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Sequestro Per Equivalente

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113 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sequestro per equivalente: quando si può revocare?
La Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava un sequestro per equivalente sui beni di un amministratore per reati tributari della sua società. La Corte ha stabilito che tale misura è applicabile solo se è impossibile procedere con un sequestro diretto sui beni della società. Inoltre, la mancata impugnazione iniziale del sequestro non impedisce di chiederne la revoca in un secondo momento, specialmente in presenza di fatti nuovi come la riduzione del debito o la capienza del patrimonio sociale.
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Duplice sequestro: legittimo per i reati tributari
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due amministratori indagati per omesso versamento di ritenute e sottrazione fraudolenta di beni. I ricorrenti sostenevano l'illegittimità di un duplice sequestro, ritenendolo una duplicazione ingiustificata. La Corte ha invece stabilito la piena legittimità del duplice sequestro, chiarendo che i due reati (omesso versamento e sottrazione fraudolenta) tutelano beni giuridici diversi e generano profitti distinti e non sovrapponibili, giustificando così l'applicazione di due misure cautelari reali separate.
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Motivazione apparente: annullato sequestro preventivo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per riciclaggio a causa della motivazione apparente del Tribunale del riesame. La Corte ha stabilito che il giudice non può limitarsi a formule di stile, ma deve confrontarsi analiticamente con le specifiche censure difensive, specialmente riguardo la sussistenza del fumus commissi delicti e i presupposti per il sequestro per equivalente. La mancata risposta puntuale alle obiezioni della difesa ha reso il provvedimento invalido.
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Sequestro per equivalente: motivazione e annullamento
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato un'ordinanza di sequestro per equivalente in un caso di indebita compensazione di crediti fiscali. I ricorsi di due indagati sono stati accolti per difetto di motivazione individualizzata sul periculum in mora e sulla consapevolezza del reato, mentre i ricorsi di altri due sono stati dichiarati inammissibili. La sentenza ribadisce che il sequestro per equivalente richiede una motivazione specifica e non generica, basata sulla posizione concreta di ogni singolo indagato.
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Sequestro per equivalente: no alla solidarietà passiva
La Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro per equivalente per reati fiscali. Il sequestro era stato applicato per l'intero profitto a uno dei co-indagati, in violazione del principio che esclude la solidarietà passiva e impone di commisurare la misura alla quota di profitto effettivamente conseguita da ciascuno. Confermato invece il rigetto degli altri motivi su competenza territoriale e sussidiarietà del sequestro.
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Confisca per reati tributari: quando è legittima?
Un imprenditore, condannato per gravi violazioni fiscali, cede una società a un'anziana parente per sottrarla a un ingente debito con l'Erario. La nipote, ereditata la società, si oppone alla confisca, ma la Corte di Cassazione rigetta il ricorso. La sentenza conferma la legittimità della confisca per reati tributari quando la cessione è provata essere un'operazione fraudolenta, considerando la società stessa come profitto del reato di sottrazione fraudolenta.
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Sequestro preventivo quote: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo quote di una S.r.l., ritenendo irrilevante che l'attività illecita contestata fosse minoritaria rispetto al fatturato. La misura è legittima per impedire la reiterazione del reato, anche se un altro capo d'imputazione è stato annullato, poiché per il mantenimento del vincolo è sufficiente la sussistenza di un solo presupposto cautelare.
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Sequestro preventivo: ricorso e limiti in Cassazione
Un imprenditore ha impugnato un'ordinanza di sequestro preventivo per reati tributari. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, fornendo importanti chiarimenti sui limiti dell'impugnazione. In particolare, ha ribadito che solo i terzi contitolari possono contestare il sequestro su beni cointestati e che un nuovo sequestro è possibile se il precedente è stato annullato per vizi procedurali. La sentenza conferma inoltre la natura sussidiaria del sequestro per equivalente e i ristretti margini di sindacato sul 'fumus commissi delicti' in sede di legittimità.
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Sequestro per equivalente: limiti e ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro per equivalente esteso ai beni di una società. La sentenza chiarisce che le questioni relative alle modalità esecutive del sequestro, come l'aggressione di beni di un soggetto terzo, non possono essere fatte valere con il riesame ma con l'apposito incidente di esecuzione. Viene inoltre confermata la regola sulla competenza territoriale per il reato di corruzione, radicata nel luogo di consumazione del reato.
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Profitto autoriciclaggio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37830/2025, ha rigettato il ricorso di un soggetto indagato per associazione a delinquere e autoriciclaggio. La Corte ha stabilito che il profitto autoriciclaggio è costituito dall'intero valore dei beni oggetto delle operazioni di occultamento, e non solo da un eventuale guadagno ulteriore. Ha inoltre chiarito che il principio del 'ne bis in idem' non si applica se i procedimenti per reati in concorso formale sono pendenti contemporaneamente, senza che vi sia una sentenza definitiva.
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Profitto del reato di riciclaggio: l’intero importo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 38785/2024, ha stabilito che il profitto del reato di riciclaggio corrisponde all'intero valore delle somme oggetto delle operazioni illecite. Nel caso esaminato, un titolare di tabaccheria aveva facilitato il riciclaggio di fondi provenienti da indebite percezioni del reddito di cittadinanza attraverso finte transazioni POS. La Corte ha rigettato il ricorso dell'indagato, il quale sosteneva che il profitto sequestrabile dovesse limitarsi alla sua 'commissione', confermando invece il sequestro per l'intero ammontare delle somme movimentate, pari a oltre 465.000 euro.
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Sequestro per equivalente: i poteri del Riesame
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37167/2024, ha chiarito i poteri del Tribunale del Riesame in materia di sequestro per equivalente. La Corte ha stabilito che il Riesame può integrare una motivazione 'carente' ma non 'insussistente' del provvedimento originario riguardo al 'periculum in mora'. Viene inoltre ribadito che la scelta dei beni da sottoporre a sequestro è di competenza del Pubblico Ministero in fase esecutiva, non del giudice che emette il provvedimento.
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Sequestro per equivalente: limiti del ricorso del terzo
La Corte di Cassazione Penale dichiara inammissibile il ricorso di terzi avverso un sequestro per equivalente. I beni, formalmente intestati a società e al coniuge, sono ritenuti nella disponibilità dell'imputato. Il terzo può solo contestare la titolarità del bene, non i presupposti del sequestro.
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Sequestro per equivalente: il profitto del riciclaggio
La Corte di Cassazione chiarisce la nozione di profitto nel reato di riciclaggio ai fini del sequestro per equivalente. Anche l'utilizzo di somme di provenienza illecita per pagare debiti tributari costituisce un vantaggio economico per la società, legittimando la misura cautelare reale. La sentenza dichiara inammissibile il ricorso di una società, confermando che la disponibilità di fondi illeciti per adempiere a obbligazioni legali rappresenta un incremento patrimoniale confiscabile.
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Interesse a impugnare: quando si può ricorrere?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un amministratore contro un sequestro preventivo, stabilendo che manca l'interesse a impugnare se il bene vincolato appartiene a un terzo. Il caso riguardava un conto corrente intestato al figlio del ricorrente, sul quale quest'ultimo aveva solo una delega. La Corte ha chiarito che, poiché un eventuale annullamento del sequestro non avrebbe portato un vantaggio diretto al ricorrente ma al figlio, l'impugnazione non può essere accolta per carenza di un interesse concreto e personale.
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Sequestro per equivalente: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'indagata contro un'ordinanza di sequestro per equivalente per un valore di 165.000 euro, relativo a ipotesi di truffa. La Corte ha ribadito che il sequestro per equivalente è legittimo quando il sequestro diretto del profitto del reato risulta, anche solo temporaneamente, impraticabile. Le questioni sulle modalità esecutive della misura, inoltre, non sono contestabili in Cassazione ma in sede di incidente di esecuzione.
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Sequestro crediti Superbonus: legittimo verso terzi
Due istituti di credito hanno presentato ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo riguardante crediti fiscali derivanti dal "Superbonus 110%", acquisiti da un consorzio edile indagato per truffa e autoriciclaggio. I ricorrenti sostenevano di essere terzi in buona fede e che i crediti non fossero più rintracciabili una volta entrati nel loro cassetto fiscale. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi, stabilendo la piena legittimità del sequestro crediti Superbonus. La Corte ha chiarito che tali crediti costituiscono "cose pertinenti al reato" e che la loro cessione non ne sana l'origine illecita. Di conseguenza, possono essere sequestrati anche presso terzi acquirenti, indipendentemente dalla loro buona fede, per impedire la continuazione degli effetti del reato.
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Sequestro preventivo per reati tributari: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi contro un'ordinanza di sequestro preventivo per oltre 71 milioni di euro, emessa per reati di associazione per delinquere e frode fiscale. La Corte ha ribadito che, ai fini del sequestro preventivo, l'obbligo di 'autonoma valutazione' del giudice non impone una riscrittura degli atti, ma un vaglio critico effettivo. Ha inoltre confermato la legittimità del sequestro per equivalente nei confronti degli amministratori quando il profitto del reato non è facilmente rintracciabile nel patrimonio della società.
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Sequestro per equivalente: quando la cessione è fittizia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna contro il sequestro per equivalente di un immobile, formalmente cointestato ma ritenuto nella piena disponibilità del convivente, indagato per truffa aggravata. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale, giudicando la cessione del 50% della proprietà come 'apparente'. Elementi come la mancanza di prova del pagamento, un accollo del mutuo solo interno e l'enorme sproporzione tra il prezzo di vendita e i costi di ristrutturazione sostenuti, hanno reso la motivazione del sequestro solida e non censurabile.
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Sequestro per equivalente: quando è legittimo sui beni?
La Cassazione conferma la legittimità di un sequestro per equivalente sui beni personali di un'amministratrice, anche a seguito del dissequestro dei beni delle società. La Corte chiarisce che il presupposto (incapienza dei beni sociali) era sussistente al momento dell'esecuzione del sequestro sui beni personali. L'eventuale illegittimità del precedente atto di dissequestro doveva essere impugnata separatamente e non può invalidare il sequestro successivo.
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