagare ai nipoti il controvalore di quote immobiliari. La vicenda nasce da una vendita seguita da una scrittura privata, qualificata come negozio fiduciario. La Corte stabilisce che, a differenza della simulazione, il negozio fiduciario implica un trasferimento reale della proprietà e che il 'controvalore' da restituire corrisponde al prezzo effettivo incassato dalla successiva vendita a terzi, respingendo l'interpretazione riduttiva dell'appellante.
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Abuso del processo: quando una causa civile è nulla
Il Tribunale ha respinto la domanda di una società volta a dichiarare nullo un contratto di cessione di quote, qualificando l'azione come un abuso del processo. L'azione legale era stata intentata non per un reale interesse della società, ma per tutelare il suo liquidatore da accuse penali di bancarotta fraudolenta legate alla stessa operazione. La Corte ha ritenuto l'azione strumentale e priva di un interesse meritevole di tutela, configurando un palese abuso del processo.
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Simulazione assoluta: la prova per i terzi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni soggetti che chiedevano di dichiarare una simulazione assoluta in una compravendita immobiliare tra nonni e nipote, seguita da una donazione. La Corte ha stabilito che la stretta parentela e l'omessa dimostrazione del pagamento del prezzo non sono sufficienti a provare la simulazione assoluta. Tali elementi, infatti, sono compatibili anche con una simulazione relativa, ossia una donazione mascherata, e l'onere di provare la volontà delle parti di non volere alcun effetto del contratto ricade su chi agisce in giudizio.
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Simulazione assoluta: prova e oneri a carico del terzo
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che dichiarava la simulazione assoluta di una doppia compravendita immobiliare. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso dei terzi acquirenti, in quanto mirava a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La decisione si fondava su indizi quali i rapporti di parentela tra le parti e la mancata prova del pagamento del prezzo, considerati sufficienti a dimostrare l'intento simulatorio a danno dei creditori.
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Codatorialità: quando due società sono un unico datore
Una società immobiliare in fallimento ha contestato un rapporto di lavoro, sostenendo fosse una simulazione a favore di un'altra azienda dello stesso gruppo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando il principio di codatorialità. Quando la prestazione di un dipendente è indistintamente ripartita tra più società facenti capo a un unico centro di interessi, queste sono considerate co-datori di lavoro e sono solidalmente responsabili per le obbligazioni retributive.
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Azione di simulazione: credito litigioso e legittimità
La Cassazione conferma la validità di un'azione di simulazione intentata da una società creditrice per far dichiarare fittizia la vendita di immobili da parte dei fideiussori. La Corte ha stabilito che la legittimazione ad agire sussiste anche in presenza di un credito litigioso, respingendo l'eccezione sulla nullità delle fideiussioni. La decisione sottolinea che l'interesse del creditore a tutelare la garanzia patrimoniale non viene meno se il credito è contestato.
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Simulazione assoluta: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una garante che aveva acquistato un immobile da un'altra garante della medesima società debitrice. I giudici di merito avevano già qualificato la vendita come una simulazione assoluta, volta a sottrarre il bene alla garanzia dei creditori, data la mancanza di prova del pagamento del prezzo e altre circostanze indiziarie. La Cassazione ha confermato l'inammissibilità per la presenza di una "doppia conforme" e perché i motivi del ricorso miravano a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Falso giuramento in famiglia: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per falso giuramento a carico di due fratelli. Il caso riguarda la cessione fittizia di quote di una farmacia di famiglia, ereditata dopo la morte del padre. Durante un processo civile, i due imputati avevano giurato di aver regolarmente pagato e ricevuto il corrispettivo della vendita, una circostanza risultata non veritiera. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, ritenendo logica la valutazione dei giudici di merito che avevano considerato inverosimile un pagamento di ingente valore in contanti e senza alcuna traccia finanziaria, valorizzando invece le prove che confermavano l'accordo simulatorio iniziale tra i fratelli.
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Prova simulazione assoluta: onere del compratore
Un creditore ha agito in giudizio sostenendo che una vendita immobiliare effettuata dai suoi debitori fosse fittizia. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha stabilito che in un'azione per la prova della simulazione assoluta, spetta all'acquirente dimostrare l'effettivo pagamento del prezzo. La semplice dichiarazione di pagamento nell'atto notarile non è sufficiente a vincere la presunzione di simulazione, specialmente in presenza di altri indizi come un contratto di comodato che lasciava il bene nella disponibilità dei venditori.
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Azione revocatoria: vendita per pagare debiti scaduti
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di azione revocatoria intentata contro la vendita di un immobile tra coniugi, finalizzata a pagare debiti preesistenti. La Corte ha stabilito che, per escludere la revoca, non è sufficiente dimostrare l'avvenuto pagamento dei creditori con il ricavato. Il debitore deve anche provare, in modo rigoroso, che la vendita rappresentava l'unico mezzo per reperire la liquidità necessaria, configurando un "rapporto di strumentalità necessaria". In assenza di tale prova, l'atto di vendita è revocabile. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Opponibilità al fallimento: la trascrizione è decisiva
Un creditore ha agito per invalidare la vendita di un immobile a una società poi fallita. La Cassazione ha confermato l'inammissibilità della domanda contro la procedura concorsuale. La ragione decisiva è la mancata trascrizione della domanda giudiziale prima della dichiarazione di fallimento, requisito essenziale per l'opponibilità al fallimento. Un precedente sequestro conservativo è stato ritenuto ininfluente a tal fine.
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Acquisto da titolare apparente: la prova della buona fede
Una società acquista un immobile da un venditore il cui titolo di proprietà proveniva da un precedente atto di vendita dichiarato simulato. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13883/2024, ha stabilito che la presunzione di buona fede del terzo acquirente può essere vinta. La mancata prova del pagamento del prezzo costituisce un elemento cruciale per dimostrare la mala fede dell'acquirente e rendere inefficace il suo acquisto nei confronti dei creditori del venditore originario. La sentenza d'appello è stata parzialmente cassata solo per un vizio procedurale, ovvero l'omessa pronuncia sulla domanda di manleva dell'acquirente verso il suo venditore.
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Simulazione vendita: quando la rinuncia è valida
Una figlia impugna la vendita di un immobile dal padre alla nipote, sostenendo una simulazione vendita. Avendo in precedenza firmato una rinuncia a contestare l'atto, il suo ricorso viene rigettato. La Cassazione conferma che il divieto di rinuncia preventiva all'azione di riduzione (art. 557 c.c.) riguarda le donazioni, non le vendite ritenute effettive. La Corte ha stabilito la validità della rinuncia e la realtà della compravendita, respingendo il ricorso.
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