La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva erroneamente applicato una riduzione di un terzo, anziché della metà, per una contravvenzione giudicata con rito abbreviato. A seguito dell'improcedibilità dei reati di furto, residuava solo l'imputazione per porto di strumenti atti ad offendere. La Suprema Corte, correggendo l'errore di calcolo, ha ribadito la corretta applicazione della norma sul rito abbreviato contravvenzione, rideterminando la pena finale in tre mesi di arresto e 525 euro di ammenda.
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