LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Scientia Fraudis

Pagina 2 di 3

41 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Azione revocatoria: la prova del danno e della frode
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di una società in liquidazione contro la sentenza che dichiarava inefficace, tramite azione revocatoria, una cessione di ramo d'azienda. La Suprema Corte ha confermato l'inammissibilità dei motivi riguardanti il merito della vicenda e la prova della frode, poiché formulati in modo generico e privi dell'indicazione specifica delle norme violate. Tuttavia, ha accolto la doglianza relativa alla liquidazione delle spese legali, rilevando che il giudice d'appello aveva assegnato una somma superiore a quella indicata nella nota spese della parte vincitrice, violando il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
Continua »
Azione revocatoria: valida anche con ipoteca sul bene
La Corte di Cassazione conferma che un'azione revocatoria è ammissibile anche se l'immobile venduto dal debitore è gravato da ipoteca. Il pregiudizio per il creditore (eventus damni) non è escluso a priori, ma va valutato con un giudizio prognostico, considerando che l'ipoteca potrebbe estinguersi o non essere fatta valere in futuro, rendendo l'atto di vendita comunque dannoso per le ragioni del creditore.
Continua »
Fatture soggettivamente inesistenti: onere della prova
Una società alberghiera si vedeva contestare la detrazione IVA per fatture soggettivamente inesistenti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10136/2024, ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova: l'Amministrazione Finanziaria deve dimostrare che il contribuente sapeva o avrebbe dovuto sapere della frode, non necessariamente che vi abbia partecipato attivamente. La Corte ha cassato la decisione precedente, che aveva ignorato importanti elementi indiziari, rinviando il caso per un nuovo esame basato su questo principio.
Continua »
Notifica e dimora effettiva: la Cassazione decide
Una figlia impugna una sentenza revocatoria sostenendo la nullità della notifica, avvenuta presso la casa familiare e non alla sua residenza anagrafica. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che ai fini della notifica prevale la dimora effettiva, ovvero il luogo di reale abitazione, la cui determinazione è un accertamento di fatto incensurabile in sede di legittimità.
Continua »
Azione revocatoria separazione: i trasferimenti di beni
La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia dei trasferimenti immobiliari tra coniugi avvenuti durante la separazione consensuale. Il caso riguarda un'azione revocatoria per separazione intentata da un creditore contro due coppie, i cui mariti, garanti di debiti societari, avevano ceduto beni alle mogli. La Corte ha stabilito che tali atti, pur inseriti in accordi di separazione, danneggiavano le ragioni del creditore e che i coniugi beneficiari erano consapevoli del pregiudizio, data la loro vicinanza alle vicende societarie. Viene così rigettata la tesi difensiva secondo cui tali trasferimenti fossero atti dovuti e quindi non revocabili.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: vendita e frode ai creditori
Una società in difficoltà finanziarie vende i suoi rami d'azienda a un'altra società, gestita dal figlio dell'amministratore, per pagare i debiti. La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia della vendita tramite l'azione revocatoria ordinaria, stabilendo che l'operazione era un meccanismo fraudolento poiché esisteva un'alternativa più semplice (un mutuo diretto) e perché ha danneggiato alcuni creditori rimasti insoddisfatti.
Continua »
Azione revocatoria: il trust e la prova del danno
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di azione revocatoria intentata da un creditore per annullare la vendita di un immobile tra coniugi e il successivo conferimento dello stesso in un trust. La Corte ha rigettato il ricorso dei coniugi, confermando la decisione dei giudici di merito. L'ordinanza chiarisce che spetta al debitore dimostrare di possedere un patrimonio residuo sufficiente a garantire il creditore. Inoltre, la consapevolezza del coniuge acquirente del pregiudizio arrecato al creditore può essere presunta sulla base del rapporto coniugale e di altre circostanze, rendendo inefficace l'atto di disposizione.
Continua »
Azione revocatoria: vendita tra padre e figlia provata
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di una vendita immobiliare tra un padre e sua figlia, oggetto di un'azione revocatoria da parte di una società creditrice. La Suprema Corte ha stabilito che il rapporto di parentela stretto, unito al fatto che l'immobile venduto era l'unico bene del debitore, costituisce una presunzione sufficiente a dimostrare la consapevolezza della figlia del pregiudizio arrecato ai creditori, rendendo l'atto inefficace nei loro confronti.
Continua »
Prova presuntiva e azione revocatoria: il caso esaminato
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito che aveva dichiarato inefficace una compravendita immobiliare tramite azione revocatoria. La decisione è stata cassata perché basata su una prova presuntiva non valida: la precedente trascrizione di un sequestro conservativo, poi revocato e cancellato. La Suprema Corte ha chiarito che un singolo elemento indiziario, privo dei requisiti di gravità, precisione e concordanza, non è sufficiente a dimostrare la 'scientia fraudis' del terzo acquirente.
Continua »
Azione revocatoria: cessione d’azienda e pregiudizio
Una società creditrice ottiene l'inefficacia di una cessione di ramo d'azienda tra due società attraverso un'azione revocatoria. La Corte d'Appello ha confermato la decisione, stabilendo che il trasferimento, sebbene definito 'formale', costituiva un pregiudizio per il creditore (eventus damni) in quanto trasformava beni materiali in denaro, più facile da occultare. La Corte ha inoltre accertato la consapevolezza del danno (scientia fraudis) sia da parte del debitore che del terzo acquirente.
Continua »
Inammissibilità ricorso Cassazione: no a critiche sui fatti
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso avverso una sentenza che aveva accolto un'azione revocatoria. La Corte ha stabilito che i motivi di ricorso, sebbene formalmente presentati come violazioni di legge, in realtà celavano una richiesta di riesame dei fatti e delle prove, attività preclusa in sede di legittimità. La decisione conferma il principio secondo cui l'inammissibilità del ricorso in Cassazione scatta quando si tenta di ottenere una nuova valutazione del merito della causa.
Continua »
Nullità fideiussione: inammissibile se c’è giudicato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due garanti che contestavano un'azione revocatoria. I ricorrenti avevano sollevato la questione della nullità fideiussione per violazione delle norme antitrust, ma la Corte ha stabilito che la mancata opposizione a un precedente decreto ingiuntivo aveva creato un giudicato sulla validità del contratto. Pertanto, la questione della nullità non poteva essere sollevata in una fase successiva, consolidando la decisione dei giudici di merito.
Continua »
Omesso esame di fatti decisivi: Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una curatela fallimentare in un'azione revocatoria. La decisione si fonda sull'errata formulazione del motivo di ricorso per omesso esame di fatti decisivi, in violazione sia del principio della 'doppia conforme' sia dei requisiti di specificità richiesti per censurare le sentenze di merito. La Corte ha ribadito che il giudizio di legittimità non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio sul fatto.
Continua »
Litisconsorzio necessario: moglie parte del fondo
Una creditrice agisce in revocatoria contro un padre per un immobile trasferito al figlio. L'immobile proveniva da un fondo patrimoniale costituito con la moglie. La Cassazione annulla tutto: la moglie è litisconsorzio necessario e doveva essere inclusa nel processo sin dall'inizio, poiché la sua volontà è stata determinante per l'atto di disposizione.
Continua »
Credito litigioso: l’azione revocatoria è valida?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha affrontato il caso di un'azione revocatoria promossa da una società creditrice per far dichiarare inefficace la vendita di due immobili effettuata dalla società debitrice. Il punto centrale della controversia era la validità di tale azione a fronte di un credito litigioso, ovvero un credito la cui esistenza era ancora oggetto di accertamento in un separato giudizio. La Corte ha rigettato i ricorsi, confermando l'orientamento consolidato secondo cui l'azione revocatoria è uno strumento di tutela ammissibile anche per crediti non ancora certi, liquidi ed esigibili, equiparando la posizione del titolare di un credito litigioso a quella del titolare di un credito sottoposto a condizione.
Continua »
Datio in solutum: la Cassazione sulla revocabilità
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha confermato che la cessione di un immobile per estinguere un debito (datio in solutum) non è un atto dovuto e, pertanto, può essere soggetto ad azione revocatoria. Se tale atto di disposizione patrimoniale rende più incerta la riscossione del credito da parte di altri creditori, questi ultimi possono chiederne l'inefficacia. La Corte ha ribadito che la natura discrezionale della datio in solutum la differenzia dal mero adempimento di un debito scaduto, escludendola dall'esenzione prevista dalla legge.
Continua »
Azione revocatoria locazione: quando è inefficace
Una società debitrice concede in locazione un immobile ipotecato, rendendo più difficile l'espropriazione da parte del creditore. Il creditore agisce con un'azione revocatoria locazione. La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia del contratto, chiarendo che sono revocabili anche gli atti che semplicemente complicano il recupero del credito e che la nullità per mancata interruzione del processo a seguito di fallimento di una parte può essere eccepita solo dal curatore fallimentare.
Continua »
Prova presuntiva: quando è viziata la valutazione?
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito che aveva dichiarato inefficace un acquisto immobiliare tramite azione revocatoria. La decisione si basava su una valutazione della prova presuntiva considerata viziata, poiché fondata solo su due indizi (prezzo e mancata visita dell'immobile) senza considerare prove contrarie decisive, come precedenti sentenze passate in giudicato che attestavano la buona fede dell'acquirente. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice deve valutare tutti gli elementi indiziari nel loro complesso, secondo criteri di gravità, precisione e concordanza.
Continua »
Azione Revocatoria: quando la cessione è revocabile
Una creditrice ha ottenuto la conferma di un'azione revocatoria contro una debitrice che aveva ceduto l'intero patrimonio immobiliare alla figlia. La Corte d'Appello ha stabilito che la sproporzione tra il valore dei beni e il debito da saldare costituisce un danno per il creditore (eventus damni), rendendo l'atto revocabile. La consapevolezza della debitrice di ledere le ragioni del creditore (scientia fraudis) è stata ritenuta provata, anche in considerazione del rapporto di parentela.
Continua »
Azione revocatoria: vendita a familiari e presunzioni
La Cassazione conferma l'inefficacia di una vendita immobiliare tra figlio e genitori. L'azione revocatoria è legittima se basata su presunzioni gravi, precise e concordanti, come il ruolo del debitore in azienda e lo stretto legame familiare, che dimostrano la consapevolezza del danno ai creditori.
Continua »