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Silenzio Assenso

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132 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ordine di demolizione: legittimo anche per terzi
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che revocava un ordine di demolizione per un immobile abusivo acquistato da terzi. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione ha natura reale, segue il bene e si applica a chiunque ne sia proprietario, indipendentemente dal suo coinvolgimento nell'abuso. Inoltre, il giudice dell'esecuzione ha il potere-dovere di verificare la legittimità del condono edilizio, che in questo caso è stato ritenuto ottenuto in modo fraudolento per aggirare i limiti volumetrici. Il principio di proporzionalità non può giustificare la revoca definitiva della demolizione.
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Ordine di demolizione: quando è irrevocabile?
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che aveva revocato un ordine di demolizione per un vasto immobile abusivo. Il caso riguardava un fabbricato frazionato in più unità, per le quali erano state presentate domande di condono fittizie da promissari acquirenti per aggirare i limiti volumetrici. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione è una misura ripristinatoria di natura reale, che segue l'immobile e non la persona, e non può essere paralizzata da condoni illegittimi o dal principio di proporzionalità invocato da terzi acquirenti, la cui tutela risiede in azioni civili contro il venditore.
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Ordine di demolizione: illegittimo il condono frazionato
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un tribunale che revocava un ordine di demolizione per un vasto immobile abusivo. La revoca era basata su un permesso in sanatoria (condono) ottenuto tramite un frazionamento artificioso dell'edificio in più unità, con istanze presentate da finti promissari acquirenti per eludere i limiti volumetrici di legge. La Suprema Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione, avendo natura reale e ripristinatoria, non può essere annullato da un condono palesemente illegittimo. Il giudice dell'esecuzione ha il potere e il dovere di verificare la legittimità sostanziale del titolo in sanatoria, inclusa la genuinità delle istanze e il rispetto dei limiti normativi, non potendosi fermare a un controllo meramente formale.
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Agevolazioni prima casa: onere della prova e residenza
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un contribuente che aveva perso le agevolazioni prima casa per mancato trasferimento di residenza. La Corte sottolinea che l'onere della prova del tempestivo adempimento spetta al cittadino, il quale non è riuscito a dimostrare la formazione del silenzio-assenso da parte del Comune. Viene inoltre confermato il diritto dell'Agenzia delle Entrate al rimborso delle spese legali anche se difesa da propri funzionari.
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Società non operative: guida al ricorso incidentale
La Corte di Cassazione chiarisce le regole per le società non operative, confermando che il test di operatività è distinto dagli studi di settore. Stabilisce inoltre quando una parte, pur interamente vittoriosa in appello, può proporre ricorso incidentale. La decisione impugnata è stata annullata per l'annualità 2009 a causa di un errore nella valutazione dei beni della società non operativa, mentre è stato respinto il ricorso dell'azienda basato sul silenzio assenso.
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Truffa incentivi fotovoltaico: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per truffa ai danni dello Stato nei confronti del vicepresidente di una società agricola. L'azienda aveva falsamente attestato la realizzazione di serre fotovoltaiche a supporto di un'attività agricola, in realtà quasi inesistente, al solo fine di ottenere indebitamente ingenti incentivi pubblici per la produzione di energia rinnovabile. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, consolidando il principio che l'attività agricola non può essere una mera facciata per speculazioni energetiche nel contesto della truffa incentivi fotovoltaico.
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Aliud pro alio: vendita immobile senza agibilità
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto di compravendita immobiliare per la consegna di un bene 'aliud pro alio'. Il caso riguarda un'autorimessa venduta senza certificato di agibilità a causa di difetti insanabili che ne impedivano il rilascio. La Corte ha stabilito che la consegna di un immobile privo dei requisiti essenziali per ottenere l'agibilità integra una grave inadempienza del venditore, giustificando la risoluzione del contratto, anche se l'acquirente era a conoscenza della mancanza del documento al momento dell'acquisto. La semplice promessa di ottenere il certificato non esonera il venditore dalla responsabilità se il bene è intrinsecamente inidoneo all'uso.
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Violazione meramente formale: quando è sanzionabile?
Una società di trasporti ha utilizzato un credito d'imposta per il gasolio prima della scadenza dei 60 giorni previsti per il silenzio-assenso. I giudici di merito avevano qualificato l'atto come una violazione meramente formale non sanzionabile, in assenza di un danno erariale definitivo. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che l'utilizzo anticipato del credito costituisce una violazione sostanziale. Questo perché provoca un ritardato incasso per lo Stato, creando un deficit di cassa temporaneo e ostacolando le attività di controllo. Di conseguenza, la sanzione è legittima.
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Onere della prova: chi paga la sanatoria edilizia?
Una recente ordinanza della Cassazione affronta il tema dell'onere della prova in una compravendita immobiliare con sanatoria edilizia in corso. L'acquirente chiede il rimborso delle spese sostenute, come da contratto, ma il venditore si oppone. La Corte suprema conferma la condanna del venditore, sottolineando che chi non produce i propri documenti in giudizio subisce le conseguenze del proprio onere della prova non assolto, in quanto il giudice decide sulla base degli atti disponibili.
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Classificazione catastale: è decisiva per l’ICI?
Una società agricola ha contestato un avviso di accertamento ICI per il 2002, sostenendo la natura rurale dei propri immobili, nonostante fossero iscritti in catasto con categorie non rurali (D/8 e C/2). La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini dell'esenzione fiscale, la classificazione catastale formale è l'elemento decisivo. La semplice presentazione di una domanda di rettifica non è sufficiente per ottenere il beneficio fiscale se, nell'anno di imposta di riferimento, l'immobile non risulta ancora censito nelle corrette categorie rurali (A/6 o D/10).
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Vizio occulto immobile: amianto e risoluzione contratto
Una recente sentenza del Tribunale di Monza ha affrontato il tema del vizio occulto immobile in una compravendita. Gli acquirenti di un laboratorio artigianale, scoperta la presenza di amianto non solo sul tetto (fatto noto) ma anche nel controsoffitto, hanno richiesto la risoluzione del contratto. Il Tribunale ha rigettato la domanda, qualificando il difetto come un vizio occulto e non come consegna di 'aliud pro alio' (bene diverso). La decisione si fonda sul principio di autoresponsabilità dell'acquirente, che, a fronte di un immobile datato e di indizi visibili (rattoppi), avrebbe dovuto usare una maggiore diligenza nelle verifiche pre-acquisto. La presenza di amianto, sebbene grave, non ha snaturato la funzione del bene e non era tale da giustificare la risoluzione contrattuale.
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Annullamento debito: il silenzio vale come assenso
Una sentenza della Corte d'Appello chiarisce il meccanismo di annullamento del debito tramite silenzio assenso. Se l'Agente della Riscossione non trasmette l'istanza di sgravio del contribuente all'ente creditore entro i termini, e quest'ultimo non risponde entro 220 giorni, il debito si considera annullato di diritto. La Corte ha respinto l'appello dell'Agente, confermando che l'intimazione di pagamento è il primo atto impugnabile in assenza di prova della notifica della cartella originaria.
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