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Sequestro Per Equivalente

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113 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Riesame sequestro preventivo: quando impugnare?
La Corte di Cassazione ha rigettato un ricorso, stabilendo un principio fondamentale sul riesame del sequestro preventivo: l'impugnazione è ammissibile solo dopo l'effettiva esecuzione del provvedimento. Nel caso specifico, una società aveva impugnato il blocco di un conto corrente prima che la polizia giudiziaria avesse formalizzato il sequestro, rendendo il ricorso prematuro e quindi inammissibile. La Corte ha chiarito che il termine di dieci giorni per l'impugnazione decorre dalla data di esecuzione o dalla successiva conoscenza di essa da parte dell'interessato.
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Sequestro preventivo: auto e soldi, quando è duplicato?
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza che confermava un sequestro preventivo di una somma di denaro, in aggiunta a un'autovettura già sequestrata come prezzo di un reato di corruzione. La Corte ha ritenuto illogica e apparente la motivazione del Tribunale, che non aveva distinto correttamente tra sequestro diretto del bene-tangente (l'auto) e sequestro per equivalente (la somma di denaro), creando una potenziale duplicazione della misura cautelare.
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Sequestro per equivalente per truffa bonus edilizi
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro per equivalente sui beni personali del socio unico di una società, ritenuto il 'dominus di fatto' di una frode milionaria legata a crediti d'imposta fittizi per bonus edilizi. La Corte ha stabilito che la misura è legittima anche se l'indagato non ricopriva formalmente la carica di amministratore al momento dei fatti, poiché il suo coinvolgimento effettivo e continuativo è stato provato. Il sequestro è stato ritenuto proporzionato al profitto del reato, non al singolo emolumento percepito dall'indagato.
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Sequestro per equivalente: beni del terzo confiscabili
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di sequestro per equivalente su beni immobili intestati alla compagna di un indagato per riciclaggio. La Corte ha stabilito che il sequestro è legittimo quando, nonostante l'intestazione formale a un terzo, i beni sono nella "effettiva disponibilità" dell'indagato. Nel caso di specie, la convivenza, la tempistica dell'acquisto e l'assenza di prove sulla lecita provenienza del denaro hanno supportato la decisione di mantenere il vincolo sui beni.
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Sequestro per equivalente: limiti e prove necessarie
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo su un conto corrente, stabilendo principi chiave sul sequestro per equivalente. La Corte ha chiarito che, in assenza di prova della derivazione diretta del denaro dal reato, il sequestro è 'per equivalente' e deve rispettare i limiti di impignorabilità previsti per stipendi e pensioni. La decisione è stata presa in un caso riguardante la presunta indebita percezione del reddito di cittadinanza, dove l'indagato aveva dimostrato l'origine lecita delle somme sequestrate.
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Sequestro per equivalente: i limiti per i reati tributari
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6295/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un amministratore contro un sequestro per equivalente sui suoi beni personali. La misura era stata disposta a seguito di reati tributari commessi dalla società da lui gestita. La Corte ha confermato la legittimità del sequestro, chiarendo che quando il profitto diretto del reato (l'imposta evasa) non è reperibile nel patrimonio della società perché incapiente, si può procedere in via sussidiaria sui beni dell'amministratore. La sentenza ribadisce la distinzione tra profitto diretto del reato e il reimpiego di tali somme, escludendo che i beni aziendali acquistati successivamente possano essere oggetto di sequestro diretto senza una prova del nesso causale.
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Sequestro preventivo crediti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il sequestro preventivo di crediti d'imposta, derivanti da bonus edilizi e ritenuti di provenienza illecita, è legittimo anche se i crediti non possiedono un codice identificativo univoco. La Corte ha chiarito che l'assenza di tale codice non rende i crediti beni fungibili come il denaro, e pertanto possono essere oggetto di sequestro preventivo anche se detenuti da un terzo acquirente in buona fede. La misura cautelare è giustificata dalla necessità di impedire la circolazione del bene e la protrazione delle conseguenze del reato.
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Sequestro per equivalente: illegittimo sui beni sociali
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro per equivalente disposto sui beni di una società per reati tributari del legale rappresentante. La Suprema Corte ha chiarito che tale misura è illegittima se il giudice non accerta preventivamente che la società sia un mero 'schermo fittizio' utilizzato dall'indagato e se manca una motivazione sul 'periculum in mora', ossia il rischio concreto che i beni vengano dispersi.
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Sequestro per equivalente: stop alla solidarietà
La Corte di Cassazione interviene sul tema del sequestro per equivalente in caso di concorso di persone nel reato. In una vicenda di frode fiscale su prodotti petroliferi, la Suprema Corte ha stabilito che la misura cautelare non può essere disposta in solido per l'intero profitto nei confronti di un singolo concorrente, ma deve essere limitata alla quota di profitto da lui effettivamente percepita. Se la quota non è determinabile, il profitto totale va diviso in parti uguali. La sentenza annulla parzialmente l'ordinanza impugnata con rinvio per una nuova quantificazione.
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Sequestro per equivalente: conti bloccati anche dopo
Due persone, indagate per truffa aggravata, si sono viste sequestrare un immobile per coprire il profitto del reato. Nonostante ciò, i loro conti correnti sono rimasti bloccati. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della misura, spiegando che nel caso di sequestro per equivalente, il vincolo può estendersi anche a somme di origine lecita accreditate successivamente, fino al raggiungimento dell'intero importo. La Corte ha inoltre chiarito che il giudice d'appello cautelare può integrare la motivazione del provvedimento di primo grado.
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Sequestro criptovalute: Cassazione annulla sequestro
Un contribuente ha subito il sequestro di Bitcoin, ritenuti dalla Procura il profitto di un'evasione fiscale. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento, stabilendo che il profitto del reato tributario è l'importo in euro dell'imposta evasa, non la criptovaluta. Di conseguenza, il sequestro criptovalute in questo contesto non è un sequestro diretto del profitto, ma un sequestro per equivalente, soggetto a regole diverse. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame.
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Sequestro per equivalente: gerarchia e onere di prova
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro preventivo, stabilendo una chiara gerarchia nell'aggressione dei patrimoni. In caso di reato commesso a vantaggio di una società, si deve procedere prima con il sequestro diretto del profitto presso l'ente, poi con il sequestro per equivalente sui beni della stessa società e, solo in via residuale, sui beni dell'amministratore. La Corte ribadisce inoltre la necessità di una motivazione specifica sul 'periculum in mora', non potendo essere automatica.
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Sequestro reati tributari: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato un'ordinanza di sequestro preventivo emessa per vari reati tributari a carico di due presunti amministratori di fatto. La Corte ha ritenuto insufficiente e congetturale la motivazione del Tribunale del riesame riguardo ad alcuni capi d'accusa, come la dichiarazione fraudolenta e l'omesso versamento di ritenute. La sentenza ribadisce la necessità di un solido quadro indiziario, non basato su mere presunzioni, per giustificare il sequestro per reati tributari.
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