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Riposo Compensativo

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37 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Riposo compensativo: indennità per il giorno di smonto
Un operatore sanitario ha chiesto il riconoscimento di un'indennità per il giorno di riposo ('smonto') successivo a un turno notturno di 12 ore. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale giorno di riposo qualifica come 'riposo compensativo', finalizzato al recupero psico-fisico dopo una prestazione particolarmente gravosa. Pertanto, l'indennità è dovuta anche se non viene superato l'orario settimanale contrattuale di 36 ore, poiché la sua funzione è ristorare l'intensità del singolo turno.
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Riposo compensativo: indennità per turno notturno
La Corte di Cassazione ha stabilito che il giorno di riposo dopo un turno notturno di 12 ore va qualificato come riposo compensativo, dando diritto all'indennità di turno. Questa decisione si applica anche se il lavoratore non supera l'orario contrattuale settimanale, poiché il riposo serve a recuperare la maggiore gravosità della prestazione notturna.
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Riposo compensativo: indennità per lo smonto notturno
La Corte di Cassazione ha stabilito che il giorno di riposo successivo a un turno notturno di 12 ore va qualificato come riposo compensativo e dà diritto alla relativa indennità di turno. La Corte ha chiarito che tale diritto sussiste per la necessità di recuperare la maggiore gravosità della prestazione, a prescindere dal superamento dell'orario di lavoro settimanale. La decisione si fonda sulla funzione del riposo, inteso come recupero psico-fisico da una prestazione lavorativa di particolare intensità.
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Riposo compensativo: spetta l’indennità di turno?
La Corte di Cassazione ha confermato una decisione a favore di alcuni infermieri, stabilendo che il giorno libero successivo a un turno di notte di 12 ore si qualifica come riposo compensativo. Questo perché la sua funzione è quella di compensare l'eccezionale stress psico-fisico del turno prolungato, a prescindere dal superamento del monte ore settimanale. Di conseguenza, i lavoratori hanno diritto a percepire l'indennità di turno anche in tale giornata di riposo. La Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda sanitaria, sottolineando come la particolare gravosità della singola prestazione sia l'elemento decisivo.
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Riposo compensativo: sì all’indennità post-turno
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità di turno spetta al lavoratore sanitario anche per il giorno di riposo successivo a un turno notturno di 12 ore. Tale riposo è qualificato come 'riposo compensativo' in quanto finalizzato al recupero psico-fisico dalla particolare gravosità della prestazione, indipendentemente dal superamento dell'orario di lavoro settimanale. La decisione si fonda sull'interpretazione del CCNL Sanità, che valorizza la necessità di ristorare lo stress derivante da turni intensi.
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Riposo compensativo: sì all’indennità post turno
La Corte di Cassazione ha stabilito che il giorno di riposo successivo a un turno di lavoro notturno di 12 ore si qualifica come riposo compensativo. Di conseguenza, al lavoratore spetta la specifica indennità di turno anche per tale giornata di assenza, poiché essa è finalizzata al recupero dello stress psico-fisico derivante dalla particolare gravosità della prestazione, a prescindere dal superamento dell'orario settimanale contrattuale.
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Riposo compensativo: spetta l’indennità post turno
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26191/2024, ha stabilito che l'indennità di turno spetta anche per il giorno di riposo successivo a un turno notturno di 12 ore. Tale giorno è qualificato come riposo compensativo, finalizzato al recupero dello stress psico-fisico, indipendentemente dal superamento dell'orario di lavoro settimanale. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda sanitaria, confermando che la maggiore intensità e gravosità della prestazione lavorativa giustifica il riconoscimento del riposo come compensativo e, di conseguenza, il diritto all'indennità.
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Riposo compensativo: spetta l’indennità post turno?
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni infermieri a ricevere l'indennità di turno per il giorno di riposo successivo a un turno notturno di 12 ore. La Corte ha chiarito che tale giorno si qualifica come **riposo compensativo** perché serve a recuperare lo stress psico-fisico della prestazione gravosa, indipendentemente dal superamento del monte ore settimanale. L'appello dell'azienda sanitaria, che lo considerava un normale giorno non lavorato, è stato respinto.
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Lavoro festivo: tra riposo e straordinario, la scelta
Un'infermiera ha lavorato durante festività infrasettimanali, chiedendo il pagamento degli straordinari. Il datore di lavoro le aveva concesso riposi compensativi. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di lavoro festivo, se il contratto collettivo prevede la scelta tra riposo o maggiorazione e il lavoratore non esprime una preferenza, la facoltà di scegliere passa al datore di lavoro. L'azienda, concedendo il riposo, ha quindi adempiuto correttamente al proprio obbligo.
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Riposo compensativo: la scelta se il lavoratore tace
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di lavoro festivo, se il contratto collettivo offre al dipendente la scelta tra riposo compensativo e pagamento dello straordinario e il lavoratore non esprime una preferenza, la facoltà di scelta si trasferisce al datore di lavoro. In questo caso, un'infermiera che non aveva comunicato la sua scelta non ha potuto reclamare il pagamento degli straordinari, avendo l'azienda legittimamente concesso i riposi compensativi.
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Indennità di produttività: sì con riposo compensativo
Un agente di polizia municipale ha citato in giudizio il proprio Comune per ottenere il pagamento dell'indennità di produttività anche per i periodi fruiti come riposo compensativo. La Corte d'Appello, equiparando il riposo compensativo alle ferie, ha dato ragione al dipendente. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso del Comune per vizi procedurali. La sentenza consolida il principio per cui il riposo compensativo non deve pregiudicare il diritto all'indennità di produttività.
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Riposo compensativo: non può coincidere con festività
La Cassazione chiarisce che il riposo compensativo per lavoro domenicale è un diritto distinto dal riposo per festività. È illegittimo per il datore di lavoro collocare tale riposo in un giorno festivo, annullando di fatto uno dei due diritti. I lavoratori hanno diritto a un giorno di riposo aggiuntivo.
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Riposo settimanale: no al risarcimento se compensato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9959/2024, ha stabilito che i lavoratori turnisti non hanno diritto a un risarcimento aggiuntivo per danno da usura psicofisica se la prestazione lavorativa nel settimo giorno consecutivo è già regolamentata e compensata economicamente dal contratto collettivo nazionale. Il diritto al risarcimento sorge solo in caso di totale soppressione del riposo settimanale e non per il suo semplice spostamento, come previsto dall'organizzazione del lavoro a turni.
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Lavoro domenicale: indennità aggiuntiva è dovuta
La Corte di Cassazione ha stabilito che il lavoro domenicale, anche se compensato con un giorno di riposo infrasettimanale, deve essere retribuito con un'indennità aggiuntiva per la sua particolare penosità. La sentenza conferma che il sacrificio degli interessi familiari e sociali legati alla domenica merita un compenso ulteriore, un "quid pluris", che può essere determinato dal giudice in via equitativa se non previsto dal contratto collettivo.
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Riposo settimanale: quando spetta il risarcimento?
Un dipendente pubblico ha richiesto il risarcimento per danno da usura psico-fisica a causa del lavoro svolto durante i giorni di riposo settimanale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che se il lavoro festivo rientra in una turnazione programmata, la maggiorazione economica prevista dal contratto collettivo è sufficiente a compensare il disagio. Il diritto a un ulteriore risarcimento sorge solo in caso di perdita definitiva del riposo, non per un suo semplice spostamento.
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Indennità sostitutiva: onere della prova sul datore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di un ente pubblico, stabilendo che in caso di mancata fruizione del riposo compensativo, spetta al datore di lavoro dimostrare di averlo concesso. Il lavoratore deve solo allegare di non aver goduto del riposo, senza necessità di provare una previa richiesta formale. La mancata concessione del riposo per esigenze di servizio obbliga il datore al pagamento dell'indennità sostitutiva riposo compensativo, qualificata come un inadempimento contrattuale.
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Indennità di turno: quando spetta nel riposo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9127/2019, ha chiarito le condizioni per il riconoscimento dell'indennità di turno al personale del settore sanità. La controversia vedeva un'azienda ospedaliera opporsi alla richiesta di alcuni dipendenti di ricevere tale indennità anche nei giorni di riposo. La Corte ha stabilito una distinzione cruciale: l'indennità di turno non spetta per il sesto giorno non lavorato (in un regime di settimana corta), ma è dovuta per i giorni di riposo compensativo maturati a fronte di ore lavorative eccedenti l'orario contrattuale giornaliero. La decisione sottolinea che l'indennità è legata al disagio dell'effettiva prestazione in turno e non alla mera assenza dal servizio.
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