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Risoluzione Contratto Appalto

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25 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Risoluzione contratto appalto: quando è grave l’errore?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla risoluzione contratto appalto tra un ente previdenziale e una società fornitrice. A causa di un errore procedurale della fornitrice, un concorso pubblico è stato annullato. La Corte ha confermato che l'inadempimento era sufficientemente grave da giustificare la risoluzione, in quanto ha minato le regole di segretezza e imparzialità della procedura. Ha inoltre stabilito che i danni risarcibili includono le indennità di missione pagate ai dipendenti, e ha chiarito importanti principi procedurali sul giudizio di rinvio e sulla riproponibilità delle domande assorbite, come quella di manleva assicurativa.
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Risoluzione contratto appalto: niente collaudo finale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2574/2025, ha stabilito un principio chiave in materia di appalti pubblici. In caso di risoluzione del contratto di appalto per grave inadempimento dell'impresa esecutrice, la stazione appaltante non ha l'obbligo di procedere al collaudo finale dell'opera. La Corte ha chiarito che le norme prevedono, in tale scenario, solo la redazione dello stato di consistenza dei lavori eseguiti, escludendo la procedura di collaudo, la quale presuppone il completamento dell'opera. Di conseguenza, è stata respinta la richiesta di risarcimento danni avanzata dall'impresa per il presunto ritardo nel collaudo.
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Risoluzione contratto appalto: grave inadempimento
Un committente ottiene la risoluzione contratto appalto per grave inadempimento di un'impresa edile che aveva abbandonato il cantiere. Il Tribunale ha condannato l'impresa alla restituzione delle somme versate, al netto del valore dei lavori eseguiti, e al risarcimento dei danni per le spese peritali sostenute.
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Risoluzione contratto appalto: l’onere della prova
La Corte d'Appello ha confermato la risoluzione di un contratto d'appalto per la ristorazione scolastica a causa di gravi inadempimenti. La sentenza ribadisce che, a fronte della contestazione dell'inadempimento da parte della stazione appaltante, spetta all'impresa appaltatrice fornire la prova piena e rigorosa di aver eseguito correttamente la prestazione. In assenza di tale prova, la risoluzione del contratto appalto è da considerarsi legittima.
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Risoluzione contratto appalto: quando spetta il compenso?
La Corte di Appello di Roma ha confermato la risoluzione di un contratto di permuta di un terreno contro futuri appartamenti, a causa del grave inadempimento della società costruttrice che non ha completato le opere. La sentenza chiarisce che, in caso di risoluzione contratto appalto per colpa dell'appaltatore, questi non ha diritto al compenso per i lavori parzialmente eseguiti se non dimostra che tali lavori abbiano arrecato un'utilità concreta e reale al committente. È stata inoltre rigettata la domanda di indennizzo per ingiustificato arricchimento.
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