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Risarcimento Parziale Del Danno

8 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Peculato: il risarcimento parziale del danno non basta per lo sconto
Un responsabile finanziario di un Comune, condannato per peculato per oltre un milione di euro, versa solo 50.000 euro. La Cassazione nega lo sconto di pena, stabilendo un principio chiave sul risarcimento parziale del danno. Quando il pagamento è inferiore al debito totale e non è specificato a quale reato si riferisce, si applicano i criteri del codice civile. La somma viene quindi imputata al reato più grave. Poiché l'importo versato non copre integralmente il danno di quell'episodio, l'attenuante non può essere concessa. La Corte, invece, accoglie parzialmente il ricorso del complice per una rivalutazione della pena.
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Risarcimento parziale del danno: Rolex rubato, 500€ non bastano
Un uomo, condannato per una serie di rapine aggravate, ha presentato ricorso in Cassazione. Sosteneva di aver diritto a uno sconto di pena per aver versato 500 euro a due delle vittime. La Corte ha respinto la richiesta, stabilendo un principio chiave sul risarcimento parziale del danno: per ottenere l'attenuante specifica, il risarcimento deve essere totale e integrale. Un pagamento che copre solo una minima parte del bottino (che includeva un orologio da 11.000 euro) e solo alcuni dei reati commessi non è sufficiente. Tale gesto può essere valutato dal giudice solo per la concessione di attenuanti generiche. La condanna è stata quindi confermata.
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Risarcimento Parziale del Danno: Niente Sconto di Pena se Incompleto
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito di negare uno sconto di pena a un imputato che aveva offerto un risarcimento parziale del danno. La Corte ha stabilito che, per ottenere l'attenuante, il risarcimento deve essere completo, effettivo e integrale. Un'offerta parziale, per di più non accettata dalla persona offesa, non è sufficiente a dimostrare una reale volontà di riparare al male commesso. L'appello dell'imputato è stato dichiarato inammissibile perché generico e non in grado di contestare validamente le motivazioni della sentenza precedente. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'imputato è stato condannato a pagare ulteriori spese.
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Rapina: il risarcimento parziale del danno non basta per lo sconto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per rapina a carico di tre individui, dichiarando inammissibile il loro ricorso. La Corte ha stabilito due principi chiave: un ricorso è inammissibile se i motivi sono generici e non specificano le critiche alla sentenza. Inoltre, ha negato l'attenuante per il risarcimento del danno perché l'offerta economica era incompleta. Un risarcimento parziale del danno, che non indennizza tutte le vittime del reato (inclusi coloro che hanno subito la violenza post-furto), non è sufficiente per ottenere uno sconto di pena. La condanna è quindi diventata definitiva.
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Estorsione: il risarcimento parziale del danno non salva la pena
Una persona, condannata in via definitiva per estorsione, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo di aver risarcito la vittima. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: il risarcimento parziale del danno non è sufficiente per ottenere automaticamente l'attenuante prevista dalla legge. I giudici hanno confermato che la somma versata era inadeguata a ristorare completamente il danno subito dalla vittima. Di conseguenza, la condanna è stata confermata, dimostrando che la riparazione del danno deve essere integrale e non solo simbolica per poter ridurre la pena.
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Paga la vittima ma la pena non cala: il risarcimento parziale
La Corte di Cassazione ha stabilito che un risarcimento parziale del danno non è sufficiente per ottenere la circostanza attenuante. Nel caso specifico, un'imputata per rapina aggravata ai danni di una persona anziana aveva versato 700 euro alla vittima, ottenendo una dichiarazione di soddisfazione. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto la somma non adeguata a coprire l'intero danno, soprattutto quello morale. La Corte ha confermato che il risarcimento deve essere integrale e la valutazione sulla sua congruità spetta esclusivamente al giudice, che non è vincolato dalla dichiarazione della vittima. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e la condanna confermata.
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Risarcimento parziale: no all’attenuante del danno
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto. La Corte ha stabilito che il risarcimento parziale del danno alla vittima, effettuato prima del giudizio, non è sufficiente per integrare la circostanza attenuante speciale. Per ottenere la riduzione di pena, il risarcimento deve essere totale ed effettivo.
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Risarcimento parziale danno: non basta per l’attenuante
Una persona, condannata per truffa aggravata ai danni dello Stato per l'indebita percezione del reddito di cittadinanza, ha fatto ricorso in Cassazione chiedendo il riconoscimento di una circostanza attenuante dopo aver restituito una parte della somma. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che il risarcimento parziale del danno non è sufficiente, poiché la legge richiede una riparazione 'integrale ed effettiva' per la concessione dell'attenuante.
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