Un uomo, assolto dall'accusa di rapina dopo 319 giorni di arresti domiciliari, si è visto negare la riparazione per ingiusta detenzione. La Corte d'Appello aveva ritenuto che l'uomo avesse agito con colpa grave, creando l'apparenza di un reato. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, giudicandola illogica e contraddittoria. Ha stabilito che il giudice della riparazione non può fondare il diniego su ipotesi di reato non considerate nel processo di merito e deve valutare rigorosamente il nesso causale tra la condotta dell'assolto e la detenzione subita, soprattutto in presenza di una falsa denuncia.
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