LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Scorrimento Della Graduatoria

Pagina 3 di 4

67 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Appalto non genuino: come valutarlo per un singolo lavoratore
Una psicologa, formalmente dipendente di una cooperativa, ha lavorato per anni presso un'azienda sanitaria pubblica. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 20008/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla valutazione di un appalto non genuino. Quando l'appalto riguarda la prestazione di un singolo professionista, l'indagine sulla genuinità del contratto deve concentrarsi specificamente sulla situazione di quel lavoratore, analizzando il potere direttivo e organizzativo esercitato dalla cooperativa su di lui. Non è corretto, in questi casi, valutare l'organizzazione della cooperativa nel suo complesso, considerando tutti i servizi forniti all'azienda sanitaria. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello, che aveva erroneamente adottato un approccio globale, e ha rinviato il caso per un nuovo esame basato su questo specifico criterio.
Continua »
Scorrimento graduatoria: quando esiste il diritto?
Un dipendente pubblico, idoneo ma non vincitore in un concorso del 1997, ha richiesto l'assunzione tramite scorrimento graduatoria a seguito della vacanza di nuove posizioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, ribadendo che lo scorrimento graduatoria non è un diritto soggettivo del candidato, ma una scelta discrezionale della Pubblica Amministrazione. Tale diritto sorge solo se l'amministrazione manifesta esplicitamente la volontà di utilizzare la graduatoria esistente.
Continua »
Scorrimento graduatoria: facoltà e non obbligo P.A.
Un candidato idoneo in un concorso pubblico, classificatosi subito dopo i vincitori, ha agito in giudizio per ottenere l'assunzione a seguito della rinuncia di uno di questi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che lo scorrimento graduatoria è una scelta discrezionale (una facoltà) della Pubblica Amministrazione e non un obbligo. Pertanto, l'idoneo non vincitore non vanta un diritto soggettivo all'assunzione.
Continua »
Assegno ad personam: calcolo e riassorbimento dinamico
Un dipendente, assunto per scorrimento di graduatoria, ha ottenuto il riconoscimento di un assegno ad personam per equiparare il suo stipendio a quello dei vincitori di un concorso. La Cassazione ha confermato la decisione d'appello, stabilendo che il calcolo del riassorbimento di tale assegno non è fisso al momento dell'assunzione, ma deve tenere conto degli sviluppi economici successivi delle posizioni di riferimento, garantendo un'equiparazione dinamica.
Continua »
Scorrimento graduatorie: no al diritto soggettivo
Una dipendente pubblica otteneva in appello il diritto alla promozione tramite scorrimento di una graduatoria di un concorso interno del 2007. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che lo scorrimento graduatorie non è un diritto soggettivo del candidato idoneo, ma una scelta discrezionale della Pubblica Amministrazione. Inoltre, la Corte ha affermato che le nuove leggi (ius superveniens), come il D.Lgs. 150/2009 che limita le progressioni puramente interne, si applicano anche alle graduatorie preesistenti, precludendo lo scorrimento se la procedura originaria non è conforme alle nuove norme.
Continua »
Giurisdizione scorrimento graduatoria: chi decide?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la controversia sull'assunzione da una graduatoria esistente rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo, e non di quello ordinario, quando la Pubblica Amministrazione decide di indire un nuovo concorso invece di procedere allo scorrimento. Questa scelta, essendo espressione di potere discrezionale organizzativo, configura in capo al candidato un interesse legittimo e non un diritto soggettivo. L'ordinanza chiarisce un punto fondamentale sulla giurisdizione scorrimento graduatoria nel pubblico impiego.
Continua »
Scorrimento graduatoria: chi decide tra i giudici?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8452/2024, ha chiarito la ripartizione della giurisdizione in materia di assunzioni pubbliche. Se la Pubblica Amministrazione decide di non procedere allo scorrimento graduatoria, preferendo assunzioni esterne, la competenza è del giudice amministrativo, trattandosi di una scelta discrezionale. Se invece il contenzioso riguarda le modalità irregolari con cui lo scorrimento è stato effettuato, la giurisdizione spetta al giudice ordinario, poiché viene leso il diritto soggettivo del candidato all'assunzione secondo l'ordine di merito.
Continua »
Giurisdizione scorrimento graduatoria: chi decide?
Un dipendente pubblico, idoneo in una graduatoria interna, ha contestato la decisione del suo ente di non procedere allo scorrimento per coprire posti vacanti. La Corte di Cassazione ha stabilito che la giurisdizione in questi casi spetta al giudice amministrativo. La scelta di non utilizzare una graduatoria è considerata un atto di "macro-organizzazione", espressione di potere discrezionale pubblico, che incide su un interesse legittimo del dipendente e non su un suo diritto soggettivo alla promozione.
Continua »
Scorrimento graduatoria: quando sorge il diritto?
Un candidato idoneo in un concorso pubblico, classificatosi oltre il numero dei posti disponibili, ha intrapreso un lungo percorso legale per ottenere l'assunzione a seguito di rinunce da parte dei vincitori. La Corte di Cassazione ha esaminato il caso, incentrato sulla determinazione della corretta data di decorrenza giuridica del rapporto di lavoro e sul risarcimento del danno. La decisione finale ha dichiarato inammissibile il ricorso del candidato per motivi procedurali, in particolare per la violazione del principio di autosufficienza. La Suprema Corte ha confermato la decisione di merito che aveva limitato le pretese del lavoratore sulla base di un precedente giudicato amministrativo, evidenziando come lo scorrimento graduatoria non determini un diritto automatico e immediato all'assunzione dalla data della rinuncia dei vincitori.
Continua »
Proroga contratto a termine: parità tra idonei e vincitori
Un ente pubblico di ricerca ha negato una proroga biennale del contratto a termine a una dipendente assunta tramite scorrimento di graduatoria, concedendola solo ai vincitori diretti del concorso. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello, stabilendo che un accordo sindacale che prevede tale proroga si applica a tutto il personale assunto da quel concorso, senza distinzioni. La Corte ha ritenuto l'interpretazione del giudice di merito plausibile e ha rigettato il ricorso dell'ente, affermando il principio di parità di trattamento.
Continua »
Scorrimento graduatoria: chi decide il giudice?
Una candidata idonea in una graduatoria pubblica ha citato in giudizio l'ente per ottenere l'assunzione tramite scorrimento graduatoria. La Corte d'Appello le aveva dato ragione, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la giurisdizione spetta al giudice amministrativo. Il diritto all'assunzione per scorrimento, infatti, non è automatico ma sorge solo a seguito di una scelta esplicita dell'amministrazione. In assenza di tale decisione, il candidato vanta solo un interesse legittimo, non un diritto soggettivo.
Continua »
Ricorso per Cassazione: inammissibile se confuso
Una candidata in un concorso pubblico ha impugnato l'assunzione di una collega con punteggio inferiore. Il suo ricorso per Cassazione è stato dichiarato inammissibile perché i motivi di impugnazione erano confusi e mescolavano, in modo inestricabile, profili di violazione di legge con richieste di riesame dei fatti, attività preclusa al giudice di legittimità. La Suprema Corte ha ribadito che un ricorso per Cassazione deve essere formulato con rigore tecnico per poter essere esaminato nel merito.
Continua »
Progressione verticale: senza autorizzazione è illegittima
Una dipendente pubblica ha richiesto la riclassificazione a una qualifica superiore basandosi su una selezione interna per 920 posti, di cui solo 460 erano stati autorizzati. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta, affermando che senza la necessaria autorizzazione per i posti aggiuntivi, non sorge alcun diritto acquisito alla progressione verticale, specialmente dopo che una nuova legge ha modificato le regole. La Corte ha quindi confermato che la riclassificazione era stata correttamente negata.
Continua »
Diritto all’assunzione: quando non spetta lo scorrimento
La Corte di Cassazione ha negato il diritto all'assunzione a dipendenti pubblici risultati idonei in una graduatoria per una progressione di carriera. La decisione si fonda su due pilastri: la mancanza di una specifica autorizzazione governativa per i posti eccedenti i primi coperti e l'entrata in vigore di una nuova legge (ius superveniens) prima dell'approvazione della graduatoria. Secondo la Corte, i candidati vantavano solo una mera aspettativa e non un diritto quesito, poiché la loro posizione giuridica non si era ancora consolidata.
Continua »
Progressione verticale: stop senza autorizzazione
La Corte di Cassazione ha negato il diritto alla progressione verticale a due dipendenti pubblici. Nonostante fossero risultati idonei in una selezione per 920 posti, l'Amministrazione aveva ricevuto autorizzazione solo per 460. La Corte ha stabilito che la mancanza dell'autorizzazione per i posti successivi e l'entrata in vigore di una nuova normativa (d.lgs. 150/2009) hanno impedito il sorgere di un diritto soggettivo all'inquadramento superiore, trattandosi di una mera aspettativa.
Continua »
Progressione verticale: quando sorge il diritto?
Un dipendente pubblico, risultato idoneo in una procedura di progressione verticale, si è visto negare la promozione a causa di una nuova legge (ius superveniens) entrata in vigore prima del consolidamento del suo diritto. La Cassazione ha confermato che il diritto all'assunzione sorge solo con l'approvazione della graduatoria e la collocazione in posizione utile per un posto autorizzato, non con la mera idoneità.
Continua »
Giudicato: limiti all’azione legale e abuso processo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un candidato idoneo in una graduatoria del 1999, il quale lamentava la mancata assunzione da parte di un ente pubblico. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la questione era già coperta da precedente giudicato, formatosi in seguito a numerosi contenziosi tra le stesse parti. Anche se il ricorrente ha tentato di basare la nuova azione su una delibera successiva, la Corte ha ritenuto che tale atto rientrasse nell'ambito di ciò che era già stato deciso o che si sarebbe potuto decidere nei precedenti giudizi. Infine, il ricorrente è stato condannato per abuso del processo a causa della sua insistenza nel riproporre la medesima lite.
Continua »
Scorrimento graduatorie PA: no diritto senza autorizzazione
Una lavoratrice del settore pubblico, risultata idonea in un concorso interno ma non vincitrice per i posti autorizzati, ha citato in giudizio l'amministrazione per ottenere l'assunzione tramite lo scorrimento della graduatoria. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che in assenza di una specifica autorizzazione governativa per la copertura dei posti aggiuntivi e a causa di una nuova legge (ius superveniens) che ha modificato le regole di assunzione, non sorge alcun diritto soggettivo allo scorrimento graduatorie PA. Il diritto all'assunzione non era ancora maturato al momento dell'entrata in vigore della nuova normativa.
Continua »
Appalti settori speciali: obblighi di progettazione
La Cassazione chiarisce la disciplina degli appalti settori speciali, confermando che l'appaltatore può essere contrattualmente obbligato a redigere una parte della progettazione esecutiva. Nel caso di specie, la mancata elaborazione del progetto per trivellazioni specialistiche ha legittimato la risoluzione del contratto per inadempimento e l'azzeramento del credito dell'impresa tramite compensazione con i danni subiti dalla committente.
Continua »
Danno comunitario: risarcimento per abuso contratti
La Corte di Cassazione ha riconosciuto il diritto al risarcimento per danno comunitario a una lavoratrice del settore sanitario per l'illegittima reiterazione di contratti a termine oltre il limite di 36 mesi. La Corte ha stabilito che la successiva assunzione a tempo indeterminato, avvenuta per scorrimento di una graduatoria concorsuale e non tramite una specifica procedura di stabilizzazione, non costituisce una misura riparatoria idonea a escludere il diritto al risarcimento del danno subito a causa dell'abuso.
Continua »