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Silenzio Rifiuto

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1047 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rimborso IVA e fallimento: la Cassazione sui termini
Una società fallita si è vista negare un rimborso IVA poiché la richiesta era stata presentata oltre il termine di decadenza biennale. La Corte di Cassazione ha confermato che la scelta iniziale di destinare il credito alla compensazione, e non al rimborso, vincola il contribuente a tale termine breve, anche in caso di successivo fallimento. La sentenza sottolinea la distinzione cruciale tra le due opzioni e le relative conseguenze temporali.
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Fondo di Garanzia TFR: il diritto al pagamento
Una lavoratrice, non pagata dal suo ex datore di lavoro insolvente, si rivolge al Fondo di Garanzia per ottenere il TFR. L'ente nega il pagamento eccependo la prescrizione del diritto. Il Tribunale di Torino accoglie il ricorso della lavoratrice, condannando il Fondo al pagamento. La decisione sottolinea come le azioni esecutive contro il datore di lavoro interrompano la prescrizione e come una documentazione completa sia cruciale per l'accoglimento della domanda per il Fondo di Garanzia TFR.
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Imposta fondi immobiliari: no disapplicazione per contrasto UE
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcune società di investimento che chiedevano il rimborso dell'imposta sostitutiva sui fondi immobiliari, introdotta nel 2010. La Corte ha stabilito che la norma non contrasta con il diritto dell'Unione Europea, non potendo essere disapplicata dal giudice nazionale, e ha giudicato manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale, confermando la validità del prelievo fiscale transitorio.
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Onere della prova fondo pensione: la Cassazione decide
Un ex dipendente ha richiesto un rimborso fiscale su una somma ricevuta da un fondo pensione integrativo, sostenendo di avere diritto a un'aliquota agevolata sulla quota di rendimento. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che l'onere della prova fondo pensione spetta al contribuente. Quest'ultimo deve dimostrare che il rendimento dichiarato proviene da effettivi investimenti sul mercato effettuati dal fondo. La mancata presentazione di tale prova ha comportato il rigetto definitivo del ricorso.
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Silenzio rifiuto rimborso: onere della prova
Un contribuente ha impugnato il silenzio rifiuto rimborso dell'Agenzia delle Entrate su un'istanza per agevolazioni fiscali post-sisma. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che in questi casi l'onere della prova grava interamente sul contribuente, che deve documentare pienamente il suo diritto. L'Amministrazione, non avendo emesso un atto impositivo, può difendersi "a tutto campo", sollevando qualsiasi eccezione, anche in appello.
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Reclamo mediazione tributaria e silenzio rifiuto
Una società si è vista negare un rimborso fiscale a causa del silenzio dell'Amministrazione. I tribunali inferiori hanno respinto il suo ricorso per tardività. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che la procedura di reclamo mediazione tributaria, che sospende i termini, si applica anche in caso di silenzio rifiuto, rendendo il ricorso della società tempestivo.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una contribuente, dopo aver impugnato una cartella di pagamento fino in Corte di Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata delle cartelle, pagando il dovuto in forma ridotta. A seguito di ciò, ha richiesto l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, dichiarando estinto il processo per cessata materia del contendere e rinuncia al ricorso, senza prevedere alcun addebito per le spese legali.
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Tassazione pensione integrativa: quale legge si applica?
La Corte di Cassazione ha stabilito che per la tassazione della pensione integrativa, riscossa in forma di capitale, si applica la legge in vigore al momento dell'erogazione della somma e non quella successiva vigente al momento dell'accertamento fiscale. Il principio 'tempus regit actum' prevale, confermando che l'obbligazione tributaria sorge con il presupposto impositivo, rendendo irrilevanti le modifiche normative successive.
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Rimborso lavoratori impatriati: sì con richiesta tardiva
Un lavoratore ha richiesto il beneficio fiscale per impatriati per anni pregressi tramite una dichiarazione tardiva. L'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso. La Corte di Cassazione ha dato ragione al lavoratore, stabilendo che, in assenza di una norma specifica sulla decadenza (per i fatti antecedenti al 2019), il diritto al rimborso lavoratori impatriati sussiste e può essere esercitato con un'istanza diretta, anche se sono stati saltati i termini per la richiesta al datore di lavoro.
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Agevolazione Tremonti Ambiente: onere della prova
Una società si è vista negare un cospicuo rimborso IRES legato all'Agevolazione Tremonti Ambiente per investimenti in impianti fotovoltaici. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, non per questioni di merito sull'incentivo, ma perché la società non ha fornito prove documentali sufficienti a dimostrare i costi sostenuti. L'ordinanza ribadisce che il compito della Cassazione non è rivalutare le prove, ma solo verificare la correttezza giuridica e la logicità della motivazione della sentenza precedente, che in questo caso era stata ritenuta sufficiente.
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Istanza di rimborso: requisiti per il silenzio rifiuto
Una contribuente ha richiesto un rimborso fiscale sulla sua pensione complementare presentando un'istanza priva di importi specifici. A fronte del silenzio dell'Amministrazione, ha avviato un contenzioso. La Corte di Cassazione ha stabilito che un'istanza di rimborso generica, senza la quantificazione precisa delle somme richieste, non è idonea a formare un "silenzio rifiuto" impugnabile. Di conseguenza, l'azione legale è stata dichiarata inammissibile sin dall'origine.
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Istanza di rimborso tardiva: la Cassazione decide
Un contribuente ha richiesto il rimborso del 50% delle imposte per gli anni 2002-2005, a seguito di un sisma in Sicilia. L'istanza di rimborso, presentata a fine 2010, è stata ritenuta tardiva dalla Cassazione. La Corte ha stabilito che il termine biennale per la richiesta decorreva dal 1° gennaio 2007, data di entrata in vigore della legge agevolativa, e non dalle successive proroghe. Il ricorso dell'Agenzia delle Entrate è stato accolto.
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Tremonti ambiente: l’investimento fissa il diritto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29748/2025, ha stabilito un principio chiave per l'incentivo fiscale 'Tremonti ambiente'. Il diritto al beneficio sorge al momento dell'investimento effettivo, ovvero quando si sostengono i costi e si acquisiscono i beni, e non con gli adempimenti burocratici successivi come la perizia tecnica. La Corte ha accolto il ricorso di alcuni contribuenti ai quali era stato negato un rimborso IRPEF perché la loro perizia era successiva all'abrogazione della norma. La sentenza chiarisce che il momento sostanziale dell'investimento prevale su quello formale, salvaguardando così i diritti acquisiti prima dell'abrogazione della legge di favore.
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Dichiarazione integrativa tardiva: termini e limiti
Un'azienda presenta una dichiarazione integrativa tardiva per ottenere un'agevolazione fiscale ambientale anni dopo la scadenza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che i termini più lunghi per la presentazione, introdotti da una legge del 2016, non sono retroattivi. La sentenza conferma che la richiesta è stata presentata oltre i limiti temporali vigenti all'epoca dei fatti, assorbendo ogni altra questione sul merito del diritto all'agevolazione.
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Ultrattività del mandato: appello valido alla società?
Una società in liquidazione, dopo aver richiesto un rimborso IRAP, veniva cancellata dal registro imprese. L'Agenzia delle Entrate impugnava la sentenza di primo grado notificando l'atto alla società ormai estinta. La Corte d'Appello dichiarava l'appello inammissibile. La Cassazione ha annullato tale decisione, affermando il principio di ultrattività del mandato: poiché il difensore non aveva dichiarato l'estinzione in udienza con lo scopo di interrompere il processo, la notifica presso di lui era valida e l'appello ammissibile.
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Condono Edilizio: Quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro un ordine di demolizione, il quale richiedeva un condono edilizio per un immobile abusivo. La Corte ha stabilito che i requisiti temporali non erano stati rispettati, poiché l'opera non era ultimata entro il termine di legge del 31.12.1993. Inoltre, la costruzione era proseguita in violazione di un precedente sequestro, rendendo inapplicabili le norme di favore. È stato ribadito che, in aree con vincolo paesaggistico, il silenzio della Soprintendenza equivale a un diniego (silenzio-rifiuto).
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Retroattività norme tributarie: no all’esenzione pre-2014
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14950/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla retroattività norme tributarie. Il caso riguardava la richiesta di rimborso di imposte su una cessione di contratto di finanziamento. La Corte ha chiarito che la modifica legislativa del 2014 (D.L. 91/2014), che ha esteso l'esenzione fiscale a tali operazioni, ha natura innovativa e non interpretativa. Di conseguenza, non può essere applicata retroattivamente a fatti avvenuti prima della sua entrata in vigore, confermando il principio generale di irretroattività delle leggi fiscali.
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Rimborso fideiussione: sì anche per i crediti IVA
Una società ha richiesto il rimborso dei costi sostenuti per una polizza fideiussoria, necessaria per ottenere un rimborso IVA. Dopo il diniego nei primi gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha stabilito che il rimborso fideiussione è un diritto generale del contribuente, applicabile a tutti i casi in cui la garanzia sia richiesta per ottenere rimborsi, sospensioni o rateizzazioni di tributi. La Corte ha affermato che tale diritto, previsto dallo Statuto del Contribuente, mira a proteggere l'integrità patrimoniale del cittadino e si allinea ai principi del diritto unionale, annullando così la decisione precedente.
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Aiuti di Stato: rimborso sisma e onere della prova
Un imprenditore, a seguito del sisma del 1990 in Sicilia, ha richiesto un rimborso fiscale. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale beneficio costituisce Aiuti di Stato, sottoponendolo alle rigide normative europee. Il caso è stato rinviato al giudice di merito per una corretta verifica del rispetto dei limiti "de minimis" su base mobile triennale e, in caso di superamento, per la prova del nesso diretto tra aiuto e danno subito.
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Pensione integrativa: tassazione e onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9053/2024, ha respinto il ricorso di un contribuente che chiedeva il rimborso delle imposte su una prestazione di pensione integrativa. La Corte ha stabilito che, sebbene formalmente i contributi fossero imputati al lavoratore, sostanzialmente erano a carico del datore di lavoro. Di conseguenza, la prestazione finale costituisce reddito da lavoro dipendente e deve essere assoggettata a tassazione separata, negando il diritto al rimborso.
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