Un automobilista, condannato per essersi rifiutato di sottoporsi all'alcoltest, ottiene la sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità. A causa di ripetute assenze e violazioni degli impegni con il Comune ospitante, il Giudice dell'esecuzione revoca la sanzione sostitutiva, ripristinando l'intera pena originaria di arresto e ammenda. Il condannato ricorre in Cassazione. La Suprema Corte accoglie parzialmente il ricorso: sebbene la revoca sia legittima per via del comportamento inadempiente, il giudice non può ripristinare la pena iniziale per intero. È obbligatorio calcolare e sottrarre il periodo di attività lavorativa già svolto positivamente dal condannato prima dell'interruzione. La sentenza viene quindi annullata limitatamente al calcolo della pena residua, con rinvio al Tribunale per il ricalcolo.
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