LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Sequestro Liberatorio

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Procedimento previsto dall'art. 687 c.p.c. con cui un debitore, in caso di contestazione sul titolare del credito, può depositare la somma dovuta per liberarsi dalla propria obbligazione, lasciando che sia il giudice a stabilire a chi spetti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Pagamento di assegni circolari: obblighi e antiriciclaggio
Due beneficiari richiedevano il pagamento di assegni circolari per somme elevate, rifiutando il bonifico bancario e pretendendo modalità incompatibili con i controlli antiriciclaggio. L'istituto di credito rifiutava l'incasso diretto per osservare i doveri di legge e richiedeva il sequestro liberatorio delle somme. Successivamente l'autorità penale disponeva il sequestro e la confisca dei titoli. La Corte di Cassazione ha confermato la piena legittimità del comportamento della banca, sancendo che la confisca dei titoli fa venir meno l'interesse al giudizio civile e la possibilità materiale di incasso. I richiedenti hanno perso la causa e sono stati condannati anche per lite temeraria.
Continua »
Polizza vita: l’ex marito incassa e l’ex moglie perde la causa
Una disputa sulla titolarità di una polizza vita giunge in Cassazione. L'Ex Marito, assicurato e pagatore dei premi, rivendica il capitale alla scadenza del contratto 'caso vita'. L'Ex Moglie, originariamente indicata come beneficiaria solo in caso di morte, pretende la somma sostenendo di essere stata nominata beneficiaria generale dalla società contraente. I giudici di merito danno ragione all'Ex Marito, distinguendo nettamente tra l'indennizzo per sopravvivenza e quello per morte. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso dell'Ex Moglie per difetto di autosufficienza e per non aver contestato la distinzione fondamentale tra le due coperture. L'Ex Marito ottiene definitivamente lo svincolo dei fondi sequestrati, mentre l'Ex Moglie viene condannata a pagare le spese processuali.
Continua »
Credito conteso: chi perde paga, anche se il debitore avvia la causa
Un debitore, incerto su chi pagare tra due creditori che rivendicavano lo stesso credito, avvia una procedura di sequestro liberatorio. Nel successivo giudizio, il tribunale dà ragione a una Banca Cessionaria. Il creditore perdente ricorre in Cassazione, sostenendo di non dover pagare le spese legali perché la causa era nata da un'incertezza oggettiva del debitore. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che il **principio di soccombenza** si applica sempre: chi perde la disputa sulla titolarità del credito deve pagare le spese, a prescindere da chi abbia iniziato il giudizio.
Continua »
Sequestro liberatorio: i rimedi contro le spese
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un locatore contro la condanna al pagamento delle spese in un procedimento di sequestro liberatorio. Tale procedimento, avviato dal conduttore per liberarsi dall'obbligo di riconsegna di un immobile non accettato dal locatore, è stato qualificato come misura cautelare. Di conseguenza, il provvedimento che decide sulle spese non è definitivo e deve essere impugnato con il reclamo specifico per i procedimenti cautelari, non con ricorso straordinario in Cassazione.
Continua »
Creditore Apparente: Pagamento Liberatorio? No, se c’è Conflitto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27439/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di pagamento al creditore apparente. Il caso riguardava una compagnia assicurativa che, di fronte a richieste di liquidazione di una polizza vita da parte di due diversi nuclei di eredi, aveva pagato uno di essi, ritenendolo il creditore apparente. La Corte ha cassato la decisione di merito, affermando che la norma sul pagamento liberatorio (art. 1189 c.c.) non si applica quando il debitore è a conoscenza di un palese conflitto tra più pretendenti. In tali situazioni, l'apparenza non è 'univoca' e il debitore non può ritenersi in 'buona fede', avendo a disposizione altri strumenti legali per tutelarsi, come il deposito giudiziale della somma, senza rischiare di dover pagare due volte.
Continua »