LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Sequestro Preventivo Del Denaro

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sequestro preventivo del denaro tra incassi e spaccio
I giudici hanno confermato il sequestro preventivo del denaro per oltre cinquantaduemila euro a carico del titolare di una macelleria, indagato per spaccio continuato di cocaina e hashish. Gli inquirenti hanno scoperto la somma in contanti nascosta nel retrobottega insieme alla droga e agli strumenti di pesatura. La difesa ha chiesto il dissequestro parziale della somma, sostenendo che una parte dei contanti derivasse dai guadagni leciti dell'attività commerciale. Il Tribunale del Riesame ha respinto l'istanza evidenziando la sproporzione evidente tra i ricavi dichiarati e il denaro contante occultato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: la motivazione dei giudici di merito è solida, logica e coerente. L'indagato perde la disponibilità dell'intera somma e deve versare tremila euro alla Cassa delle Ammende oltre alle spese processuali.
Continua »
Sequestro preventivo del denaro: affitti dichiarati e spaccio reale
L'Indagato subisce il sequestro preventivo del denaro pari a 2.070 euro, ritenuto profitto del reato di spaccio di sostanze stupefacenti. Le forze dell'ordine rinvengono droga, bilancini di precisione, materiale per il confezionamento e un'agenda con conteggi delle vendite. Il giovane sostiene che la somma derivi da affitti e aiuti familiari, a fronte di buste paga quasi nulle. Il Tribunale del riesame conferma la misura cautelare finalizzata alla confisca. L'Indagato propone ricorso per cassazione lamentando vizi di motivazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile: contro i provvedimenti cautelari reali il ricorso è ammesso solo per violazione di legge e non per rivalutare le prove di merito. L'Indagato deve versare le spese e tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Sequestro preventivo del denaro: bloccati anche i fondi leciti
Un amministratore societario ha subito il sequestro preventivo del denaro per un valore di 450.000 euro giacenti sui propri conti correnti. La misura rientra in un'indagine per bancarotta fraudolenta per distrazione che coinvolge oltre 28 milioni di euro sottratti a una società fallita. L'amministratore ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo che le somme bloccate derivassero da entrate lecite successive ai fatti contestati. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso confermando la legittimità del blocco. I giudici hanno chiarito che il denaro è un bene fungibile e la sua confisca diretta non richiede la dimostrazione dell'origine illecita dei singoli saldi, bastando l'accrescimento patrimoniale derivato dal reato. L'amministratore perde definitivamente il ricorso e deve pagare le spese processuali.
Continua »
Sequestro preventivo del denaro: leciti risparmi o profitto?
L'Indagata, accusata di associazione per delinquere finalizzata all'illecito commercio di farmaci, ha subito il sequestro preventivo del denaro presente su libretti postali, polizze e buoni fruttiferi. La difesa ha sostenuto che tali somme provenivano dai risparmi leciti donati dalla madre e non costituivano profitto del crimine. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dichiarandolo inammissibile. I giudici hanno chiarito che il denaro è un bene fungibile per sua natura. Pertanto, la misura cautelare sui conti fino a concorrenza del profitto illecito stimato è valida come sequestro diretto, a prescindere dall'origine lecita della specifica provvista monetaria posseduta.
Continua »
Sequestro preventivo del denaro: lecito anche su conti personali
L'indagata, socia di una società legata a un gruppo imprenditoriale fallito, è stata coinvolta in un'inchiesta per bancarotta fraudolenta per distrazione. Complessi passaggi finanziari tra società collegate hanno sottratto risorse ai creditori, trasferendole su conti personali dei soci. Il Tribunale ha disposto il Sequestro preventivo del denaro giacente sui conti dell'indagata. La difesa ha ricorso in Cassazione sostenendo che le somme sequestrate derivassero dalla vendita di un immobile personale e fossero lecite. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che il denaro è un bene fungibile: il sequestro diretto del profitto attinge qualsiasi somma presente nel patrimonio dell'indagato fino a concorrenza del valore illecito, prescindendo dall'origine lecita o illecita dei singoli versamenti.
Continua »