Un uomo, inizialmente accusato di omicidio plurimo aggravato durante una traversata in mare e successivamente assolto, ha richiesto la riparazione per ingiusta detenzione. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego dell'indennizzo, rilevando che la condotta del ricorrente, sebbene non omicida, era stata caratterizzata da violenze e comportamenti aggressivi verso altri passeggeri. Tale condotta ha integrato la colpa grave, poiché ha creato una falsa apparenza di responsabilità penale, inducendo i giudici a disporre la misura cautelare. La decisione ribadisce che il diritto alla riparazione è escluso se l'interessato ha concorso a causare l'errore giudiziario con il proprio comportamento imprudente.
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