LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Servitù Apparente

Pagina 2 di 2

36 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Servitù padre di famiglia: vale anche tra coeredi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33751/2023, chiarisce che la servitù per destinazione del padre di famiglia può costituirsi anche quando l'immobile è in comproprietà. Nel caso specifico, la lite verteva su una canna fumaria installata da un comproprietario nella soffitta, poi assegnata in proprietà esclusiva all'altro coerede. La Corte ha stabilito che, se prima della divisione esiste uno stato di fatto che asservisce una parte dell'immobile all'altra (in modo apparente e permanente), con la divisione tale stato di fatto si trasforma in una vera e propria servitù, anche se i proprietari originari erano più di uno.
Continua »
Usucapione servitù di passaggio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30772/2023, ha cassato la decisione di merito che riconosceva una servitù di passaggio acquisita per usucapione. Secondo la Corte, per l'usucapione servitù di passaggio non è sufficiente la mera esistenza di un sentiero, ma è necessaria la prova di opere visibili e permanenti inequivocabilmente destinate all'esercizio della servitù. La Corte d'Appello non aveva indagato su questo 'quid pluris', limitandosi a constatare la presenza di un tracciato, e dovrà quindi riesaminare il caso.
Continua »
Servitù apparente: la Cassazione chiarisce i requisiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10608/2024, ha respinto il ricorso di un proprietario che contestava l'esistenza di una servitù di passaggio. Il caso verteva sul requisito della servitù apparente, necessario per la sua costituzione per destinazione del padre di famiglia. La Corte ha ribadito che la presenza di opere visibili e permanenti, come una strada, che rivelano in modo inequivocabile l'asservimento di un fondo a un altro, è sufficiente a integrare tale requisito. La valutazione di tali opere è un accertamento di fatto riservato al giudice di merito e non può essere riesaminato in sede di legittimità.
Continua »
Servitù di veduta: quando una finestra è una veduta?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29752/2024, chiarisce i requisiti per la servitù di veduta. La Corte ha stabilito che la sola possibilità di guardare sul fondo del vicino (inspectio) non è sufficiente. È necessaria anche la possibilità di affacciarsi in modo comodo e sicuro (prospectio). Di conseguenza, un'apertura munita di inferriate che impediscono l'affaccio non può essere qualificata come veduta e, pertanto, il relativo diritto non può essere acquisito per usucapione, configurandosi al più come luce irregolare.
Continua »
Servitù apparente: tubi nascosti creano diritto
La Corte di Cassazione chiarisce il concetto di servitù apparente, stabilendo che tubature di scarico e pozzetti nascosti in un controsoffitto costituiscono opere visibili e permanenti. La loro scoperta durante lavori di ristrutturazione è sufficiente a soddisfare il requisito dell'apparenza per la costituzione di una servitù per destinazione del padre di famiglia, anche se non sono costantemente a vista dal fondo servente.
Continua »
Servitù apparente: quando non spetta la riduzione prezzo
Un acquirente cita in giudizio i venditori per ottenere una riduzione del prezzo di un immobile, dopo aver scoperto l'esistenza di una servitù di passaggio non dichiarata. I tribunali, inclusa la Corte di Cassazione, hanno respinto la richiesta, stabilendo che la servitù era apparente. La presenza di opere visibili e permanenti, come una rampa di scale e un vialetto, rendeva la servitù facilmente riconoscibile. Di conseguenza, non sussistevano i presupposti per la tutela richiesta dall'acquirente, in quanto la natura evidente della servitù apparente escludeva il diritto alla riduzione del prezzo.
Continua »
Usucapione servitù: possesso del dante causa vale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14538/2024, ha rigettato il ricorso di alcuni promittenti venditori, confermando l'avvenuta usucapione di una servitù di passaggio a favore del promissario acquirente. Il caso verteva su un preliminare di vendita non seguito dal definitivo e sulla successiva richiesta del compratore di accertare l'usucapione della servitù. La Corte ha chiarito che, ai fini del calcolo del ventennio necessario, l'attuale proprietario può sommare il proprio possesso a quello del suo dante causa (accessione nel possesso, art. 1146 c.c.), anche se al momento dell'inizio del passaggio non era ancora proprietario del fondo dominante. La decisione ha inoltre ribadito i criteri per definire una servitù come 'apparente' e quindi usucapibile.
Continua »
Servitù apparente: motivazione nulla per contraddizione
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello riguardo all'usucapione di un diritto di passo. Il motivo principale è stata la motivazione giudicata 'apparente' e contraddittoria. La Corte d'Appello, pur riconoscendo l'esistenza di un terrapieno e di una fossa di scolo, elementi che potevano delimitare un percorso, aveva concluso in modo illogico che il passaggio avveniva 'in mezzo ai campi', senza valutare adeguatamente la 'servitù apparente'. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Accessione invertita: la buona fede va provata
Un costruttore edifica parzialmente sul terreno del vicino, invocando l'acquisto della proprietà per accessione invertita. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9694/2024, ha respinto il ricorso, stabilendo che la buona fede del costruttore non può essere presunta, ma deve essere rigorosamente provata. In assenza di chiari segni di confine, è richiesto un onere di diligenza maggiore. La Corte ha inoltre confermato l'inammissibilità delle censure relative alla valutazione delle prove sull'usucapione e sulla servitù di passaggio.
Continua »
Servitù apparente: quando si acquista per usucapione?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6665/2024, ha chiarito i requisiti per l'acquisto di una servitù di passaggio per usucapione. Il caso riguardava due proprietari che rivendicavano il diritto di passare sul terreno dei vicini per accedere a un lago. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che per aversi una servitù apparente, non è sufficiente la mera esistenza di un sentiero o la conformazione naturale del terreno che facilita il passaggio. Sono necessarie opere visibili, permanenti e inequivocabilmente destinate all'esercizio della servitù, un "quid pluris" che dimostri l'asservimento del fondo.
Continua »
Usucapione servitù passaggio: tolleranza e parentela
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che ha riconosciuto l'usucapione di una servitù di passaggio tra parenti. La Corte ha stabilito che, sebbene l'uso del passaggio fosse inizialmente tollerato per via dei legami familiari, la situazione è cambiata quando sono sorti dei dissidi. Da quel momento, il possesso è diventato avverso e idoneo a far maturare l'usucapione, poiché esercitato per oltre vent'anni. La pronuncia chiarisce che l'opposizione del proprietario, anziché interrompere il possesso, può in realtà qualificarlo come utile all'usucapione, trasformando la mera tolleranza in possesso pieno. Viene inoltre confermata la natura 'apparente' della servitù, data la presenza di una corte e una scala esterna, opere visibili e permanenti destinate al suo esercizio.
Continua »
Servitù apparente: cosa fare se l’opera non si vede?
La Corte di Cassazione affronta un caso di servitù di scarico fognario, chiarendo i requisiti della cosiddetta servitù apparente. La Corte ha stabilito che opere interrate e non visibili, come tubature e un pozzo nero, non soddisfano il requisito dell'apparenza necessario per la costituzione di una servitù per destinazione del padre di famiglia o per usucapione. Pur confermando l'inesistenza della servitù, la sentenza d'appello è stata cassata per non essersi pronunciata sulla conseguente domanda di rimozione delle opere e di rimborso spese.
Continua »
Servitù apparente: i requisiti per l’usucapione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 34881/2024, ha rigettato il ricorso di un proprietario che rivendicava una servitù di passaggio per usucapione. La decisione si fonda sulla mancanza del requisito della "apparenza", ovvero l'assenza di opere visibili e permanenti inequivocabilmente destinate all'esercizio del passaggio. Secondo la Corte, un semplice varco o una scala non sono sufficienti se non dimostrano in modo manifesto la loro specifica funzione di servitù a vantaggio del fondo vicino, confermando che per la configurazione di una servitù apparente è necessario un "quid pluris" che ne attesti la destinazione specifica.
Continua »
Usucapione servitù apparente: il portone basta?
La Corte di Cassazione conferma che l'esistenza di opere visibili e permanenti, come un portone, è sufficiente per l'usucapione di una servitù apparente di passaggio. La Corte chiarisce anche che, nel sistema tavolare, l'usucapione prevale sull'acquisto successivo, anche se l'acquirente non era a conoscenza della servitù, poiché non si tratta di un conflitto tra diritti incompatibili. La decisione si fonda sulla natura dell'usucapione come modo di acquisto a titolo originario.
Continua »
Garanzia vizi cosa venduta: onere apparente
Una società immobiliare ha citato in giudizio l'ente venditore di un'area esterna per ottenere una riduzione del prezzo, a causa dell'esistenza di una servitù di passaggio veicolare non dichiarata nel contratto di compravendita. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la garanzia per vizi della cosa venduta non opera quando l'onere è facilmente riconoscibile. In questo caso, il legale rappresentante della società acquirente conosceva da anni lo stato dei luoghi e l'uso del piazzale per il transito di veicoli, rendendo l'onere di fatto apparente e annullando il diritto alla tutela.
Continua »
Servitù apparente: finestre tamponate e usucapione
La Corte di Cassazione ha stabilito che delle finestre provvisoriamente tamponate con mattoni non costituiscono un'opera idonea a configurare una servitù apparente di veduta, requisito necessario per l'acquisto tramite usucapione. Il caso riguardava una disputa tra vicini, in cui uno sosteneva di aver usucapito il diritto di veduta nonostante le aperture fossero chiuse. La Corte ha chiarito che l'apparenza richiede opere visibili e inequivocabili nella loro funzione, cosa che non si verifica con finestre murate. Inoltre, ha ribadito che il contratto definitivo di compravendita supera il preliminare e le clausole generiche sulle servitù non hanno valore costitutivo.
Continua »