La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37222/2025, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un'ordinanza di riesame che confermava il sequestro probatorio smartphone. La Corte ha stabilito che l'accesso ai dati è legittimo se il sequestro, operato d'iniziativa dalla polizia giudiziaria, viene convalidato dal Pubblico Ministero. Inoltre, ha ritenuto che la presenza di foto di stupefacenti, messaggi, ingente denaro contante e precedenti specifici costituisse un sufficiente 'fumus commissi delicti', rendendo il sequestro giustificato.
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