La Corte di Cassazione analizza il caso di una rivolta in carcere avvenuta durante la pandemia Covid-19. Un detenuto, accusato di devastazione e saccheggio, si è visto applicare la custodia cautelare in carcere. La difesa sosteneva che, essendo il reato legato a un contesto eccezionale e irripetibile, mancasse l'attualità del rischio di reiterazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che il contesto straordinario ha solo fatto emergere una personalità incline al crimine già esistente. Pertanto, il rischio di reiterazione sussiste e si basa sulla pericolosità sociale del soggetto, non sulla probabilità che le medesime circostanze si ripresentino.
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