La Corte di Cassazione, con l'ordinanza del 6 marzo 2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per danneggiamento. Il ricorso è stato respinto perché le motivazioni erano generiche e miravano a una nuova valutazione dei fatti, attività preclusa alla Corte, che esercita un controllo di mera legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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