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Riscatto

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24 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Esecuzione in forma specifica e rilascio: il giudicato
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un occupante di un immobile di edilizia popolare, stabilendo che il precedente rigetto di una domanda di riscatto non costituisce giudicato e non impedisce una successiva azione di esecuzione in forma specifica (ex art. 2932 c.c.) da parte dei promissari acquirenti. La Corte ha inoltre confermato la legittimità della condanna al rilascio dell'immobile, anche se condizionata al passaggio in giudicato della sentenza di trasferimento della proprietà, e ha respinto la richiesta di risarcimento per l'aumento di valore del bene, limitando il rimborso alle sole spese per i miglioramenti.
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Edilizia residenziale pubblica: il diritto non si eredita
Una recente ordinanza della Cassazione affronta il tema dell'edilizia residenziale pubblica, chiarendo che il diritto all'acquisto di un alloggio popolare non è trasmissibile agli eredi. Il caso riguardava la pretesa di un'erede di riscattare un immobile basandosi su vecchie offerte fatte al padre. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che tale diritto è personale e non ereditario, e che mancano i presupposti per il subentro nel contratto di locazione.
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Detrazione IVA leasing: sì anche prima del riscatto
Una società si è vista negare il rimborso IVA relativo a beni in leasing non ancora riscattati. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5218/2025, ha accolto il ricorso dell'azienda, stabilendo che la detrazione IVA leasing è legittima anche prima del trasferimento di proprietà. La decisione si fonda sul principio di neutralità dell'IVA, equiparando l'operazione di leasing all'acquisto di un bene d'investimento e ritenendo irrilevante il momento del riscatto finale ai fini della detrazione.
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Riscatto leasing tardivo: è valido?
Una società ha tentato di esercitare l'opzione di riscatto di un'autovettura in leasing dopo la scadenza contrattuale, basandosi su comunicazioni con agenzie terze. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, stabilendo che il riscatto leasing tardivo non è valido se la società concedente ha già manifestato la volontà di avvalersi della decadenza e se non è provato che le agenzie terze avessero il potere di rappresentarla e di rinunciare a tale decadenza. La decisione sottolinea la rigidità dei termini contrattuali e l'onere della prova a carico di chi afferma l'esistenza di un potere di rappresentanza.
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