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Rivalutazione

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70 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rivalutazione pensione: la Cassazione e i contributi
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di alcuni professionisti che chiedevano una rivalutazione pensione più elevata. La Corte ha confermato il diritto a un indice di rivalutazione superiore per i redditi, ma ha stabilito un principio cruciale: la pensione deve essere calcolata in base ai contributi effettivamente versati. Poiché i professionisti avevano pagato contributi basati su un indice più basso, la loro pensione sarà liquidata su quella stessa base inferiore, riaffermando il legame diretto tra contribuzione e prestazione per i liberi professionisti.
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Inammissibilità ricorso: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato contro una condanna per un grave reato contro il patrimonio. I motivi sono stati ritenuti generici e volti a una non consentita rivalutazione dei fatti già accertati dal giudice di merito. L'appello non contestava specificamente le argomentazioni della sentenza impugnata, risultando così privo dei requisiti di legge e determinando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Imposta sostitutiva scissione: la Cassazione decide
Un contribuente, dopo aver rivalutato le quote di una società e pagato due rate dell'imposta sostitutiva, si trova a non possedere più tali quote a seguito di una scissione societaria. L'Amministrazione Finanziaria richiede il pagamento della terza rata. La Corte di Cassazione, data la novità della questione sull'imposta sostitutiva scissione, ha rinviato il caso alla pubblica udienza per una decisione approfondita, non fornendo ancora una soluzione definitiva.
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Plusvalenze IRAP: non tassabili in liquidazione
Un consorzio in liquidazione coatta amministrativa ha subito un accertamento fiscale per IRAP su plusvalenze derivanti dalla vendita di immobili. La Corte di Cassazione ha stabilito che le plusvalenze IRAP non sono imponibili se le operazioni rientrano nella mera attività liquidatoria, finalizzata a soddisfare i creditori, e non nell'ambito di un "esercizio provvisorio" dell'attività d'impresa, poiché manca il presupposto dell'esercizio abituale di un'attività organizzata.
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Rivalutazione terreni: vendita a prezzo inferiore
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contribuente non perde i benefici della rivalutazione terreni se vende l'immobile a un prezzo inferiore a quello indicato nella perizia giurata. L'Agenzia delle Entrate non può, in questo caso, ricalcolare la plusvalenza basandosi sul costo storico del bene. La rivalutazione fissa un nuovo valore fiscale di partenza; se il prezzo di vendita è inferiore, non si realizza alcuna plusvalenza tassabile.
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Vittime del dovere: interessi e rivalutazione cumulabili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16197/2025, ha stabilito un importante principio in materia di benefici per le vittime del dovere. Ha rigettato il ricorso del Ministero della Difesa, confermando che la rivalutazione annuale degli assegni e gli interessi legali per tardivo pagamento sono due istituti distinti e cumulabili. Il primo adegua il valore del beneficio all'inflazione, mentre i secondi risarciscono il danno da ritardo. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile un motivo di ricorso per violazione del principio di autosufficienza.
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Rivalutazione beni: limiti al calcolo ammortamento
Una recente sentenza della Cassazione affronta il tema della rivalutazione beni d'impresa. Il caso riguardava una società che, dopo aver rivalutato i propri macchinari, calcolava l'ammortamento sommando il costo storico originario all'incremento di valore. L'Agenzia delle Entrate ha contestato questo metodo, sostenendo che creasse una duplicazione di costi. La Corte ha dato ragione all'Amministrazione Finanziaria, stabilendo che la base per il calcolo dell'ammortamento post-rivalutazione è costituita unicamente dal nuovo 'valore corrente' del bene, senza alcuna sommatoria con il costo precedente.
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Errore F24 imposta sostitutiva: Cassazione salva
La Corte di Cassazione ha stabilito che un errore materiale nella compilazione del modello F24, come l'indicazione di un anno d'imposta errato, non rende nullo il pagamento dell'imposta sostitutiva. Se la volontà del contribuente di saldare il debito per l'annualità corretta è inequivocabile e dimostrabile da altri elementi (come la dichiarazione dei redditi e l'assenza di debiti per l'anno indicato erroneamente), il versamento è da considerarsi valido. La Corte ha cassato la sentenza di merito che si era fermata all'errore formale, rinviando il caso per una valutazione sostanziale.
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Rivalutazione terreno: quando è troppo tardi?
Un contribuente ha venduto un terreno senza dichiarare la plusvalenza. Successivamente, ha cercato di ridurre l'imposta utilizzando una perizia per la rivalutazione terreno redatta anni dopo la vendita. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la procedura di rivalutazione, comprensiva di perizia giurata e pagamento dell'imposta sostitutiva, deve essere completata quando si è ancora proprietari del bene. Una perizia postuma è inefficace.
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Plusvalenza terreno: perizia tardiva non è valida
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini del calcolo della plusvalenza sulla vendita di un terreno, non è possibile utilizzare una perizia di stima redatta e giurata dopo la cessione del bene. In assenza di una formale procedura di rivalutazione completata prima della vendita, con il relativo versamento dell'imposta sostitutiva, il valore di acquisto da considerare rimane quello storico. Il ricorso della contribuente, che lamentava la mancata comunicazione di tale facoltà da parte dell'Agenzia delle Entrate, è stato respinto in quanto la possibilità di rivalutare il bene era già preclusa al momento dell'accertamento fiscale.
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