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Ristretta Base Proprietaria

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Caratteristica di una società di capitali il cui capitale è detenuto da un numero limitato di soci, spesso legati da vincoli familiari. Questa condizione facilita la presunzione che gli utili non dichiarati siano stati distribuiti tra i soci.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Utili extracontabili: il socio prestanome paga le tasse
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento al socio di una società a responsabilità limitata. L'ufficio ha contestato la presenza di utili extracontabili, imputandoli pro quota al socio. Il socio si è difeso sostenendo di essere un mero prestanome, estraneo alla gestione aziendale e privo di incassi effettivi. I giudici di merito hanno inizialmente annullato l'accertamento. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha ribaltato il giudizio. I giudici di legittimità hanno chiarito che il semplice disinteresse o la qualifica di prestanome non bastano a superare la presunzione di distribuzione degli utili. Per difendersi, il socio deve dimostrare l'effettiva destinazione alternativa delle somme o la concreta impossibilità di esercitare i propri poteri di controllo societari. Il ricorso del Fisco è stato quindi accolto con rinvio per una nuova valutazione.
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Produzione documenti appello tributario: le regole
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate riguardante la produzione documenti appello tributario. Il caso nasce dall'annullamento di un avviso di accertamento per presunto difetto di sottoscrizione, poiché la delega del funzionario risultava scaduta. In secondo grado, l'Ufficio aveva prodotto un ordine di servizio che provava la proroga della delega, ma i giudici lo avevano ritenuto inammissibile. La Suprema Corte ha invece ribadito che, per i giudizi instaurati prima della riforma del 2023, l'art. 58 del D.Lgs. 546/1992 consente liberamente il deposito di nuovi documenti in appello, anche se preesistenti al primo grado.
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Presunzione distribuzione utili: vale anche con holding?
L'Agenzia delle Entrate ha accertato maggiori ricavi occulti di una società operativa e, di conseguenza, ha imputato una quota di tali utili non dichiarati al socio unico della società holding che la controllava interamente. Il contribuente ha impugnato l'atto, ma il suo ricorso è stato respinto in tutti i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la decisione, stabilendo che la presunzione di distribuzione utili in società a ristretta base proprietaria si applica anche quando la partecipazione è detenuta tramite un'altra società (holding), a sua volta a base ristretta. La Corte ha chiarito che l'onere di provare il mancato incasso degli utili ricade sul contribuente, che deve dimostrare il reinvestimento o l'accantonamento dei fondi, non essendo sufficiente provare la propria estraneità alla gestione operativa.
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Presunzione utili soci: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30598/2024, ha ribadito un principio fondamentale in materia fiscale: per le società di capitali a ristretta base proprietaria, gli utili extracontabili accertati si presumono distribuiti ai soci. Questa presunzione utili soci sposta l'onere della prova sul contribuente, il quale non può limitarsi a dimostrare l'assenza di versamenti sui propri conti correnti. Deve, invece, provare che tali utili sono stati reinvestiti, accantonati dalla società o percepiti da terzi. La Corte ha cassato la decisione del giudice di merito che aveva erroneamente annullato l'avviso di accertamento.
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Presunzione distribuzione utili: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene sul tema della presunzione distribuzione utili in società a ristretta base proprietaria. A seguito di un accertamento fiscale per maggiori redditi societari, l'amministrazione finanziaria ha imputato i profitti extracontabili ai soci. I giudici di merito avevano annullato l'atto basandosi su una precedente assoluzione penale del socio. La Suprema Corte, invece, ha cassato la decisione, ribadendo che la presunzione di distribuzione degli utili pone a carico del socio l'onere di fornire la prova positiva che tali utili siano stati reinvestiti o accantonati, non essendo sufficiente a tal fine l'esito del giudizio penale.
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Utili extracontabili: onere della prova del socio
L'ordinanza analizza il caso di un avviso di accertamento per utili extracontabili notificati a una socia di una s.r.l. a ristretta base proprietaria. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ha cassato la decisione di merito che aveva annullato l'accertamento basandosi sull'assoluzione della socia in sede penale. La Suprema Corte ha ribadito che, in presenza di utili extracontabili accertati in capo a una società a ristretta base, opera una presunzione semplice di distribuzione ai soci. Spetta a questi ultimi fornire la prova contraria, dimostrando che i profitti sono stati reinvestiti o accantonati. L'assoluzione penale non è di per sé sufficiente a superare tale presunzione.
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