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Sanzioni Amministrative

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26 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sanzioni amministrative: no al favor rei, si a tempus regit actum
Una società di revisione viene sanzionata dall'Autorità di Vigilanza per violazioni antiriciclaggio. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'appello, stabilisce che per le sanzioni amministrative non si applica il principio del *favor rei* (legge più favorevole), ma quello del *tempus regit actum* (legge del tempo del commesso illecito), negandone la natura sostanzialmente penale.
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Sanzioni amministrative: Cassazione su favor rei
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di alcuni ex amministratori di una banca di credito cooperativo contro le sanzioni amministrative pecuniarie inflitte dalla Banca d'Italia per carenze organizzative e di controllo. I ricorrenti lamentavano la violazione di vari principi, tra cui il favor rei per una legge sopravvenuta più mite, la tardività del procedimento e la genericità delle accuse. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che le sanzioni amministrative in questione non hanno natura punitiva e, pertanto, non è applicabile il principio del favor rei. Ha inoltre chiarito la corretta decorrenza dei termini procedurali e ribadito l'onere della prova a carico di chi invoca un'esimente.
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Sanzioni amministrative: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di sanzioni amministrative irrogate da un'autorità di vigilanza bancaria a un ex componente del collegio sindacale di un istituto di credito. Il ricorso, basato sulla presunta irragionevolezza e sproporzione della sanzione, è stato respinto. La Corte ha chiarito che la proporzionalità va valutata in relazione al massimo edittale previsto dalla legge, non al minimo. Inoltre, ha ribadito che l'esito di giudizi separati riguardanti altri soggetti coinvolti non può essere utilizzato come metro di paragone e che la censura per omesso esame di un fatto decisivo richiede l'individuazione di uno specifico fatto storico trascurato dal giudice di merito.
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Sanzioni amministrative e tempus regit actum
Una società multata per violazioni della privacy ha visto la sanzione annullata in primo grado perché la norma era stata abrogata. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che per le sanzioni amministrative si applica il principio del "tempus regit actum", ovvero la legge in vigore al momento del fatto. L'abrogazione successiva è irrilevante. Inoltre, il ricorso iniziale è stato dichiarato tardivo a causa di una normativa transitoria.
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Sanzioni amministrative: notifica e prescrizione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di sanzioni amministrative per l'indebita percezione di fondi agricoli europei. La Corte ha rigettato il ricorso principale, confermando che il termine di prescrizione per la contestazione decorre non dall'inizio delle indagini penali, ma dal momento in cui l'autorità giudiziaria autorizza l'uso degli atti. È stata inoltre confermata la validità della notifica dell'atto a un familiare, anche se non convivente. L'esistenza delle opere finanziate non esclude l'illecito se provato il meccanismo fraudolento basato su fatture false e movimentazioni finanziarie fittizie.
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Sanzioni amministrative: no al beneficio di escussione
La Corte di Cassazione ha stabilito che in materia di sanzioni amministrative non si applica il beneficio di escussione preventiva del patrimonio sociale. La responsabilità dell'autore dell'illecito e quella solidale della persona giuridica seguono le regole della L. 689/1981, non quelle dei debiti societari. I ricorsi basati solo su vizi formali, senza contestare il merito della pretesa, sono stati giudicati inammissibili per difetto di interesse ad agire.
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