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Risoluzione Consensuale

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46 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Tassazione atto unico: la Cassazione su più negozi
Un professionista aveva formalizzato la cessazione di 15 contratti di locazione con un unico atto, pagando una sola imposta di registro. L'Agenzia delle Entrate ha contestato questa modalità, richiedendo il pagamento dell'imposta per ciascuno dei 15 contratti risolti. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Agenzia, confermando il principio della tassazione atto unico: se un singolo documento contiene più disposizioni legali indipendenti, ciascuna deve essere tassata separatamente come se fosse un atto a sé stante.
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Annullamento concorso pubblico: effetti sul contratto
La Corte di Cassazione stabilisce che l'annullamento di un concorso pubblico comporta la nullità del contratto di lavoro stipulato con il vincitore. Tale nullità travolge anche eventuali accordi successivi, come una risoluzione consensuale, e obbliga l'amministrazione a recuperare le somme indebitamente versate sulla base dell'inquadramento nullo, poiché la legge prevale sulla volontà privata.
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Risoluzione consensuale: effetti del giudicato
Un'ordinanza della Cassazione esamina il caso di una richiesta di restituzione di somme a un dipendente pubblico a seguito dell'annullamento della sua qualifica dirigenziale, avvenuto dopo la firma di un accordo di risoluzione consensuale. Le corti di merito avevano protetto il dipendente, considerando l'accordo irrevocabile. La Cassazione, prima di decidere nel merito, si è fermata su un vizio di notifica all'erede del dipendente, rinviando la causa e sottolineando l'importanza del litisconsorzio necessario.
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Nullità concorso pubblico: effetti sul contratto
La Corte di Cassazione ha stabilito che la nullità di un concorso pubblico determina la nullità del contratto individuale di lavoro del vincitore. Di conseguenza, anche un successivo accordo di risoluzione consensuale, con relativo incentivo all'esodo, è invalido. L'amministrazione pubblica ha il dovere di recuperare le somme indebitamente versate, poiché l'accordo non può sanare un rapporto di lavoro nullo fin dall'origine. Il caso riguardava un dirigente pubblico che aveva ricevuto un cospicuo incentivo per la cessazione del rapporto, basato su una qualifica dirigenziale ottenuta tramite un concorso poi annullato dal giudice amministrativo.
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Risoluzione contratto a progetto: serve forma scritta?
Un collaboratore si è opposto alla risoluzione verbale del suo contratto a progetto. La Corte di Cassazione ha stabilito che, così come la stipula, anche la risoluzione consensuale del contratto a progetto richiede obbligatoriamente la forma scritta per essere valida (ad substantiam), a tutela della certezza dei rapporti giuridici. Qualsiasi accordo verbale di cessazione è pertanto nullo.
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Risoluzione consensuale locazione: annulla la prelazione?
Un'inquilina si è vista negare il diritto di riscatto di un immobile perché, nonostante la locatrice avesse inviato una disdetta alla prima scadenza (atto che avrebbe attivato la prelazione), le parti avevano successivamente stipulato un accordo di risoluzione consensuale locazione. La Corte di Cassazione ha stabilito che quest'ultimo accordo è diventato la causa effettiva della fine del contratto, facendo venir meno i presupposti per il diritto di prelazione, che è legato alla cessazione per volontà unilaterale del locatore.
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