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Rischio Di Reiterazione

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rischio di reiterazione: reati in contesti eccezionali
La Corte di Cassazione analizza il caso di una rivolta in carcere avvenuta durante la pandemia Covid-19. Un detenuto, accusato di devastazione e saccheggio, si è visto applicare la custodia cautelare in carcere. La difesa sosteneva che, essendo il reato legato a un contesto eccezionale e irripetibile, mancasse l'attualità del rischio di reiterazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che il contesto straordinario ha solo fatto emergere una personalità incline al crimine già esistente. Pertanto, il rischio di reiterazione sussiste e si basa sulla pericolosità sociale del soggetto, non sulla probabilità che le medesime circostanze si ripresentino.
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Rischio di reiterazione del reato: custodia cautelare
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un professionista accusato di reati legati alle aste immobiliari, tra cui il concorso esterno in associazione mafiosa. La decisione si fonda sulla valutazione del concreto e attuale rischio di reiterazione del reato, desunto dalla professionalità dell'indagato e dai suoi contatti con ambienti criminali, ritenendo irrilevante la distanza temporale dei fatti contestati (risalenti al 2019) e inadeguata la misura degli arresti domiciliari.
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Rischio di reiterazione: dimissioni non bastano
La Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice dimissione da una carica societaria non è sufficiente a escludere il rischio di reiterazione del reato, se l'indagato continua di fatto a ingerirsi nella gestione aziendale. Il caso riguardava un indagato per associazione per delinquere e truffe, a cui erano stati revocati gli arresti domiciliari. La Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale del Riesame di ripristinare la misura cautelare, ritenendo concreto e attuale il pericolo che l'indagato potesse commettere altri reati, basandosi su elementi come l'uso di beni aziendali e la partecipazione a eventi per conto della società anche dopo le dimissioni.
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Rischio di reiterazione: reato datato, custodia attuale
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per traffico di stupefacenti, rigettando il ricorso di un indagato. La difesa sosteneva che il reato, risalente al 2021, rendesse non attuale il pericolo di recidiva. La Corte ha chiarito che il rischio di reiterazione va distinto dalla data del reato e può essere desunto dalla gravità dei fatti e dalla professionalità della condotta, giustificando la misura anche per fatti non recenti.
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Rischio di reiterazione: detenzione e misure cautelari
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una donna posta agli arresti domiciliari per aver introdotto sostanze stupefacenti in carcere. La Corte ha stabilito che lo stato di detenzione per altra causa non elimina automaticamente il rischio di reiterazione del reato, confermando così la validità della misura cautelare. Il ricorso è stato respinto anche perché ritenuto generico e basato su una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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